Il Corpo di Ballo del
Teatro alla Scala
con le étoiles
Roberto Bolle
e Polina Semionova
celebra il grande
coreografo francese.
Nel trittico L’Arlésienne, in anteprima nazionale, Le Jeune homme et la Mort, Carmen con musiche eseguite dall’Orchestra del Teatro Regio di Parma. Per “La danza dietro le quinteâ€: incontro con il coreografo, classe aperta e masterclass dal 28 maggio.
Teatro Regio di Parma
giovedì 29, venerdì 30 maggio 2008, ore 20.000
Grande attesa per l’appuntamento conclusivo di ParmaDanza, giovedì 29 (turno A) e venerdì 30 maggio (turno B) alle ore 20.00, con uno straordinario omaggio a Roland Petit che vede il ritorno al Teatro Regio di Parma del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e della sua étoile Roberto Bolle nell’anteprima nazionale di un’affascinante Serata Petit. Con le musiche eseguite dall’Orchestra del Teatro Regio di Parma diretta da David Garforth, la compagnia scaligera presenta un programma a trittico di immortali capolavori: L’Arlésienne, presentata in anteprima assoluta dal Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, Le Jeune homme et la mort e Carmen. Un tributo al grande coreografo francese, acclamato sui palcoscenici di tutto il mondo per le sue creazioni dall’ésprit squisitamente francese.
Mai rappresentata dalla compagnia scaligera, L’Arlésienne debutta a Parma in un nuovo allestimento, a far rivivere il successo di quella première del 1974 con Le Ballet de Marseille di Roland Petit. Lo spunto creativo per il coreografo fu uno dei più bei racconti di Alphonse Daudet, successivamente trasposto in dramma teatrale con musiche appositamente composte da Georges Bizet. Ambientato tra i colori caldi della Provenza, L’Arlésienne narra di una passione amorosa finita in tragedia. Struggente la figura di una giovane fidanzata, Vivette, che tenta invano di conquistare l’amato, Fréderi, ossessionato dal ricordo di un’altra donna, bellissima e infedele, l’Arlesienne, fino al tragico finale. Petit ne fece un belletto squisito, giocato su un ritmo incalzante, tralasciando l’antefatto, in una sintesi perfetta, con una danza forte e delicata a un tempo. Interpreti a Parma, in un debutto assoluto per entrambi, Roberto Bolle nel ruolo di Fréderi e la prima ballerina Marta Romagna in quello di Vivette.
Capostipite del balletto esistenzialista, Le Jeune homme et la Mort, nato da un’idea di Jean Cocteau, accompagnato dalla Passacaglia di Bach, illuminò le scene di un’irripetibile stagione artistica francese. Petit lo presentò nel 1946 al Théâtre des Champs Elysées e fu un successo trionfale. Con una danza piena di vigore, ogni gesto profondamente meditato, un realismo quasi maniacale, e le più spericolate acrobazie intrecciate ad un accademico umanizzato. Sarà ora un inquieto Mick Zeni, primo ballerino scaligero, adinterpretare le Jeune homme, in un drammatico testa a testa con la Morte, che con le sembianze di una bellissima donna interpretata da Marta Romagna – al debutto nel ruolo - lo sfiderà nella sua soffitta sui tetti di Parigi. Ancora una volta con un tragico, preannunciato finale.
Nel 1949, a Londra, fu Carmen a fare clamore e ad affermare internazionalmente il nome del giovane corografo e quello della moglie Zizi Jeanmaire, bellissima e conturbante con i capelli alla garçonne e la succinta guepière. Nel trasferire in danza la novella di Merimée su musica di Bizet, il balletto trovava accenti di moderna, raffinata sensualità , rimanendo nel tempo come un esempio del genere. Regolata la coreografia su uno stile omogeneo, Petit aveva dato un forte realismo al classicismo della danza classica, con molto humour e una dose incontestabile di erotismo. A Parma sarà un tenebroso Roberto Bolle a interpretare il ruolo di Don José, accanto alla seducente Carmen dell’étoile ospite Polina Semionova, partner tra le sue preferite, Prima Ballerina dalla Staatsoper Unter den Linden di Berlino.
Molto attesi anche gli ultimi appuntamenti del ciclo “La danza dietro le quinteâ€. Il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala presenta la Serata Petit mercoledì 28 maggio alle ore 17.30 nel Ridotto del Teatro Regio con la partecipazione straordinaria del coreografo Roland Petit, insieme alla direttrice della compagnia Elisabetta Terabust e ai ballerini protagonisti; a seguire, alle ore 19.00, si potrà assistere alla classe del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala. Sono ancora disponibili alcuni posti per gli allievi delle scuole di danza che vogliono partecipare alla masterclass tenuta da un maître de ballet della compagnia scaligera, venerdì 30 maggio nella Sala Scenografia del Teatro Regio, alle ore 16.00. Tutti gli appuntamenti de “La danza dietro le quinte†sono a ingresso libero. Per la partecipazione alle masterclass è necessaria la prenotazione. Per informazioni e prenotazioni: tel 0521 039366 – 039022 stampa@teatroregioparma.org; segr.stampa@teatroregioparma.org
ParmaDanza 2008 è realizzato dal Teatro Regio di Parma con la collaborazione di ATER e di Poste Italiane, il sostegno di Cariparma & Piacenza e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. ParmaDanza è parte di un’iniziativa più ampia in collaborazione con RED Reggio Emilia Danza, coordinata da Reggio Parma Festival.
La biglietteria del Teatro Regio è aperta come di consueto, dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 14.00 e dalle ore 17.00 alle 19.00, il sabato dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 16.00 alle 19.00. Per informazioni: tel. 0521 039399 fax 0521504224 biglietteria@teatroregioparma.org www.teatroregioparma.org
Teatro Regio di Parma
giovedì 29 maggio 2008, ore 20.00 turno A
venerdì 30 maggio 2008, ore 20.00 turno B
CORPO DI BALLO DEL TEATRO ALLA SCALA
Direttore ELISABETTA TERABUST
Serata Petit
Balletti di Roland Petit
Ripresa coreografica di Luigi Bonino e Jean Philippe Halnaut
Étoile Roberto Bolle
Artista ospite Polina Semionova
Orchestra del Teatro Regio di Parma
Direttore David Garforth
L’Arlésienne
basato sull’opera letteraria e teatrale di Alphonse Daudet
Musica Georges Bizet
Scene René Allio Costumi Christine Laurent Luci Jean-Michel Désiré
Vivette Marta Romagna
Fréderi Roberto Bolle
Nuova produzione del Teatro alla Scala
Prima rappresentazione per il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala
Le Jeune homme et la Mort
Libretto Jean Cocteau
Musica Johann Sebastian Bach
Orchestrazione di Ottorino Respighi
Scene Georges Wakhévitch
Costumi Karinska Luci Jean-Michel Désiré
Le Jeune homme Mick Zeni
La Mort Marta Romagna
Allestimento del Teatro alla Scala
Carmen
Tratto dal racconto di Prosper Mérimée
Musica Georges Bizet
Scene e costumi Antoni Clavé Luci Jean-Michel Désiré
Carmen Polina Semionova
Don José Roberto Bolle
Il torero Francesco Ventriglia
Tre banditi Maria Francesca Garritano, Antonino Sutera, Gianluca Schiavoni
Allestimento del Teatro alla Scala
LA DANZA DIETRO LE QUINTE
Classi aperte, incontri con gli artisti, masterclass
Incontro con Roland Petit, Elisabetta Terabust,
e i protagonisti del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala
Ridotto del Teatro Regio, mercoledì 28 maggio, ore 17.30
a seguire Classe della compagnia aperta al pubblico
Teatro Regio, mercoledì 28 maggio, ore 19.00
Masterclass con i maîtres de ballet della compagnia
Teatro Regio, Sala di Scenografia, venerdì 30 maggio, ore 16.00
Il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala
L’illustre passato della compagnia di balletto del Teatro alla Scala affonda le proprie radici nei secoli precedenti all’inaugurazione, nel 1778, del più celebre teatro musicale del mondo, che ne è tuttora la sede. La sua storia si intreccia alla nascita stessa del genere balletto, promosso proprio nelle corti rinascimentali italiane e in particolare nella splendida dimora degli Sforza, a Milano. Qui, tra il 1779 e il 1789 Gasparo Angiolini, il coreografo della riforma gluckiana del melodramma, fece danzare una compagnia di oltre cinquanta elementi, e Salvatore Viganò, il “sommo tra i coreografiâ€, idolatrato da Stendhal, collaudò con Il noce di Benevento (1812), Prometeo (1813), Mirra (1817), Dedalo (1817), Otello (1818), La vestale (1818) e I Titani (1819) la sua personale declinazione del ballet d’action definita “coreodrammaâ€. Enorme l’influenza esercitata sugli autori di danza del tempo come Gaetano Gioja e sui danzatori che furono beniamini del pubblico come il danseur noble Carlo Blasis, il cui nome resta per sempre legato ai fasti della scuola scaligera fondata nel 1813. Grande didatta e teorico del balletto romantico, Blasis fu direttore dell’Imperial Regia Accademia dal 1838 al 1851; con lui studiarono le maggiori stelle della prima metà dell’Ottocento: da Carlotta Grisi a Fanny Cerrito, da Lucine Grahn ad Amelia Boschetti. Molte sue allieve scaligere, come Caterina Beretta e Virginia Zucchi, si contesero i favori del pubblico occidentale e in Russia, meta di una successiva schiera di prime ballerine provenienti dalla Scala che contribuirono alla nascita del balletto tardo-romantico o “classicoâ€. Carlotta Brianza fu la prima interprete della La Bella addormentata di ÄŒajkovskij/Petipa (1890), Pierina Legnani la prima Odette/Odile nel Lago dei cigni ancora di ÄŒajkovskij/Petipa (1895), a cui si deve la prodezza tecnica dei 32 fouettés del Cigno Nero, e Carlotta Zambelli fu l’ultima rappresentante della scuola ottocentesca del balletto milanese, capitanata da Enrico Cecchetti, alla testa della Scuola scaligera dal 1926 al 1928, l’anno della sua morte. Tra i maggiori didatti della storia coreutica di tutti i tempi, proprio Cecchetti proiettò l’insegnamento italiano della tecnica accademica nel mondo. Già nel 1881, con il debutto di Excelsior di Luigi Manzotti, Romualdo Marenco e Alfredo Edel, la Scala si allineava, in modo originale, alla moda spettacolare invalsa a fine Ottocento. Inneggiante al progresso, Excelsior fu il più celebrato dei “balli grandi†manzottiani (al quale seguirono Amor, 1886, e Sport, 1897): anticipò il genere della rivista musicale e, oltre a ottenere una fama planetaria, creò proseliti scaligeri. Saldi professionisti come Raffaele Grassi, Nicola Guerra e Giovanni Pratesi (autore, nel 1928, di Vecchia Milano) traghettarono la compagnia scaligera nel Novecento. Una nuova leva di stelle, formata da Teresa Battaggi, Cia Fornaroli, Rosa Piovella Ansaldo, Attilia Radice, Ria Teresa Legnani, Vincenzo Celli, Gennaro Corbo, contribuì a dar lustro al Teatro dopo la pausa bellica, e grandi coreografi, come Michel Fokin e Léonide Massine, si impegnarono nell’adattare al gusto scaligero le novità apportate nella danza, nella musica e nella scenografia dai Ballets Russes. Dopo il debutto, nel 1942, del suo paradigmatico Mandarino meraviglioso (musica di Béla Bartók, scene e costumi di Enrico Prampolini), Aurelio Milloss fu incaricato da Arturo Toscanini del rilancio del Balletto alla Scala del secondo dopoguerra. Milly Clerici, Edda Martignoni, Wanda Sciaccaluga, Elide Bonagiunta e soprattutto Olga Amati, Luciana Novaro, Ugo Dell’Ara, Giulio Perugini, Mario Pistoni, Walter Venditti e Amedeo Amodio s’imposero sotto la sua direzione, in tante coreografie (tra le altre, La follia d’Orlando, Marsia, La rivolta di Sisifo) affiancate alle opere di Massine, che alla Scala tornò nel 1948 per allestire la sua Sagra della primavera. Massine esercitò per oltre un decennio una grande influenza sul Corpo di Ballo (Gaîté parisienne, Capriccio, Il cappello a tre punte, Laudes Evangeli) che in quegli anni conobbe anche il New York City Ballet e George Balanchine, chiamato alla Scala dal 1952 al 1964 (Ballet Impérial, Il bacio della fata, Palais de cristal, Concerto barocco, I quattro temperamenti e Orfeo). Grande lustro diedero al balletto di allora stelle come Vera Colombo, Gilda Majocchi, Elettra Morini, Fiorella Cova e soprattutto Carla Fracci che avviò la sua carriera nel 1956 interpretando Cenerentola di Alfred Rodriguez e, due anni dopo, Romeo e Giulietta di John Cranko, allestito proprio per il complesso scaligero al Teatro Verde dell’Isola di San Giorgio a Venezia. Fracci fu partner di Rudolf Nureyev, che, apparso per la prima volta alla Scala nel 1965, destinò alla compagnia quasi tutti i suoi classici: La Bella addormentata (1966), Lo schiaccianoci (1969), Paquita (1970), Don Chisciotte, Romeo e Giulietta (1980) e Il lago dei cigni (1990), mantenendo un legame del tutto particolare con la compagnia diretta dal 1971 da John Field e ricca di talenti classici come Liliana Cosi, anche lei partner di Nureyev, e moderni come Luciana Savignano e Paolo Bortoluzzi. Molte le creazioni pensate per la Fracci in quarant’anni: da La strada di Rota-Pistoni (1966) a Medea (1987) di John Butler sino a Chéri di Roland Petit (1997) e le novità destinate alla prediletta Savignano da Maurice Béjart (Bolero nel 1975 e La luna) che alla Scala allestì L’uccello di fuoco, Le marteau sans maître, Bakhti e ancora Le martyre de Saint Sébastien (1986) e Dionysos (1988) mescolando spesso la compagnia scaligera al suo Ballet du XXème Siècle a partire dalla Nona Sinfonia di Beethoven (1973). Con Le Jeune homme et la Mort si inaugura, addirittura nel 1955, per prendere quota nel 1963, anche la lunga e fertile collaborazione del Balletto della Scala con Roland Petit (Le loup, La chambre, Les demoiselles de la nuit e in anni più recenti The Marriage of Heaven and Hell, Proust, ou Les intermittences du coeur, L’Angelo azzurro, Tout Satie, Carmen e Nôtre-Dame de Paris) mentre continuano a essere valorizzati i talenti della coreografia interni come Mario Pistoni, Amedeo Amodio, Ugo Dell’Ara: il coreografo del nuovo Excelsior (1967) con la regia di Filippo Crivelli e l’adattamento musicale di Fiorenzo Carpi, portato alla Scala nel 1978, nel 1999 e dal 2002 in tournée. Negli anni Settanta e Ottanta si avvicendano étoiles e primi ballerini quali Anna Razzi, Oriella Dorella, Renata Calderini, Angelo Moretto, Paolo Podini, Bruno Vescovo e ancora Maurizio Bellezza, Davide Bombana e Marco Pierin: è l’epoca di una nuova apertura all’Europa e all’America con Jiřà Kylián (Sinfonia in Re, La cathédrale engloutie), Jerome Robbins (Après midi d’une faune, Les noces), Birgit Cullberg (Signorina Giulia), Louis Falco (Eagle’s Nest) e Joseph Russillo (La leggenda di Giuseppe, Lieb und Leid). Nel Lago dei cigni di Franco Zeffirelli (1985) si affaccia, accanto a Carla Fracci, una giovanissima Alessandra Ferri: cresciuta alla Scuola di Ballo della Scala e perfezionatasi alla Scuola del Royal Ballet di Londra, diventa nel 1992, prima ballerina assoluta del Teatro alla Scala, legando il suo nome a una lunga serie di debutti: Il bacio della fata (1993) con la direzione musicale di Riccardo Muti, Onegin di John Cranko (1994), L’histoire de Manon (1994) e Romeo e Giulietta (1995) entrambi nelle versioni di Kenneth MacMillan, Nôtre-Dame de Paris (1998) di Roland Petit, Quartetto (1998), creazione a lei destinata da William Forsythe, e Ondine di Frederick Ashton (2000). Nel frattempo tra i direttori artistici di prestigio internazionale della compagnia, come Rosella Hightower e Patricia Neary, s’impone l’étoile Elisabetta Terabust che esalta il talento di ballerini come il danseur noble Roberto Bolle e l’espressivo e moderno Massimo Murru. Formati e cresciuti nel vivaio della Scuola di Ballo della Scala diretta da Anna Maria Prina, i due ballerini diventano star di livello mondiale e, con l’inizio della stagione 2003-2004, acquistano il rango di étoile del Teatro. Tra le presenze femminili di maggior fama spicca Sylvie Guillem, il cui debutto alla Scala, in coppia con Rudolf Nureyev, risale al 1987. La grande ballerina francese crea per il complesso scaligero la sua seconda versione di Giselle (2001) e figura tra gli ospiti d’onore, con Diana Vishneva del Mariinskij-Kirov, l’argentino Maximiliano Guerra, il cubano José Manuel Carreño, i francesi Laurent Hilaire e Manuel Legris. Nel repertorio, alla cui costruzione ha contribuito anche Giuseppe Carbone, per due volte direttore del Balletto scaligero, tra gli anni Ottanta e Novanta, figurano, oltre ai classici, coreografie di Mats Ek, William Forsythe, Antony Tudor, Glen Tetley, Alvin Ailey, Agnes de Mille, Paul Taylor e Maguy Marin. All’inizio del 2002 la direzione artistica del Corpo di Ballo viene affidata al francese Frédéric Olivieri, già ancienne étoile del Balletto di Monte-Carlo e danzatore celebre nel mondo. La sua nomina coincide con il passaggio al ruolo di primi ballerini di Sabrina Brazzo, Gilda Gelati, Marta Romagna, Alessandro Grillo e Mick Zeni, e al ruolo di solista di Riccardo Massimi, Maurizio Licitra, Deborah Gismondi, Antonino Sutera, Emanuela Montanari, che si affiancano alle prime interpreti Elisabetta Armiato, Anita Magyari, Isabel Seabra e ai primi ballerini Vittorio D’Amato, Francisco Sedeño, Biagio Tambone, Maurizio Vanadia, Michele Villanova. Nel decennale della morte di Rudolf Nureyev, il nuovo direttore imposta una programmazione celebrativa dell’evento (Lo schiaccianoci, Don Chisciotte, soprattutto un Galà internazionale che riporta alla Scala il gusto delle competizioni tra divi mondiali) e stabilisce contatti con John Neumeier (Daphnis et Chloé e Now and Then), Angelin Preljocaj e Maurice Béjart. Il franco-albanese Preljocaj dona alla Scala l’intenso duetto Annonciation e il settantenne Béjart ripristina Bolero nell’interpretazione di Sylvie Guillem in Serata Ravel, un progetto musicale che Olivieri manterrà nel tempo, e che abbina al semplice titolo di “Serata†il nome del compositore cui fanno capo tutte le partiture dei balletti prescelti (qui oltre a Bolero, proprio i raveliani Daphnis et Chloé e Now and Then). Altro biglietto da visita, allestito nel ventennale della morte di George Balanchine, e in anticipo sulle celebrazioni del centenario stesso, è Sogno di una notte di mezza estate: originale coreografia del 1962 del grande coreografo russo-americano, fortemente voluta da Olivieri e di cui solo la Scala in questi anni detiene i diritti in Europa. Il suo trionfale debutto, nell’ottobre 2003, al Teatro Mariinskij-Kirov di San Pietroburgo ha riscattato la compagnia scaligera dalla sua secolare assenza su quell’illustre palcoscenico della danza. Grazie a fortunati eventi consimili (il debutto al Bol’šoj con Romeo e Giulietta di MacMillan) e ripetuti successi, l’attività del complesso s’intensifica con la conseguente valorizzazione di talenti come Marta Romagna, Mick Zeni, Antonino Sutera, Francesco Ventriglia, Beatrice Carbone, Emanuela Montanari, Lara Montanaro, Maria Francesca Garritano, Riccardo Massimi, Deborah Gismondi – provenienti dalla Scuola di Ballo. L’incremento delle tournée all’estero (speciale è stato il debutto di Excelsior al Théâtre National de l’Opéra-Palais Garnier nel dicembre 2002 ma anche la lunga tournée americana nell’estate del 2001, seguita dal debutto della Giselle di Sylvie Guillem al Covent Garden di Londra) proietta la compagnia da Milano in Italia e sui palcoscenici internazionali. I nomi delle sue étoiles – Ferri, Bolle, Murru (questi ultimi nominati da Olivieri) – sono una garanzia, e il livello raggiunto dall’intero Corpo di Ballo è un lasciapassare per ogni futura acquisizione coreografica. Ne danno conferma, nella stagione 2003-2004, apertasi con il ritorno di Roland Petit e il debutto del suo Pipistrello (protagonisti Alessandra Ferri, Massimo Murru, Luigi Bonino) sia la messinscena dello storico Lago dei cigni di Vladimir Bourmeister, sia quella, in esclusiva, del Sacre du printemps. Il capolavoro del 1959 di Maurice Béjart confluisce in una Serata Stravinskij che, ancora in omaggio al centenario della nascita di Balanchine, annette anche Rubies e il drammatico The Cage di Jerome Robbins in cui risalta, nel ruolo della Novizia, Sabrina Brazzo. Con il nuovo allestimento del Lago di Bourmeister, ripreso da Florence Clerc e dallo stesso direttore Olivieri (le scene e i costumi sono di Roberta Guidi di Bagno), l’ucraina Svetlana Zakharova, già stella di Mariinskij-Kirov e ormai in forza al Balletto del Bol’šoj , si fa conoscere più da vicino dal pubblico scaligero (dopo la fugace apparizione nel Gala Nureyev) e, in coppia con Roberto Bolle, comincia a diventare una delle star ospiti di maggior richiamo della compagnia. Sempre beniamina della Scala, Sylvie Guillem stupisce nel Sacre (in coppia con Massimo Murru) come nella ripresa dell’ Histoire de Manon che annovera tra i suoi ospiti d’eccezione anche Sir Anthony Dowell (nel ruolo di Monsieur G.M.) al suo primo debutto scaligero! Il titolo di MacMillan (con due frizzanti comprimarie come Beatrice Carbone e Deborah Gismondi), s’imporrà , in seguito, come un vero e proprio duello ravvicinato tra star: Alessandra Ferri (in coppia con Bolle) e la Guillem (ancora affiancata da Murru). Intanto il Sogno di una notte di mezza estate continua il suo “tour du monde†sia in Italia (debutta al Comunale di Bologna, alla “Fenice†di Venezia, al “Regio†di Torino, al “Ravenna Festivalâ€) sia all’estero: al Festspielhaus di Baden-Baden, in Turchia, in Brasile (nei teatri municipali di San Paolo e di Rio de Janeiro), a Cipro e in Messico, mentre ad Atene, nella speciale cornice del Teatro di Erode Attico, viene affiancato da un Gala Nureyev, questa volta quasi tutto interpretato dai primi ballerini della compagnia, in cui si mette in luce la pulizia delle linee di Marta Romagna. Ormai nessun coreografo può negare l’accresciuto fascino del complesso scaligero: neppure il “difficile†Jiřà Kylián che, a distanza di vent’anni dall’ultimo ingaggio alla Scala, dona al complesso la sua spirituale Sinfonia di Salmi. Il balletto rifulge nel trittico Novecento, in cui compare, tra l’altro Theme and Variations di Balanchine (debutto al 34° Festival Internazionale del Balletto di Genova, e in seguito anche al Teatro Real di Madrid con The Cage di cui sono interpreti nei ruoli principali Gilda Gelati e Mick Zeni, e il béjartiano Sacre). La stagione del ritorno di Kylián alla Scala è di particolare importanza e non solo per il Corpo di Ballo: l’intero teatro – dopo tre stagioni di residenza al Teatro degli Arcimboldi – si riappropria degli spazi e del palcoscenico del Piermarini, restaurati e adeguati dall’architetto Mario Botta. Per l’occasione del rientro Alessandra Ferri e Roberto Bolle, assieme ad alcuni primi ballerini, ottengono un caloroso successo nell’ Europa riconosciuta di Antonio Salieri, l’opera della “terza†inaugurazione della Scala, per la quale viene chiamato un coreografo neoclassico ma esperto in danze del Settecento come Heinz Spoerli. Nella Scala restaurata un Gala des étoiles, nuova occasione per conoscere i ballerini più affascinanti del momento e per il rientro di Luciana Savignano e Gheorghe Iancu, porta con sé Marguerite and Armand (interpreti Sylvie Guillem e Massimo Murru): l’indimenticato cammeo di Sir Frederick Ashton aveva fatto ammirare, nel 1966, la speciale liaison artistica di Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev. Torna anche Giselle nella felice versione di Yvette Chauviré, mentre due novità mantengono il rapporto con la platea più popolare del Teatro degli Arcimboldi: il trittico Europa e Carmen di Amedeo Amodio con Roberto Bolle nel ruolo di Don José e Marta Romagna (Carmen). Nel trittico “europeoâ€, la vivaldiana Stravaganza di Angelin Preljocaj, si affianca a Polyphonia dell’inglese Christopher Wheeldon, già accreditato talento della coreografia internazionale, e a Contropotere di Jacopo Godani. Il Corpo di Ballo scaligero riconferma così il suo rapporto con Preljocaj, l’autore del suasivo affresco settecentesco Le Parc – nuova acquisizione per la stagione 2006-2007 – e rafforza il proposito, subito espresso da Olivieri al momento del suo primo incarico come direttore – di farsi portavoce in Italia e all’estero della migliore coreografia italiana. Dopo Mauro Bigonzetti, Amedeo Amodio e Jacopo Godani è infatti la volta di un altro italiano: Fabrizio Monteverde si affaccia con Vanitas in Serata Mozart, sostanzioso trittico del giugno 2006, che annette al repertorio scaligero altri due chef d’oeuvres di Kylián – Petite Mort e Sechs Tänze – più Jeunehomme (sull’omonimo concerto mozartiano) di Uwe Scholz, coreografo scomparso nel fiore degli anni, che la Scala conobbe in occasione dell’allestimento del Rosso e il Nero (1995). Con un classico della modernità come il balletto esistenzialista Le Jeune homme et la Mort di Roland Petit, interpreti Darcey Bussell e Roberto Bolle, il complesso torna al Teatro degli Arcimboldi. Vi presenta pure La strada in un debutto ravvicinato rispetto a quello della Scala, nel febbraio/marzo 2006 (con Alessandra Ferri nel ruolo protagonista), che consente la rotazione di più primi ballerini e solisti nei ruoli di Gelsomina e Zampanò. Si amplia anche il numero delle star ospiti: Robert Tewsley danza Cenerentola (in coppia con Marta Romagna), Aurélie Dupont, Leonid Sarafanov e Maximiliano Guerra sono i “guests†del debutto scaligero di La Sylphide di Pierre Lacotte, titolo d’apertura della stagione 2005-2006, mentre Svetlana Zakharova in occasione della ripresa di La bayadère di Natalja Makarova, scolpisce definitivamente il suo nome a chiare lettere nel cuore del pubblico scaligero accanto a Bolle. La partecipazione a un’opera elogiata da tutta la critica, Dido and Aeneas, allestita dall’emergente coreografo inglese Wayne McGregor, la tournée in Cina (novembre 2006), la prima in assoluto per il Corpo di Ballo italiano più importante, e un nuovo cartellone nutrito di titoli del grande repertorio tardo-ottocentesco, rivisti da Nureyev (Lo schiaccianoci, La Bella addormentata, Don Chisciotte) consentono alla compagnia l’avvicendamento degli emergenti. All’orizzonte, nel marzo 2007, si profila l’affascinante “dance drama†La Dame aux camélias di John Neumeier, destinata a Alessandra Ferri (ma anche a Roberto Bolle e Massimo Murru) che, assieme a Le Parc (ottobre 2007), giunge a coronamento di un’attività sempre più intensa e in continua crescita artistica. Nella Dame la Ferri si congeda dal pubblico scaligero: in un ruolo tanto adatto alle sue corde, lascia un fulgido ricordo della sua carriera internazionale. Tra le novità della stagione 2007-2008 spicca il ritorno di Elisabetta Terabust alla testa del Corpo di Ballo e, per la prima volta nella storia scaligera, la nomina a étoile della compagnia di una ballerina russa, Svetlana Zakharova. Due i titoli a lei destinati: Don Chisciotte (con Denis Matvienko) e ancora Il lago dei cigni di Bourmeister che danza in coppia con Bolle e successivamente con Guillaume Côté. Due “guest starsâ€, Alina Cojocaru e Julie Kent, ricoprono il ruolo di Giulietta nel Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan, mentre è tutto scaligero, e capitanato dall’étoile Massimo Murru, il nuovo allestimento di Mediterranea di Mauro Bigonzetti presentato oltre che al Teatro degli Arcimboldi, in apertura del V Belgrade Dance Festival.
Testo a cura di Marinella Guatterini, Teatro alla Scala 2007
Elisabetta Terabust
Dopo aver frequentato la Scuola di Ballo dell’Opera di Roma sotto la guida di Attilia Radice, Elisabetta Terabust è entra a far parte del Corpo di Ballo dello stesso teatro, diventando Prima Ballerina nel 1966 ed Étoile nel 1972. Si è perfezionata con Zarko Prebil e con Erik Bruhn, che l’ha avviata al grande repertorio. Insieme a Bruhn ha interpretato il pas de deux da Romeo e Giulietta e Giselle, Lo schiaccianoci e Cenerentola, oltre ad alcune creazioni di Aurel Milloss come Estri. Nel 1973 si è trasferita a Londra dove ha iniziato un rapporto di collaborazione, divenuto negli anni sempre più stabile, con il London Festival Ballet: qui ha interpretato i principali ruoli del repertorio classico, oltre a creazioni di Glen Tetley, come Greening e Sphinx, rappresentate anche in Italia. Ha svolto un’intensa attività di ballerina all’estero, collaborando con grandi coreografi. Roland Petit in particolare, che per lei ha creato una versione dello Schiaccianoci e le ha affidato ruoli importanti in balletti di repertorio all’interno della sua compagnia: Le loup, Notre-Dame de Paris e Coppélia tra gli altri. Dopo Erik Bruhn ha lavorato con Peter Schaufuss, approfondendo lo stile Bournonville, di cui è stata una delle interpreti italiane più apprezzate. Per lei il National Ballet of Canada ha allestito Napoli, ossia il pescatore e la sua sposa (ripreso al Teatro di San Carlo nell’88-89) e La Sylphide (in seguito rappresentata al Comunale di Firenze) con coreografia di Schaufuss da Bournonville. Al Teatro alla Scala di Milano ha interpretato il ruolo principale in Giselle e al Metropolitan di New York Romeo e Giulietta, con coreografia di Nureyev. Ballerina versatile, sensibile alle innovazioni dei coreografi contemporanei (Tetley, Moreland, MacMillan), ha danzato anche numerosi balletti di Balanchine (Agon, Apollon Musagète, Allegro brillante, Tchaikovsky Pas de Deux, La sonnambula), alcuni dei quali allestiti per l’Aterballetto. È stata ospite della compagnia diretta da Amedeo Amodio, che ha creato per lei Psiche a Manhattan, per poi affidarle i ruoli principali in Ricercare a nove movimenti, L’après-midi d’un faune, Romeo e Giulietta e Lo schiaccianoci. Ha danzato con i più grandi ballerini del nostro tempo, da Rudolf Nureyev a Erik Bruhn, da Paolo Bortoluzzi a Peter Schaufuss, oltre ai Primi Ballerini del London Festival Ballet e dell’Opéra di Parigi, come Patrick Dupond, al fianco del quale ha interpretato Lo schiaccianoci nella versione Poljakov al Comunale di Firenze. Tra le sue interpretazioni più recenti, due creazioni di Petit: Charlot danse avec nous con il Ballet National de Marseille e La valse triste ou le retour des cygnes, rappresentata per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma, Carmen e L’Arlésienne. Per quattro anni ha diretto il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, mantenendo la Direzione Artistica della Scuola di Ballo dell’Opera di Roma, dove è rientrata come Direttore nel ’97. Dal 2000 al 2002 è stata Direttore di MaggioDanza, la compagnia di ballo del Maggio Musicale Fiorentino. Alla fine del 2002 ha assunto l’incarico di Direttore della Compagnia di Balletto del Teatro di San Carlo e dal settembre 2007 ha ripreso la direzione del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala.
Roland Petit
Nel 1933, all’età di nove anni, Roland Petit inizia i suoi studi presso la Scuola di Ballo dell’Opéra di Parigi. Nel 1940 entra nel Corpo di Ballo dell’Opéra di Parigi, e danza i balletti del repertorio. Contemporaneamente lavora nel famoso studio Wacker con Madame Rouzane. Nel 1943 viene nominato Sujet. All’età di 20 anni decide di lasciare l’Opéra. Presenta la sua prima coreografia a Parigi per “Les soirées de la danse†al Teatro Sarah Bernhardt. Nel 1945, grazie all’aiuto finanziario del padre, fonda Les Ballet des Champs-Elysées. Balletti come Les forains, Le rendez-vous, seguiti da Le Jeune homme et la Mort, vedono collaborare pittori come Christian Bérard, Picasso, Bressaï, Georges Wackhevitch, scrittori come Boris Kosma, Jean Cocteau, Jacques Prevert e compositori come Henri Sauguet e Joseph Kosma, e mostrano già la sua concezione teatrale di balletto, alla quale rimarrà fedele. Nel 1948 il coreografo lascia Les Ballet des Champs- Elysées per creare una nuova compagnia, Les Ballets de Roland Petit, che si esibisce al Théâtre Marigny, dove debutta un balletto molto speciale, Les demoiselles de la nuit, per Margot Fonteyn. Nel 1949 è la volta di Carmen, a Londra: Renée Jeanmaire diventa Zizi. L’anno seguente Ninette de Valois invita Roland Petit per la creazione di Ballabile, per il Royal Ballet di Londra. Dal 1951 Les demoiselles de la nuit e Le Jeune homme et la Mort entrano nel repertorio dell’American Ballet Theatre. Il debutto è alla Metropolitan Opera House di New York. Tornato a Londra Roland Petit lavora con Orson Wells, che scrive la sceneggiatura per il balletto The Lady in the Ice, nel 1953. Una carriera internazionale gli si apre davanti: invitato ad Hollywood per quattro anni, Roland Petit gira Hans Christian Andersen con Zizi Jeanmaire e Danny Kaye nel 1952, Daddy Long Legs con Fred Astaire e Leslie Caron nel 1954, Anything Goes con Zizi Jeanmaire e Bing Crosby nel 1955. Tornato dagli Stati Uniti, Roland Petit adatta il musical americano allo stile francese e crea La revue des Ballets de Paris, prima al Théâtre de Paris e in seguito all’Alhambra, dal 1956 al 1959. Nel 1960, al Teatro Sarah Bernhardt, produce Patron, un musical da Marcel Aymé e propone Black Tight (1-2-3-4 ou le collants noirs) con Zizi Jeanmaire, Moira Shearer e Cyd Charisse. Quello stesso anno il Balletto Reale di Copenhagen gli chiede di allestire la sua Carmen. Ne presenterà più di 500 rappresentazioni. Nel 1961 in La revue, Zizi Jeanmaire vestita da Yves Saint-Laurent ottiene un grande successo danzando e cantando il suo famoso Mon truc en plumes. Quello stesso anno Roland Petit crea La chaloupée per Erik Bruhn al Teatro del’Opera di Copenhagen. Nel 1965, dopo molti tour mondiali con Les Ballets de Paris, Roland Petit torna all’Opéra di Parigi, venti anni dopo averla lasciata, e crea Adage et variations e Notre Dame de Paris. Nel 1966 torna al Théâtre des Champs Elysées per creare L’eloge de la folie con Les Ballets de Paris. Dal 1967 al 1969 crea balletti al Royal Ballet di Londra per Rudolf Nureyev e Margot Foteyn e alla Scala di Milano Estasi per Rudolf Nureyev e Luciana Savignano. Nel 1970 accetta di assumere la direzione del Balletto dell’Opéra di Parigi, ma si dimette dopo soli sei mesi. Compra il Casino de Paris per creare due musical: La revue e Zizi, je t’aime. Il 1° gennaio 1976, nonostante il grande successo, l’onere delle tasse costringe Roland Petit e Zizi Jeanmaire a cedere il Casino de Paris. Nel frattempo, nel 1972, il sindaco di Marsiglia, Gaston Defferre, lo invita a formare al Teatro dell’Opera di Marsiglia una compagnia di balletto. È allora che Roland Petit fonda i Ballets de Marseille. Il primo spettacolo della nuova compagnia viene rappresentato al festival d’Avignone nell’agosto 1972: Allumez les étoiles, ed è basato su un lavoro di Majakovskij. Nel 1981 i Ballets de Marseille diventano il Ballet National de Marseille-Roland Petit. Per la sua compagnia Roland Petit crea meravigliosi balletti, come Pink Floyd Ballet (1972), La rose malade (1973), L’Arlésienne (1974), Proust ou les intermittences du coeur (1974), Septentrion (1975), Coppélia (1975), La nuit transfigurée (1976), Casse noisette (1976), A la mémoire d’un ange (1977), La dame de pique (1978), La chauve souris (1979), Parisianna (1979), Les amours de Franz (1981), Les contes d’Hoffmann (1982), Le mariage du ciel et de l’enfer (1984), La symphonie fantastique (1985), Le chat botté (1985), Ma Pavlova (1986), Tout Satie (1988), Valentine’s love songs (1988), Le diable amoureux (1989), La belle au bois dormant (1990), Charlot danse avec nous (1991), Mère Mediterranée (1992), Le guépard (1994), Chéri (1996), Le lac des cygnes et ses maléfices (1998). La compagnia si esibisce si in tutto il mondo. Nel 1981 Carmen entra a far parte del repertorio dell’American Ballet Theatre, diretto da Mikhail Baryshnikov. La “prima†va in scena al Kennedy Center for the Performing Arts di Washington, con Natal’ja Makarova nel ruolo di Carmen, Mikhail Baryshnikov di Don José e Victor Barbee di Escamillo. Roland Petit continua a creare balletti per la sua compagnia a Marsiglia, ma anche per altre compagnie come il Ballet de l’Opéra di Parigi, l’American Ballet Theatre, la Staats-Oper e la Deutsch-Oper di Berlino e il Teatro alla Scala di Milano. Divide il suo tempo tra il music-hall con Zizi Jeanmaire (Casino de Paris dal 1970 al 1976, Bobino (1977), Zizi al Théâtre des Bouffes du Nord (1989), Zizi allo Zenith (1995) e il teatro con Marcel et la belle excentrique (basato sulla pièce di Marcel Jouhandeau) per Zizi Jeanmaire e Michel Duchaussoy (1992), La voix humaine di Jean Cocteau per Alessandra Ferri al Teatro Studio di Milano (1994). Nel 1992, dopo vent’anni trascorsi a Marsiglia, con l’aiuto del Governo francese, Roland Petit può finalmente inaugurare l’École Nationale Supériore de Danse de Marseille, un’estensione pedagogica del suo lavoro. La scuola è situata nella stessa sede del Ballet National de Marseille, un meraviglioso edificio di 6.000 m2 disegnato all’architetto francese Roland Simounet e interamente dedicato all’arte del balletto. Dopo aver guidato per ventisette anni Le Ballet National de Marseille, Roland Petit lascia la compagnia nel marzo del 1998, dopo la rappresentazione della sua ultima creazione, Le lac des cygnes et ses maléfices. Oggi Roland Petit continua a creare nuovi balletti e a mettere in scena il suo repertorio in giro per il mondo, per le compagnie più famose: San Francisco Ballet, Asami Maki Ballet di Tokyo, Téatro Colon di Buenos Aires, Teatro alla Scala di Milano, K. Ballet Company di Tokyo, Le Ballet National de Nancy, Balletto del Teatro San Carlo di Napoli, Balletto del Maggio Musicale di Firenze, New National Theatre di Tokyo. Crea Clavigo per Nicolas Le Riche all’Opéra di Parigi nel 1999, lo show Zizi Jeanmaire nel 2000 all’Amphithéâtre dell’Opéra Bastille. Nel 2001 per il Tokyo Asami Maki Ballet crea The Duke Ellington Ballet in co-produzione con il Teatro San Carlo di Napoli, ed è invitato a Mosca dal Teatro Bol’šoj , dove mette in scena una nuova versione della Dama di picche di Aleksandr PuÅ¡kin. Nel 2002 produce il musical Delits d’ivresse, basato sul testo politico di sua figlia Valentine Petit, accompagnato da una musica composta da Richard Galliano, all’Auditorium di Saint Germain des Prés a Parigi. È invitato al New National Theatre di Tokyo per rappresentare La chauve souris con la nuova scenografia dell’architetto francese Jean-Michel Wilmotte. Nel 2003 è invitato dal Teatro Bol’šoj di Mosca a mettere in scena il balletto Notre Dame de Paris e al New National Theatre di Tokyo il suo Erik Satie Ballet per l’Asami Maki Ballet. Al Cremlino di Mosca, è premiato dal presidente Vladimir Putin con il “Premio dello Stato Russo†per il suo balletto La dama di picche, con la motivazione: “un eccellente e originale lavoro che ha contribuito all’evoluzione della cultura russaâ€. Al Bunkamura di Tokyo mette in scena Notre Dame de Paris e Duke Ellington Ballet per l’Asami Maki Ballet. Per la terza volta il Balletto dell’Opéra di Parigi danza il suo balletto Clavigo, creato nel 1999. Viene invitato dal Teatro alla Scala di Milano per mettere in scena Il pipistrello. Nel 2004, Roland Petit riceve dal Ministro della Cultura giapponese The Order of the Rising Sun, Gold Rays with neck Ribbon, per: “il suo contributo senza precedenti alla storia del ballettoâ€. Nello stesso periodo mette in scena il suo Pink Floyd Ballet al NHK Theatre di Tokyo con l’Asami Maki Ballet. Nel 2004, al Théâtre Jean Vilar di Suresnes, in tour in Francia, a Parma e al Bol’šoj di Mosca, mette in scena con sei ballerini il racconto della sua carriera in una produzione chiamata Roland Petit raconte… ou les chemins de la création. Invitato dal Teatro San Carlo di Napoli, mette in scena L’Arlésienne e per la K-Ballet Company, Carmen. Partecipa all’Expo 2005 di Aichi, a Nagoya. Viene invitato dal Teatro San Carlo di Napoli con il suo balletto Ma Pavlova. All’Opéra di Parigi e per il National Ballet of China, a Pechino, mette in scena L’Arlésienne, Le Jeune homme et la Mort, Carmen, Les bons petits diables, seguiti da La comtesse de Ségur al Théâtre Jean Vilar di Suresnes. Nel 2006 viene presentato Le Jeune homme et la Mort alla Scala di Milano, per il Ballet National of China a Pechino Pink Floyd Ballet, portato in tour in Spagna con il Tokyo Asami Maki Ballet. Soirée de danse Roland Petit è in tour a Shanghai, Hong-Kong, Taiwan, e in Giappone. Roland Petit and his Stars è al Teatro Megaron di Atene. Nel 2007, con il Balletto dell’Opéra di Parigi, viene presentato Proust ou les intermittences du coeur. Una grande mostra sulla sua carriera viene allestita al Rath Museum di Ginevra (aprile-agosto 2007) e all’Opéra Garnier di Parigi (gennaio-aprile 2008). Al New National Theatre of Tokyo viene messo in scena Coppélia e Petit riceve il premio “A life for dance†all’International Festival di Miami. Al Grand Théâtre di Ginevra viene presentata la Soirée Roland Petit. Roland Petit ha ricevuto inoltre “The Honor Prize†dal Governo Cinese a Pechino durante le rappresentazioni del suo Pink Floyd Ballet. Insignito delle onorificenze di Cavaliere delle Arti e delle Lettere (1962), Cavaliere della Legione d’onore (1974), Ufficiale delle Arti e delle Lettere (1978), Ufficiale dell’Ordine nazionale al merito (1983), Ufficiale della Legione d’onore (1992), Comandante dell’Ordine nazionale al merito (2001). Attualmente sta scrivendo un libro di memorie.
Roberto Bolle
Formatosi alla Scuola del Teatro alla Scala di Milano, di cui è Étoile dal 2004, ha danzato in tutti i maggiori teatri del mondo e con le compagnie più prestigiose, tra le quali: l’American Ballet Theatre, il Balletto dell’Opéra di Parigi, il Balletto del Bol’šoj e del Mariinskij-Kirov, il Royal Ballet. Il 1° giugno 2002 ha danzato al Golden Jubilee della Regina Elisabetta, a Buckingham Palace. L’evento è stato trasmesso in mondovisione dalla BBC. Il 1° Aprile 2004 ha danzato al cospetto di Sua Santità Giovanni Paolo II sul sagrato di Piazza San Pietro, a Roma, per la Giornata della Gioventù. Nel febbraio 2006 si è esibito nella cerimonia di apertura, trasmessa in mondovisione, dei Giochi Olimpici Invernali di Torino. Dal 1999 è “Ambasciatore di buona volontà †per l’UNICEF, organizzazione per la quale partecipa a una serie numerosa e significativa di iniziative, tra cui un viaggio già effettuato nel 2006, nel Sud del Sudan, per riportare testimonianza diretta della tragica situazione in cui versano le popolazioni di quel paese.
Polina Semionova
Nata a Mosca nel 1984, Polina Semionova si è diplomata alla Scuola di Ballo del Teatro Bol’šoj nel 2002. Quello stesso anno è stata ingaggiata da Vladimir Malakhov quale Prima Ballerina del Balletto della Staatsoper Unter den Linden di Berlino. Il suo repertorio include i seguenti ruoli: Maria nello Schiaccianoci, la Principessa Aurora nella Bella addormentata, Nikija in La Bayadère, Odette-Odile nel Lago dei cigni, Kitri in Don Chisciotte, Giselle, Cenerentola, Sylvia, Tatjana, Manon, oltre al passo a due di Diana e Atteone e Shéhérazade. Ha inoltre danzato i ruoli di Sieglinde e Brünnhild in Ring um den Ring e in Serait-ce la mort di Maurice Béjart, l’assolo in Rückkehr ins fremde Land di Jiřà Kylián, Ballet Imperial, Apollo, Tchaikovsky Pas de Deux di George Balanchine, Afternoon of a Faun di Jerome Robbins, il pas de deux di Carmen di Roland Petit. Come Guest Artist si è unita alle compagnie di balletto della Bayerische Staatsoper di Monaco, del Teatro alla Scala di Milano, del Tokyo Ballet in Giappone, del Teatro Bol’šoj di Mosca, dell’English National Ballet di Londra e ha partecipato a numerosi Galà internazionali. Dal 2005 è Guest Artist alla Wiener Staatsoper. Tra i suoi partner: Vladimir Malakhov, Roberto Bolle, Igor’ Zelenskij, Denis Matvienko, Sergej Filin, José Manuel Carreño. Nel 2003 è apparsa nel video musicale Demo, letzter Tag della popstar tedesca Herbert Grönemeyer. Nel 2001 ha vinto la medaglia d’oro e il Premio “Anna Pavlova†al Concorso Internazionale di Balletto di Mosca, nel 2002 il Premio “Junior†al Concorso Internazionale di Balletto di Nagoya in Giappone e il 1° Premio al Concorso “Vaganova†a San Pietroburgo, nel 2004 il Premio “Dafneâ€, nel 2005 il Premio della critica tedesca e il Premio tedesco “Futureâ€, nel 2007 il Premio “Cultura†e il Premio “Dancer of the Yearâ€.
Marta Romagna
Nata a Milano, Marta Romagna ha frequentato la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, dove si è diplomata e ha ottenuto il Premio del “Rotary Club†come migliore allieva dell’anno. Entrata a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, nel 2001 è stata nominata Prima Ballerina. È interprete principale in La Sylphide, Les six danses de Chabrier, Notre Dame de Paris, Cheri,Romeo e Giulietta, L’histoire de Manon, La bella addormentata, Cenerentola, Don Chisciotte, Il lago dei Cigni, Paquita, In the Middle Somewhat Elevated, La Bayadère, Capriccio per piano, La Sonnambula, Serenade, Agon, I quattro temperamenti, Il figliol prodigo, Rubies, Theme and Variations, Apollon Musagète, Sogno di una notte di mezza estate, Ondine, Excelsior, Three Preludes, Schiaccianoci, Études, Pas de quatre, Polyphonia, The Cage, Petite Mort, Daphnis et Chloé, Now and Then, La dame aux camélias. Mauro Bigonzetti ha creato per lei la parte principale di Omaggio a Nino Rota, Micha van Hoecke Il Furioso nell’isola di San Domingo, Daniel Ezralow R.C. (Omaggio a Ray Charles), Francesco Ventriglia Dna e The Myth of Phoenix. Con il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala ha danzato nei più importanti teatri del mondo, a Londra, Parigi, Mosca, San Pietroburgo, San Paolo, Rio de Janeiro, Città del Messico, Hong Kong, Shanghai, Pechino. È stata ospite in vari Galà e Festival, a Spoleto, Ravenna, Miami, Toronto, Tokio, Bruxelles, Atene. Le sono stati conferiti il Premio “Massine†a Positano, il 37° Premio “Nel simbolo della Musa Tersicore†a Firenze, il Premio “Anita Bucchi†a Roma come migliore interprete femminile del 2007.
Mick Zeni
Mick Zeni è nato a Verona, dove ha iniziato gli studi di danza all’età di sette anni. Nel 1988 ha vinto il 1˚ Premio al Concorso Internazionale di Modena, e di Chiavari nel 1989. Nel 1990 è stato ammesso alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, dove si e’ diplomato nel 1994. È entrato a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e nel 2003 è stato nominato Primo Ballerino. Danza: Lucien in Paquita, l’Oscurantismo in Excelsior, Primo Ballerino in Études, Siegfried nel Lago dei Cigni, Frollo in Notre Dame de Paris, Romeo in Romeo e Giulietta, Principe nello Schiaccianoci, Oberon e il Cavaliere di Titania in Sogno di una notte di mezza estate, Johann nel Pipistrello, Des Grieux in L’histoire de Manon, Onegin nel balletto omonimo, Basilio in Don Chisciotte, il Matto in La Strada, Jeune homme in Le Jeunne homme et la Mort. Nel 2001 Sylvie Guillem lo ha scelto per interpretare Albrecht nella sua versione di Giselle a New York e Londra, nel 2004 Maurice Béjart per l’Eletto in Le sacre du printemps, nel 2006 Roland Petit per Le Jeune homme et la Mort. In tournée con il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala ha danzato il ruolo di Basilio in Don Chisciotte a Tokyo, di Romeo in Romeo e Giulietta al Teatro Bol’šoj di Mosca. Nel 2003 è stato invitato al Teatro San Carlo di Napoli e al Teatro Comunale di Firenze come artista ospite. Ha preso parte al Galà Stelle di oggi stelle di domani al Teatro Filarmonico di Verona, ha danzato al Festival Internazionale di Vail (Colorado) e al Galà Nureyev al Teatro Erode Attico di Atene.
David Garforth
Compiuti i primi studi musicali di pianoforte, violino, direzione d’orchestra e di composizione presso il Royal Manchester College of Music, David Garforth ha vinto il Premio “Ricordi†e la Worshipful Company of Musicians Medal per la direzione d’orchestra. Grazie a una borsa di studio del governo francese è poi entrato al Conservatorio di Parigi, dove ha ottenuto a fine studi il 1° Premio. Nominato lecteur presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Parigi, per tre anni ha proseguito gli studi musicali con Igor Markévitch . È stato Consulente musicale e direttore d’orchestra dei Ballets e dell’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, e direttore ospite per vari teatri e compagnie: Ballet National de Marseille et Nancy, Opéra de Paris e Scuola di Ballo, English National Ballet, Deutsche Oper Berlin, Tokyo Ballet, Compagnia Nazionale di Tokyo. Nel 1996 ha debuttato alla Scala in Coppélia e Il gattopardo di Roland Petit con il Ballet National de Marseille e l’Orchestra Sìnfonica Giuseppe Verdi. Ha diretto Notre Dame de Paris, Romeo e Giulietta, Amarcord, La Strada, Don Chisciotte, Lo Schiaccianoci con il Balletto e Orchestra della Scala. Ha anche diretto e preparato una nuova edizione musicale, con l’Archivio Musicale della Scala, di Giselle con coreografia di Sylvie Guillem al Teatro alla Scala e anche in tournée a Los Angeles, New York e Londra. In maggio 2002 ha ricevuto il premio di “Danza & Danza†per la sua direzione d’orchestra per la danza. Nel 1991, con la partecipazione di celebri cantanti, ha fondato a Londra la Blackheath Opera, al fine di preparare giovani cantanti lirici e di offrire loro l’opportunità di partecipare a spettacoli. Oltre ad aver diretto una serie di programmi televisivi per la BBC, soprattutto a capo dell’Orchestra del Covent Gaden e l’Orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, ha effettuato la registrazione video e DVD di Notre Dame de Paris con il Balletto e l’Orchestra dell’Opera di Parigi, Romeo e Giulietta con il Balletto e l’Orchestra della Scala e Lo schiaccianoci con i complessi di Monte- Carlo. Tra le sue registrazioni in CD: La Sylphide con la Royal Danish Orchestra e musiche inglesi con la English Chamber Orchestra, composizioni di Ravel, Rimskij-Korsakov, Borodin e Gershwin, la registrazione integrale di Romeo e Giulietta di Prokof ’ev con l’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo.
Orchestra del Teatro Regio di Parma
La storia dell’Orchestra del Teatro Regio di Parma affonda le sue radici in una tradizione secolare: già nel Rinascimento raffinate Cappelle vocali e strumentali e brillanti Compagnie dei violini accompagnano la vita musicale del Ducato, mentre tra Seicento e Settecento più nutrite compagini sostengono quella vivacità teatrale che da allora diviene caratteristica della città . Crocevia politico e culturale tra Parigi e Vienna, Parma vive tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento uno dei momenti salienti di questa storia, divenendo un vero e proprio laboratorio per lo sviluppo della musica e del ruolo dell’orchestra in particolare. Il punto culminante è senz’altro quello nel quale Maria Luigia vuole a capo dell’Orchestra Ducale il più celebre dei musicisti del tempo, Niccolò Paganini. Con lui, e per sua affermazione, l’orchestra parmigiana diviene «la migliore d’Italia». Da quel momento, e per tutto l’Ottocento e il Novecento, strumentisti parmigiani costituiscono il nerbo delle migliori orchestre italiane. Esempio probante: l’orchestra formata e diretta da Toscanini nelle sue grandi tournée dei primi anni Venti, per quasi un quinto costituita da musicisti di Parma. Da allora, per molti decenni, l’Orchestra ha accompagnato il canto di quegli straordinari interpreti che hanno contribuito ad alimentare nel mondo il prestigio del Teatro Regio. Nel solco di questa tradizione, l’Orchestra del Teatro Regio, come formazione stabile, debutta nel 2000 con Lohengrin di Wagner e Dinorah di Meyerbeer, riscuotendo elogi di critica e pubblico. Dal 2002 è impegnata in tutte le produzioni liriche e concertistiche del Teatro Regio di Parma e del Festival Verdi, affronta il grande repertorio operistico, sinfonico e sacro sotto la guida di alcuni tra i migliori direttori del panorama musicale internazionale. All’estero, grande successo riscuotono le tournée del dicembre 2001, con il Coro della Fondazione Arena di Verona per le celebrazioni del Centenario Verdiano, ad Annecy e all’Auditorium National di Lione, del luglio 2002 con Nabucco all’Arena di Nîmes, del settembre 2003 in Corea del Sud, con Aida al Jamshil Olympic Stadium, e del settembre 2004 con lo Stabat Mater di Rossini a Marsiglia per il Festival de Musique à Saint Victor. Tra le trasferte in altri continenti va segnalata la partecipazione all’applaudito Rigoletto, produzione del Teatro Regio, all’Auditorio Nacional di Città del Messico, le tournée in India con tappe a Nuova Delhi e Bombay. Recentissima la tournée a Bilbao con Aida per il progetto pluriennale “Tutto Verdi†promosso da OLBE ABAO, Asociación Bilbaina de Amigos de la Ópera. Dall’incontro con Bruno Bartoletti, e dalla sua nomina a direttore musicale della Fondazione Teatro Regio di Parma, è nata una proficua collaborazione, culminata nella realizzazione di un importante progetto dedicato a Benjamin Britten, con l’allestimento de The Turn of the Screw e l’esecuzione del War Requiem. I solisti dell’Orchestra danno vita al Parma Opera Ensemble, formazione cameristica, specializzata nel repertorio lirico e vocale, con un’intensa attività concertistica e discografica internazionale. Direttori di prestigio internazionale come Riccardo Muti e Yuri Temirkanov hanno diretto l’Orchestra del Teatro Regio di Parma nella Messa da Requiem e ne La Traviata presentate nell’ambito del Festival Verdi 2007.
Â

























.jpg)

























































Related Articles
No user responded in this post
Leave A Reply