<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>BONGUSTO.ORG   Adelfos   THE SOMMELIER.NET     OPERA GLAMOUR.COM &#187; _italian</title>
	<atom:link href="http://www.bongusto.org/category/italian/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.bongusto.org</link>
	<description>LIFE STYLE MAGAZINES</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Sep 2010 06:06:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>Il Matrimonio Segreto di Paolo Rossi</title>
		<link>http://www.bongusto.org/travel/il-matrimonio-segreto-di-paolo-rossi/11623/administrator/</link>
		<comments>http://www.bongusto.org/travel/il-matrimonio-segreto-di-paolo-rossi/11623/administrator/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 23:11:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bongusto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opera]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>
		<category><![CDATA[_italian]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bongusto.org/?p=11623</guid>
		<description><![CDATA[Tutto pronto per la prima della regia di Paolo Rossi. Intervento fuori programma anche del Coordinamento dei Lavoratori Stagionali del Teatro come protesta ai tagli al Fondo Unico dello Spettacolo. Conto alla rovescia al Teatro Nuovo di Spoleto per l’inaugurazione di giovedì 9 settembre alle ore 20.30 con “Il Matrimonio Segreto” di Domenico Cimarosa per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.umbriacronaca.it/wp-content/uploads/2010/08/1108.jpg" alt="" width="550" height="413" /></p>
<p><span id="more-11623"></span>Tutto pronto per la prima della regia di Paolo Rossi. Intervento fuori programma anche del Coordinamento dei Lavoratori Stagionali del Teatro come protesta ai tagli al Fondo Unico dello Spettacolo.</p>
<p>Conto alla rovescia al Teatro Nuovo di Spoleto per l’inaugurazione<br />
di giovedì 9 settembre alle ore 20.30 con “Il Matrimonio<br />
Segreto” di Domenico Cimarosa per la regia di Paolo Rossi.</p>
<p>Nella conferenza stampa che domani (ore 18.00) precederà lo spettacolo, il regista svelerà i “segreti” di questa messa in scena. Nel corso della Conferenza è previsto l’intervento dei rappresentanti del Coordinamento dei Lavoratori<br />
Stagionali del Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli”.</p>
<p>Spoleto, 8 settembre 2010. Partito il conto alla rovescia per il tanto atteso debutto alla regia lirica di Paolo Rossi al Teatro Nuovo di Spoleto con “Il Matrimonio Segreto” di Domenico Cimarosa, opera buffa per eccellenza.<br />
Paolo Rossi nel corso della Conferenza Stampa di presentazione si soffermerà a lungo sugli attesi particolari di un allestimento che si è rivelato quanto mai “segreto” e che ha visto la presenza esclusivamente delle maestranze artistiche e tecniche impegnate nelle prove.</p>
<p>L’intervento del regista è previsto domani giovedì 9 settembre alla Conferenza Stampa, aperta al pubblico, di presentazione dello spettacolo alle ore 18.00 presso il Teatro Nuovo che precederà la prima rappresentazione dell’opera che andrà in scena alle ore 20.30.<br />
Nel corso della conferenza Paolo Rossi illustrerà l’impostazione registica che ha inteso dare allo spettacolo, oltre a soffermarsi sulla situzione culturale vigente in questo momento nel nostro paese.</p>
<p>Ancora una volta, si assisterà a quello che si preannuncia un vero e proprio mini show, dell’attore comico, una sorta di prologo dello spettacolo che andrà poi in scena la sera di domani.<br />
Sebbene l’ambientazione scenica sembri celare qualche mistero, l’idea registica è assolutamente rispettosa della partitura. Lo spettacolo prevede l’esibizione di due compagnie di canto ( in tutto 12 protagonisti), oltre agli otto attori che sono stati impegnati nelle prove di scena e nelle intense ore di laboratorio con Paolo Rossi ed i suoi collaboratori, Silvia Paoli ed Emanuele Dell’ Aquila.<br />
Una versione originale come indicato più volte dalla Direzione dello “Sperimentale”.<br />
È stata inoltre comunicata alla Conferenza anche la presenza dei rappresentanti del Coordinamento dei lavoratori stagionali del Teatro Lirico Sperimentale che chiedono di poter intervenire per denunciare la grave situazione relativa ai grandi tagli nella prossima finanziaria al settore spettacolo.</p>
<p>I biglietti dello spettacolo sono in vendita presso la biglietteria del Teatro Nuovo di Spoleto (Cellulare 329 85 290 53), dal lunedì al sabato. Orario: 10.00-13.00, 16.00 – 19.00.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bongusto.org/travel/il-matrimonio-segreto-di-paolo-rossi/11623/administrator/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Mi.To. dell&#8217;Islam</title>
		<link>http://www.bongusto.org/travel/il-mi-to-dellislam/11607/administrator/</link>
		<comments>http://www.bongusto.org/travel/il-mi-to-dellislam/11607/administrator/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 23:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bongusto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Music]]></category>
		<category><![CDATA[Philosofy]]></category>
		<category><![CDATA[Theatre]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>
		<category><![CDATA[_italian]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bongusto.org/?p=11607</guid>
		<description><![CDATA[Giovedì 9 settembre 2010 ore 21 Teatro della Luna Milano FocusTurchia: La cerimonia dei dervisci rotanti al Teatro della Luna Ensemble Asitane Sema Kemal Karaöz, direttore musicale In collaborazione con Teatro della Luna Posto unico numerato € 15 Giovedì 9 settembre alle 21 al Teatro della Luna, MITO SettembreMusica presenta uno degli appuntamenti principali del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignright" src="http://www.turismo.milano.it/wps/wcm/connect/c7526c8043356ac4af8cbfdc90bf9cd7/dervisci_355x265.jpg?MOD=AJPERES" alt="" width="355" height="265" />Giovedì 9 settembre 2010 ore 21<br />
Teatro della Luna<br />
Milano</p>
<p style="text-align: center;">FocusTurchia:<br />
La cerimonia dei dervisci rotanti al<br />
Teatro della Luna</p>
<p style="text-align: center;">Ensemble Asitane Sema<br />
Kemal Karaöz, direttore musicale</p>
<p style="text-align: center;">In collaborazione con Teatro della Luna</p>
<p style="text-align: center;">Posto unico numerato € 15<span id="more-11607"></span></p>
<p>Giovedì 9 settembre alle 21 al Teatro della Luna, MITO SettembreMusica presenta uno degli appuntamenti principali del FocusTurchia, la rassegna monografica di spettacoli e concerti che il Festival dedica ogni anno alle tradizioni musicali di un popolo lontano. L’Ensemble Asitane Sema diretto da Kemal Karaöz si esibisce in questa occasione ne La cerimonia dei dervisci rotanti. Illuminoso roteare dei dervisci mevlevî nelle loro ampie vesti bianche, che ha affascinato i viaggiatori nel corso dei secoli, è divenuto un elemento dell’immaginario collettivo, occidentale e orientale. Lo spettacolo si basa sulla pratica spirituale dei dervisci, i discepoli di alcune confraternite islamiche che, nel loro difficile cammino di ascesi e di salvazione, sono chiamati a distaccarsi dalle passioni mondane ruotando a lungo su se stessi. L’antica pratica samâ‘, nota in Occidente come “dervisci rotanti”, affonda le sue radici nel IX secolo, è nata tra i circoli sufi di area iranica, e fonde il canto dei versi d’argomento mistico, il movimento dei dervisci e la musica, espressa secondo i moduli della musica d’arte ottomana.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bongusto.org/travel/il-mi-to-dellislam/11607/administrator/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lang Lang e i Scaligeri di Mi. a To.</title>
		<link>http://www.bongusto.org/travel/lang-lang-e-i-scaligeri-di-mi-a-to/11600/administrator/</link>
		<comments>http://www.bongusto.org/travel/lang-lang-e-i-scaligeri-di-mi-a-to/11600/administrator/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 23:16:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bongusto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Music]]></category>
		<category><![CDATA[Theatre]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>
		<category><![CDATA[_italian]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bongusto.org/?p=11600</guid>
		<description><![CDATA[TORINO mercoledì 8 settembre 2010 Palasport Olimpico (Isozaki) corso Sebastopoli 123 ore 21 La Filarmonica della Scala diretta da Semyon Bychkov e con Lang Lang al pianoforte esegue di Pëtr Il’ic? Cajkovskij (1840-1893) il Primo Concerto in si bemolle minore op. 23 per pianoforte e orchestra e la Sesta Sinfonia in si minore op. 74 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignleft" src="http://static.teatroallascala.org/upload/sem/semyon-bychkov-230x209.jpg" alt="" width="230" height="209" />TORINO<br />
mercoledì 8 settembre 2010</p>
<p style="text-align: center;">Palasport Olimpico (Isozaki) corso Sebastopoli 123 ore 21<br />
La Filarmonica della Scala diretta da Semyon Bychkov e con Lang Lang al pianoforte esegue di Pëtr Il’ic? Cajkovskij (1840-1893) il Primo Concerto in si bemolle minore op. 23 per pianoforte e orchestra e la Sesta Sinfonia in si minore op. 74 “Patetica”<span id="more-11600"></span></p>
<p style="text-align: left;">Biglietti € 5 (gradinate)</p>
<p>Via Dogana, 2<br />
20121 Milano<br />
+ 39 02 88464725<br />
+ 39 02 88464749</p>
<p>mitosettembremusica.it</p>
<p>Molto apprezzato per la chiarezza e la trasparenza delle sue interpretazioni, Semyon Bychkov trasmette la propria visione della musica attraverso una tecnica elegante ed espressiva, che fa suonare in modo nuovo anche il repertorio d’uso. Dopo aver lasciato Leningrado nel 1975, Bychkov ha dato inizio a una carriera internazionale che l’ha portato sul podio delle più<br />
prestigiose orchestre di Stati Uniti, Europa e dell’allora Unione Sovietica. Allievo del russo Ilya Musin, al suo primo successo internazionale nel 1984 sono seguiti concerti alla guida di Concertgebouworkest di Amsterdam, New York Philharmonic e Berliner Philharmoniker, che ne hanno consolidato la reputazione. Alla nomina nel 1989 a direttore musicale dell’Orchestre<br />
de Paris, sono seguiti impegni come primo direttore ospite della Filarmonica di San Pietroburgo (1990), al Maggio Musicale Fiorentino (1992) e alla Semperoper di Dresda (1997). Dopo la nomina a direttore principale della WDR Sinfonieorchester Köln, intensa è stata l’attività concertistica sia in patria sia all’estero, con innumerevoli registrazioni per la radio e la televisione. Nel corso del mandato quale direttore principale della Semperoper di Dresda, Bychkov ha diretto nuove produzioni di Lady Macbeth del distretto di Mzensk di S?ostakovic?, Der Rosenkavalier di Strauss, Das Rheingold e Die Walküre di Wagner. Al Maggio Musicale<br />
Fiorentino ha diretto la Bohème di Puccini, Idomeneo di Mozart, Fierrabras di Schubert, Evgenij Onegin di C?ajkovskij, Jenu°fa di Janác?ek, Boris Godunov di Musorgskij (Premio Abbiati), Parsifal di Wagner (anche a Parigi e Dresda) e Un ballo in maschera di Verdi. Nel 1997 ha debuttato alla Scala con Tosca di Puccini e nel 2005 vi è tornato con Elektra di Strauss, che aveva già presentato rispettivamente alla Staatsoper di Vienna nel 1999 e alla Royal Opera House nel 2003. Risale invece al 2004 il debutto al Metropolitan di New York con Boris Godunov e al Festival di Salisburgo con una nuova produzione di Der Rosenkavalier. È poi la volta di Vienna con una nuova produzione di Daphne (Strauss) e di Lohengrin, di Un ballo in maschera e Tristan und Isolde a Parigi e di Otello a New York. Recenti impegni come direttore ospite lo hanno visto sul podio di New York Philharmonic, Wiener e Berliner Philharmoniker, Chicago Symphony Orchestra e Filarmonica della Scala.</p>
<p>Lang Lang ha iniziato a suonare il pianoforte all’età di tre anni e ha tenuto il suo primo concerto come solista all’età di cinque anni. A nove anni è entrato al Conservatorio Musicale Centrale di Pechino. Ha proseguito la sua carriera con la vittoria al Concorso Cajkovskij e, a soli tredici anni, ha presentato i Ventiquattro Studi di Chopin alla Concert Hall di Pechino.<br />
È stato il primo pianista cinese ad essere invitato dalla Filarmonica di Berlino, dalla Filarmonica di Vienna e dalle principali orchestre americane. Ha collaborato con i più importanti direttori d’orchestra, tra cui Ashkenazy, Barenboim, Chailly, Dutoit, Eschenbach, Gergiev, Jansons, Levine, Mehta, Maazel, Welser-Möst, Muti, Nagano, Ozawa, Rattle, Salonen, Slatkin, Temirkanov e Tilson-Thomas. A partire dalla stagione 2008/2009 dedica una particolare considerazione al pubblico giovanile, con programmi atti a sviluppare un interesse che trascenda i limiti scolastici. Quest’anno, i suoi numerosi impegni lo vedranno legato in particolare a sei città: Chicago, San Francisco, Londra, Roma e Stoccolma, per numerose esibizioni in concerti da camera e sinfonici, in formazioni per pianoforte a quattro mani con i bambini, in duo (tra cui anche un recital con Cecilia Bartoli), masterclass, visite alle scuole, incontri con gli studenti universitari; si dedicherà inoltre al repertorio di musica cinese. Nel 2007 è stato invitato a esibirsi come solista nel concerto in occasione della cerimonia dei premi Nobel a Stoccolma. Nel 2008 ha inaugurato a New York la Lang Lang International Music Foundation, con il supporto dell’UNICEF e del Grammy Award, per sostenere i giovani talenti e sviluppare la passione per la musica. Centinaia di migliaia sono state le persone che hanno seguito i concerti all’aperto che ha tenuto nel corso del 2008 nei parchi delle più importanti città del mondo. Durante le ultime Olimpiadi di Pechino ha collaborato come inviato culturale con la ZDF ed è stato ospite della NBC nel programma speciale quotidiano dedicato ai Giochi Olimpici. Eventi di rilievo sono stati la serata di apertura nel 2008 del National Center for the Performing Arts a Pechino con Seiji Ozawa, un concerto con la Filarmonica di Vienna diretto da Zubin Mehta e il concerto di inaugurazione dello Stadio Olimpico di Monaco, sotto la direzione di Mariss Jansons. Sempre nel 2008 Lang Lang e Herbie Hancock, il leggendario<br />
pianista jazz americano, si sono esibiti in occasione dei Grammy Awards, evento a cui hanno assistito oltre 45 milioni di telespettatori. In seguito hanno inciso Heart per conto della compagnia aerea United Airlines.<br />
Grazie alla sua grande capacità di comunicare, che lo ha reso molto popolare anche tra i bambini di tutto il mondo, la Steinway ha creato, proprio per la loro educazione musicale primaria, cinque differenti versioni del “Lang Lang TM Steinway”. Questa è la prima volta, nella storia della Steinway, che viene usato il nome di un musicista per la produzione di un pianoforte. Oltre alle sue numerose cariche, Lang Lang può vantare anche quella di ambasciatore dell’UNICEF e primo ambasciatore della YouTube Symphony Orchestra,<br />
innovativo progetto voluto da YouTube e da Google per raggiungere e aggregare il maggior numero possibile di giovani di tutto il mondo. È stato nominato ambasciatore nel mondo dell’EXPO 2010 di Shanghai. Lang Lang registra in esclusiva per Sony Music.</p>
<p>langlang.com<br />
thelanglangfoundation.com</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bongusto.org/travel/lang-lang-e-i-scaligeri-di-mi-a-to/11600/administrator/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pollini e il MiTico Balletto delle Fiandre</title>
		<link>http://www.bongusto.org/travel/pollini-e-il-balletto-delle-fiandre/11618/administrator/</link>
		<comments>http://www.bongusto.org/travel/pollini-e-il-balletto-delle-fiandre/11618/administrator/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 23:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bongusto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Music]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>
		<category><![CDATA[_italian]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bongusto.org/?p=11618</guid>
		<description><![CDATA[TORINO martedì 7 settembre 2010 Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto via Nizza 280 ore 21 Maurizio Pollini, pianoforte. In programma: Fryderyk Chopin (1810-1849) Preludio in do diesis minore op. 45, Ventiquattro Preludi op. 28, Quattro Mazurche op. 30, Barcarola in fa diesis maggiore op. 60, Ballata in fa minore op. 52, Scherzo in si bemolle minore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignleft" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRsipFTwuFJQ4PV2_BuzOxmW5nwmf8BU_0AosbazD_vKg4j-XI&amp;t=1&amp;usg=__VbrtAS1ofZwm3IqnQnxC22377pA=" alt="" width="184" height="167" />TORINO<br />
martedì 7 settembre 2010</p>
<p style="text-align: center;">Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto via Nizza 280 ore 21<br />
Maurizio Pollini, pianoforte. In programma:<br />
Fryderyk Chopin (1810-1849) Preludio in do diesis minore op. 45, Ventiquattro Preludi op. 28, Quattro Mazurche op. 30,<br />
Barcarola in fa diesis maggiore op. 60, Ballata in fa minore op. 52, Scherzo in si bemolle minore op. 31.<span id="more-11618"></span></p>
<p style="text-align: center;">Biglietti esauriti</p>
<p>Il nome di Maurizio Pollini evoca una carriera inestimabile, storia di uomo e d’artista riconosciuta in tutto il mondo, applaudita dal pubblico e dalla critica di ogni latitudine e di più generazioni. Protagonista da oltre quarant’anni presso tutti i maggiori centri musicali d’Europa, America e Giappone, ha suonato con i più celebri direttori. Le orchestre più importanti del  mondo hanno fatto a gara per accompagnarlo, così come le istituzioni concertistiche e i festival<br />
più prestigiosi hanno ospitato i suoi recital come l’evento d’eccellenza nei propri cartelloni.<br />
Molti sono i riconoscimenti che gli sono stati tributati: Ehrenring, consegnatogli dai Wiener Philharmoniker (1987), Goldenes Ehrenzeichen della Città di Salisburgo (1995), Ernst-von-Siemens Musikpreis di Monaco (1996), premio “Una vita per la musica – Arthur Rubinstein” ricevuto a Venezia (1999) e Premio “Arturo Benedetti Michelangeli” del Festival di Brescia e Bergamo (2000), nonché, nell’estate 2004, la nomina di Artiste étoile al Festival di Lucerna.<br />
Nel 1995 Maurizio Pollini ha inaugurato il Festival di Tokyo dedicato a Boulez. Nello stesso anno e nel 1999 il Festival di Salisburgo gli ha affidato la progettazione di concerti che, rispecchiando i suoi molteplici interessi musicali, accostano nei programmi epoche e stili diversi. Successivamente, tra il 1999 e il 2006, con la stessa filosofia sono stati realizzati numerosi cicli di concerti a Parigi (Cité de la Musique), New York (Carnegie Hall), Tokyo e Vienna (in occasione dell’Anno Mozartiano). Un nuovo ciclo ha avuto luogo nel gennaio 2008 a Roma per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, seguito, nel 2009, dai cicli di Parigi Cité de la Musique e Milano Teatro alla Scala. Il suo repertorio si estende da Bach ai contemporanei e la sua discografia include, oltre alle grandi pagine di ambito classico-romantico, cui è fortemente legato, opere di Schönberg, Webern, Berg, Nono, Manzoni, Boulez, Stockhausen.<br />
Anche l’intensa attività discografica è ampiamente riconosciuta e premiata: nel solo 2006 ha ricevuto l’Echo Klassik, lo Choc de la Musique e il Diapason d’Or. Nel 2007 si sono aggiunti il Grammy Award e il Disco d’Oro per la recente incisione dei Notturni di Chopin.</p>
<p>Teatro Regio piazza Castello 215 ore 21<br />
nell’ambito di Torinodanza<br />
Balanchine-Kylián<br />
Prima italiana<br />
Theme and Variations<br />
coreografie George Balanchine<br />
musiche di Pëtr Il’ic? Cajkovskij – Ultimo movimento della Suite n. 3 in sol maggiore<br />
maestro preparatore Patricia Neary<br />
Forgotten Land<br />
coreografie Jirí Kylián<br />
musiche di Benjamin Britten – Sinfonia da Requiem op. 20<br />
maestro preparatore Roslyn Anderson<br />
scenografia e costumi John F. Macfarlane<br />
disegno luci Kees Tjebbes<br />
27’ 52”<br />
coreografie Jir?í Kylián<br />
musiche di Dirk Haubrich – 27’ 52”<br />
maestri preparatori Gerald Tibbs &amp; Cristina Gallofré Vargas<br />
costumi Joke Visser<br />
disegno luci Kees Tjebbes<br />
Balletto Reale delle Fiandre<br />
Direzione artistica Kathryn Bennetts</p>
<p>Biglietti esauriti</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bongusto.org/travel/pollini-e-il-balletto-delle-fiandre/11618/administrator/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SERATA FORSYTHE</title>
		<link>http://www.bongusto.org/travel/serata-forsythe/11591/administrator/</link>
		<comments>http://www.bongusto.org/travel/serata-forsythe/11591/administrator/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 23:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bongusto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>
		<category><![CDATA[_italian]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bongusto.org/?p=11591</guid>
		<description><![CDATA[Dal 6 settembre per dieci recite il Balletto della Scala in tre titoli “cult” del geniale Forsythe Punte nervose, muscoli tesi e corpi al limite del fuori equilibrio, stupefacenti concatenazioni, virtuosismo e velocità. Dal 6 al 23 settembre la Scala apre il sipario sulla genialità di William Forsythe, che negli anni ottanta lo ha portato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignright" src="http://static.teatroallascala.org/upload/ser/serata_forsythe_dett.jpg" alt="" width="230" height="209" />Dal 6 settembre per dieci recite</p>
<p style="text-align: center;">il Balletto della Scala in tre titoli “cult” del geniale Forsythe</p>
<p style="text-align: center;">Punte nervose, muscoli tesi e corpi al limite del fuori equilibrio, stupefacenti concatenazioni, virtuosismo e velocità. Dal 6 al 23 settembre la Scala apre il sipario sulla genialità di William Forsythe, che negli anni ottanta lo ha portato a una riflessione sul concetto di balletto classico, destrutturandolo, liberandolo dai manierismi e dalle sovrastrutture stilistiche, ampliandone così le variabili e le prospettive.<span id="more-11591"></span> Ha spinto i suoi danzatori a ripensare passi e figure della tradizione accademica anziché semplicemente riprodurli, offrendo ai ballerini classici e al pubblico uno stimolo puro verso le illimitate potenzialità della danza e  una nuova coscienza del classico in sé, dimostrando che non sono i linguaggi del corpo a invecchiare, bensì il modo di servirsene.</p>
<p>Tra i più grandi e geniali coreografi, la cui intensissima attività è stata premiata nel giugno scorso con il Leone d&#8217;Oro alla carriera, Forsythe ha una costante vocazione sperimentale; i suoi lavori più recenti sono sviluppati e presentati esclusivamente dalla Forsythe Company, (nel 2004, dopo un ventennio, si è conclusa la sua direzione del Ballett Frankfurt) mentre è affidata alle più importanti compagnie nel mondo la sopravvivenza dei suoi pezzi “storici”, che ben chiariscono la portata della sua riflessione e della sua rivoluzione artistica, come i tre titoli che la Scala presenta: In The Middle, Somewhat Elevated  e per la prima volta Herman Schmerman e  Artifact Suite.</p>
<p>Dieci le recite, che vedranno sempre in scena Roberto Bolle: oltre alle date già annunciate, (6, 8, 9, 13, 15, 21, 23 settembre), in cui debutterà in Herman Schmerman, l&#8217;étoile ha esteso la sua partecipazione anche alle rappresentazioni del 7, 10 e 14 settembre, nelle quali danzerà invece In The Middle, Somewhat Elevated. Motivi personali hanno invece costretto Svetlana Zakharova ad annullare tutti i suoi impegni artistici prossimi: la étoile ha dunque dovuto cancellare le recite con lei previste in “Serata Forsythe”.</p>
<p>La serata metterà in grande evidenza l&#8217;impegno e la preparazione tecnica del Corpo di Ballo, con momenti di grande evidenza per i solisti:  in apertura di serata Artifact Suite, mai interpretato prima dai  ballerini scaligeri, vede protagoniste nella prima parte (sulla Ciaccona BWV1004 di Bach) due coppie principali: Emanuela Montanari con Gabriele Corrado (in alternanza con Francesca Podini e Luigi Saruggia) Beatrice Carbone con Eris Nezha (in alternanza con Antonella Luongo e Massimo Dalla Mora, Lara Montanaro e Matteo Gavazzi). Nella seconda parte (musica di Eva  Crossman-Hecht, un solo di pianoforte) è tutto il Corpo di Ballo, macchina di precisione in ossessive sequenze, a mostrare le relazioni tra i movimenti accademici.</p>
<p>Sempre in debutto per il Balletto della Scala, Herman Schmerman nasce nel 1992 come quintetto per il New York City Ballet, a cui Forsythe, per la sua compagnia, aggiunge un passo a due, che alla Scala verrà danzato da Marta Romagna insieme a Roberto Bolle, in alternanza con Mariafrancesca Garritano e Marco Messina.</p>
<p>Già noto al pubblico scaligero, “In the Middle” sulle sonorità concrete di Thom Willems, vede impegnati nove ballerini, fra cui (nelle diverse recite) Roberto Bolle, Mick Zeni, Gabriele Corrado, Marta Romagna Antonella Albano, Francesca Podini, in assoli, quartetti, terzetti e soprattutto passi a due di particolare difficoltà.</p>
<p>Stagione d&#8217;Opera e Balletto 2009 ~ 2010</p>
<p>TEATRO ALLA SCALA</p>
<p>6, 7, 8, 9, 10, 13, 14, 15, 21, 23 settembre 2010</p>
<p>Serata Forsythe<br />
Artifact Suite</p>
<p>Nuova produzione Teatro alla Scala</p>
<p>Coreografia</p>
<p>William Forsythe</p>
<p>Ripresa da Jodie Gates e Noah Gelber</p>
<p>Musica</p>
<p>Johann Sebastian Bach &#8211; Eva Crossman-Hecht</p>
<p>Scene, costumi e  luci William Forsythe</p>
<p>Herman Schmerman</p>
<p>Nuova produzione Teatro alla Scala</p>
<p>Coreografia</p>
<p>William Forsythe</p>
<p>Quintetto</p>
<p>Ripresa da Noah Gelber, Agnes Noltenious</p>
<p>Passo a due</p>
<p>Ripresa da Jill Johnson, Christopher Roman, Marc Spradling</p>
<p>Étoile Roberto Bolle  (6, 8, 9,13, 15, 21, 23 settembre)</p>
<p>Musica</p>
<p>Thom Willems<br />
Scene e  luci William Forsythe &#8211; Costumi Gianni Versace &#8211; William Forsythe</p>
<p>In the Middle, Somewhat Elevated</p>
<p>Allestimento del Teatro alla Scala</p>
<p>Coreografia</p>
<p>William Forsythe</p>
<p>Ripresa da Laura Graham</p>
<p>Musica</p>
<p>Thom Willems</p>
<p>in collaborazione con Leslie Stuck</p>
<p>Scene, costumi e  luci William Forsythe</p>
<p>Étoile Roberto Bolle  (7,10, 14 settembre)</p>
<p>ARTIFACT SUITE</p>
<p>“Tra le tante coreografie che ho creato ve ne sono alcune che riprendo e sulle quali non smetto di  lavorare sin tanto che continuano a ispirarmi. Paul Valéry diceva: “un poema non è mai finito, semplicemente l&#8217;abbandoniamo” (William Forsythe).</p>
<p>Artifact Suite è un distillato ma anche una nuova versione di Artifact, emblematico balletto classico a serata intera, in cui già nel titolo che significa “artefatto”, “oggetto fabbricato”,  il coreografo annuncia l&#8217;intenzione di lavorare sui materiali dello spettacolo, ma deviando costantemente dai risultati che ci si aspetta. In Artifact, Forsythe ha esposto le sue teorie sull&#8217;illusione della percezione (“Benvenuti a vedere ciò che credete di vedere…”), sulla decostruzione, la rottura degli equilibri, la proiezione dei bacini in avanti, in un&#8217;interpretazione superveloce. Il vocabolario di quel balletto è servito da base al coreografo per formulare una suite riflessiva sull&#8217;arte, la civiltà, i limiti del balletto e l&#8217;illusione teatrale. Anche in Artifact Suite infatti il soggetto della danza è la danza classica stessa. Tuttavia le concatenazioni secolari, inscritte nei corpi dei danzatori, sono squassate e ricomposte in un lessico nuovo, atomizzato, lanciato nello spazio vuoto in maniera apparentemente casuale. Gli interpreti, tra i quali spiccano due coppie principali e un solista, agiscono spesso ai lati del palcoscenico, inoltre scompaiono poco alla volta durante le cadute del sipario, oppure vengono investiti da fasci luminosi che esaltano le loro silhouettes. Nella prima parte del balletto, la famosa Ciaccona BWV1004 (Partita per violino solo n°2 in re minore) di Johann Sebastian Bach è registrata, ed è qui che le due coppie principali si alternano in una serie di stupefacenti concatenazioni. Anche nella seconda parte la musica è registrata, ma reca la firma di Eva Crossmann-Hecht.</p>
<p>HERMAN SCHMERMAN</p>
<p>Balletto senza trama, e omaggio a George Balanchine, Herman Schmerman è idealmente diviso in due parti. Nella prima &#8211; creata in seno al New York City Ballet &#8211; viene coinvolto un fibrillante quintetto in nero, nella seconda &#8211; aggiunto in seguito a Francoforte &#8211; una coppia eterogenea che finisce per indossare gonnelle gialle (i costumi sono firmati Gianni Versace). Le due parti si amalgamano in quanto in entrambe gli interpreti devono dare sfoggio di grande virtuosismo e velocità. I movimenti sono sempre esasperati, sciancrati sino al parossismo e cercano perni d&#8217;appoggio nelle zone meno scontate: dai gomiti alle ginocchia. Si può dunque pensare a un tipico balletto concertante, qui su musica di Thom Willems, ma scosso, agitato, decostruito in sintonia con la frenesia e l&#8217;impazienza del nostro mondo contemporaneo. Tuttavia, quando si giunge al passo a due del gran finale, ci si accorge che il coreografo fa risaltare proprio qui quell&#8217;amore per i calembour e i cortocircuiti del linguaggio che guida la sua fantasia. Nella coppia, il partner maschile in gonnella sembra emulare il comportamento femminile. Infatti Herman sta, con qualche ridondanza fonetica, per her man (il “suo uomo”, in inglese), mentre sch mer man, sta per superuomo (in tedesco), con annesso quel Sch, che ricorda il she (in inglese), ovvero “ella”, “lei”. Passando dal titolo alla danza possiamo osservare quella speciale sintonia e anche rivalità tra maschile e femminile che azzera, almeno nell&#8217;impiego energetico, ogni differenza di genere. Il coreografo mette sullo steso piano i due sessi, ma forse qui propende anche per rendere omaggio al femminile e alla sua, eventuale, superiorità. Il balletto perde in questo finale vagamente evocativo e di gender la sua connotazione di danza pura, e acquista una allure astratta (astrarre significa “estrapolare” ma da un contesto dato),  in totale sintonia con Balanchine, grande innovatore proprio nell&#8217;ambito dell&#8217;astrazione coreutica.</p>
<p>IN THE MIDDLE, SOMEWHAT ELEVATED</p>
<p>Due piccole ciliegie, appese a un filo che cala dall&#8217;alto, sovrastano impercettibilmente le due ballerine ferme e quasi in proscenio, che danno l&#8217;avvio al balletto, e ne giustificano il titolo.</p>
<p>Ma In the Middle, Somewhat Elevated &#8211; anche inserito nella coreografia Impressing the Czar (seconda parte) &#8211; non ha trama: sul palcoscenico spoglio danzano in tutto nove interpreti in calzamaglie spezzate e lucenti. I bodies dalle schiene scollatissime delle sei ballerine, che calzano scarpette a punta, sono sormontati da collants velati di nero. Nell&#8217;insieme i costumi aderenti e sexy mettono in evidenza la forma dei corpi. Essi sono resi ancor più metallici dall&#8217;ovattata consistenza di luci che delineano il perimetro rettangolare della scena ma lasciano intravedere nella penombra sia le quinte sia le figure dei ballerini, i quali, verso la fine del balletto, si stagliano come altorilievi sul fondale nero. La struttura di In the Middle, Somewhat Elevated alterna tutte le possibili combinazioni numeriche dei nove interpreti, mettendo in evidenza assoli (quattro), quartetti e terzetti ma soprattutto passi a due (ugualmente quattro) di speciale brillantezza e difficoltà. In questi ultimi è molto evidente la dinamica circolare e la continua trasformazione dei passi. La danzatrice, sostenuta dal partner, può rovesciare il corpo oltre il limite del proprio asse d&#8217;equilibrio, può accentuare e soprattutto mantenere per qualche secondo le posizioni di disequilibrio.Si percepisce il pericolo di una sua possibile e imminente caduta; ci si aspetta di vederla capitombolare al suolo. Invece il fuori-balance della danzatrice viene prontamente ricondotto all&#8217;equilibrio dal partner con uno sforzo non mascherato, che sottolinea anche il senso di pesantezza del corpo femminile. Le sonorità concrete, create da Thom Willems, con rumori allo stato puro, assemblati e modificati al computer, non si correlano alla struttura della coreografia, ma sottolineano, con accenti simili a frustate, i passi e le figure della danza.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bongusto.org/travel/serata-forsythe/11591/administrator/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Torna la Traviata a La Fenice in vista della stagione 2011</title>
		<link>http://www.bongusto.org/travel/torna-la-traviata-a-la-fenice-in-vista-della-stagione-2011/11566/administrator/</link>
		<comments>http://www.bongusto.org/travel/torna-la-traviata-a-la-fenice-in-vista-della-stagione-2011/11566/administrator/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 23:52:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bongusto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Music]]></category>
		<category><![CDATA[Opera]]></category>
		<category><![CDATA[Theatre]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>
		<category><![CDATA[_italian]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bongusto.org/?p=11566</guid>
		<description><![CDATA[La traviata di Giuseppe Verdi Dopo la pausa estiva, la Stagione lirica 2010 del Teatro La Fenice proseguirà in settembre con due appuntamenti operistici dedicati a Francesco Maria Piave, librettista verdiano per eccellenza (scrisse i libretti di Ernani, I due Foscari, Attila, Macbeth, Il corsaro, Stiffelio, Rigoletto, La traviata, Simon Boccanegra e La forza del destino), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.esatour.it/images/image/Teatro%20La%20Fenice.jpg" alt="" width="437" height="305" /></p>
<p><span id="more-11566"></span>La traviata di Giuseppe Verdi  Dopo la pausa estiva, la Stagione lirica 2010 del Teatro La Fenice proseguirà in settembre con due appuntamenti operistici dedicati a Francesco Maria Piave, librettista verdiano per eccellenza (scrisse i libretti di Ernani, I due Foscari, Attila, Macbeth, Il corsaro, Stiffelio, Rigoletto, La traviata, Simon Boccanegra e La forza del destino), nato a Murano 200 anni fa. Dirette entrambe da Myung-Whun Chung, andranno infatti in scena dal 5 settembre al 3 ottobre La traviata e dal 25 settembre al 6 ottobre Rigoletto, due capolavori verdiani che ebbero la loro prima assoluta proprio al Teatro La Fenice nel marzo rispettivamente del 1853 e del 1851. La traviata sarà proposta nel fortunato allestimento di Robert Carsen e Patrick Kinmonth che inaugurò nel novembre 2004 la prima stagione lirica della Fenice ricostruita e che, già ripreso nell’aprile 2007 e nel settembre 2009, si avvia a divenire un classico del repertorio del Teatro veneziano e un appuntamento fisso della sua programmazione settembrina. Robert Carsen ne firma la regia (regista assistente Christophe Gayral), Patrick Kinmonth le scene e i costumi, Philippe Giraudeau la coreografia, Robert Carsen e Peter Van Praet le luci. Myung-Whun Chung dirigerà l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice nelle prime sette recite (dal 5 al 19 settembre), seguito per le ultime due da Stefano Rabaglia. Nel cast si alterneranno Patrizia Ciofi, Ekaterina Sadovnikova e Gladys Rossi nel ruolo di Violetta, Stefano Secco e Roberto De Biasio in quello di Alfredo, Giovanni Meoni e Davide Damiani in quello di Germont. Rebeka Lokar sarà Flora, Sabrina Vianello Annina, Iorio Zennaro Gastone, Elia Fabbian il barone, Luca Dall’Amico il dottore, Armando Gabba il marchese. Nei ruoli di Giuseppe, del domestico e del commissionario si alterneranno gli artisti del Coro Cosimo D’Adamo, Ferruccio Basei, Nicola Nalesso, Giampaolo Baldin, Claudio Zancopè e Franco Zanette. Andata in scena per la prima volta alla Fenice il 6 marzo 1853, La traviata, melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave tratto dal dramma La dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio, sarà presentata nella versione definitiva del 1854. Oltre alla prima, domenica 5 settembre 2010 alle ore 19.00, sono previste otto repliche: mercoledì 8 e venerdì 10 settembre alle ore 19.00; sabato 11, domenica 12, sabato 18, domenica 19, domenica 26 settembre e domenica 3 ottobre alle 15.30. Tutte le recite sono fuori abbonamento.  Composta da Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, La traviata è con Rigoletto e Il trovatore la terza opera della cosiddetta ‘trilogia popolare’, e senza dubbio delle tre la più intimista, quella in cui lo scavo psicologico della protagonista appare più ricco di sfumature, per un esito forse senza eguali nell’intera vicenda del teatro musicale italiano. Nonostante sia oggi ritenuta l’opera per antonomasia, il 6 marzo 1853 alla Fenice La traviata non esordì felicemente. Ma, nuovamente ripresa a Venezia il 6 maggio 1854 al Teatro San Benedetto, riportò un enorme successo, dovuto anche a un cast più appropriato. L’intreccio drammaturgico presenta diversi ingredienti tipici della librettistica ottocentesca: amore come legame che supera ogni limite imposto dalle regole della convenienza sociale; preminenza del valore irrazionale del legame di sangue (la famiglia) su qualsiasi altro. Vi sono tuttavia anche forti elementi di novità: innanzitutto una vicenda derivata dalla cronaca contemporanea, laddove all’epoca si prediligevano piuttosto ambientazioni lontane nel tempo e nello spazio, se non mitiche. Marie Duplessis – diretto archetipo di Violetta – fu una delle più celebri demi-mondaines del tempo, personalmente conosciuta e amata da Alexandre Dumas figlio, che la consegnò a futura memoria col nome di Marguerite Gautier nel romanzo La dame aux camélias (1848). L’anno successivo lo scrittore trasse dal romanzo un dramma, che andò in scena nel 1852; nel 1853 fu appunto la volta di Verdi: raramente l’attualità è salita tanto velocemente sul palcoscenico del teatro d’opera.  «A Venezia faccio La dame aux camélias che avrà per titolo, forse, Traviata. Un soggetto dell’epoca. Un altro forse non l’avrebbe fatto per i costumi, pei tempi e per mille altri goffi scrupoli»: così scriveva Verdi all’amico Cesare De Sanctis nel gennaio 1853. L’opera ebbe la sua prima al Teatro La Fenice il 6 marzo 1853 e si chiamò proprio La traviata, ma la censura vietò di presentare l’opera in abiti moderni e l’azione venne retrodatata all’epoca di Luigi XIV. È facile a volte dimenticare che La traviata è la storia di una prostituta, per quanto di alto rango. La prostituzione è il fondamento dell’interazione tra i personaggi: tutti, incluso Germont, entrano in rapporto con Violetta attraverso la sua capacità passata, presente e futura di dar piacere sessuale. Fare della prostituzione (e dell’impossibilità per la società borghese di accettarla) il motore centrale dell’azione, non può non attrarre l’attenzione sull’altro tema fondamentale dell’opera, il denaro. L’idea del denaro come forza distruttiva e immorale viene esplorata sotto molti aspetti, dalla preoccupazione di Germont per la dote della figlia alla rabbia di Alfredo quando getta addosso a Violetta il denaro vinto col gioco d’azzardo: potrebbe sembrare che paghi i propri debiti, in realtà la paga per le sue prestazioni sessuali. L’effetto sconvolgente della scena sta nel fatto che il denaro trasforma un amante in un cliente. Gli abiti contemporanei erano così importanti per Verdi perché voleva che il suo pubblico si avvicinasse ai personaggi e alle loro emozioni senza la rassicurante barriera protettiva di un’ambientazione nel passato. Un’esperienza diretta, intensa e odiosa, dell’ipocrisia della loro società aveva mosso lo sdegno di Dumas fils e di Verdi che spiegano come la generosità non abbia nulla a che vedere col denaro. La compassione che Violetta prova spontaneamente per la condizione umana dista anni luce dalle idee represse e repressive di Germont, che conosce il prezzo di tutto e il valore di niente. Eros e Thanatos costituiscono l’essenza di quasi ogni opera lirica ed è significativo che il primo titolo di Verdi per La traviata fosse Amore e morte: Violetta, incarnazione vivente di entrambi, personifica quasi l’opera come forma d’arte in sé.  (dalle note di regia di Robert Carsen)  Stagione 2010-2011 Stagione lirica, Danza, Sinfonica, Progetti speciali, Collaborazioni  La stagione lirica 2011 della Fenice si compone di dodici titoli d’opera, per un totale di 96 rappresentazioni, e sarà inaugurata da Intolleranza di Luigi Nono, a 50 anni dalla prima assoluta veneziana del 1961, con Luca Ronconi a realizzare il suo progetto di regia insieme allo IUAV; si prosegue con La bohème di Giacomo Puccini diretta da Juraj Val?uha con la regia di Francesco Micheli, la trilogia verdiana con Rigoletto diretto da Diego Matheuz, Il trovatore diretto da Riccardo Frizza e La traviata diretta da Renato Palumbo, Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti diretta da Antonino Fogliani con la regia di John Doyle, L’oro del Reno di Richard Wagner a conclusione del Ring diretto da Jeffrey Tate con la regia di Robert Carsen, ancora Jeffrey Tate per Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare con le musiche di scena di Felix Mendelssohn, Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini con Christian Senn, Lorenzo Regazzo e Manuela Custer diretti dal giovane Andrea Battistoni, Don Giovanni e Le nozze di Figaro dirette da Antonello Manacorda con la regia di Damiano Michieletto, Acis and Galatea di Georg Friedrich Händel con la regia di Saburo Teshigawara. Tra le produzioni di balletto Cenerentola con Les Ballets de Monte-Carlo, La bella addormentata con il Balletto Reale delle Fiandre e un Gala di danza della Compagnia Boris Eifman di San Pietroburgo. Il ciclo sinfonico è di 14 concerti con l’Orchestra, il Coro e il Quartetto del Teatro La Fenice ancora «Nel segno di Mahler» nel centenario della morte del compositore boemo, con direttori quali Omer Wellber, Muhai Tang, Stefano Montanari, John Eliot Gardiner, Manlio Benzi, Juraj Val?uha, Diego Matheuz, Eliahu Inbal, Yutaka Sado, Michel Tabachnik, John Axelrod; il Concerto di Capodanno, in diretta RaiUno, sarà diretto da Daniel Harding. Tra i progetti speciali figurano le proposte per la Città e per la Provincia, il Fenice Day con un recital pianistico di Daniel Barenboim il 14 novembre 2010, il Concerto di Natale in Basilica di San Marco, due concerti del Quartetto d’archi e del Coro del Teatro La Fenice, un concerto straordinario per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il consueto concerto per la Festa della Repubblica, il Premio Venezia della Fondazione Amici della Fenice. La stagione è stata presentata oggi a Venezia dal Presidente della Fondazione Teatro La Fenice e Sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, dal Sovrintendente Giampaolo Vianello e dal Direttore Artistico Fortunato Ortombina. La realizzazione di Intolleranza di Luigi Nono è stata resa possibile grazie a Marsilio Editori SpA.  Nel 2011 ricorre il 150° anniversario dell’unità d’Italia (proclamazione ufficiale del Regno d’Italia del 17 marzo 1861): a questa ricorrenza si ispirerà dunque la stagione della Fenice, volta a celebrare la ‘letteratura nazionale’ italiana dell’Ottocento: l’opera lirica, sulla quale si costruì, ancor prima che altrove, l’identità culturale italiana. A questo filone si ricollega a suo modo anche lo spettacolo scelto per l’inaugurazione della stagione: Intolleranza 1960 di Luigi Nono, proposta a cinquant’anni dalla prima assoluta veneziana del 1961 e a vent’anni dalla morte del compositore (1990), la cui trama può essere letta come una vicenda con evidenti allusioni alla storia italiana postunitaria e postbellica. L’opera andrà in scena venerdì 28 gennaio 2011, direttore Lothar Zagrosek, interpreti principali Donald Kaasch (un emigrante) e Cornelia Horak (la sua compagna). Nuovo allestimento della Fondazione Teatro La Fenice con regia, scene e costumi della Facoltà di Design e Arti IUAV di Venezia, sotto la guida dei tutors Luca Ronconi, Franco Ripa di Meana, Margherita Palli e Vera Marzot. Quattro repliche il 30 gennaio e l’1, 3 e 5 febbraio, un’anteprima del 28 in esclusiva per Marsilio editori, che ha contribuito alla realizzazione. Seguirà nel periodo di Carnevale La bohème di Giacomo Puccini, nuovo allestimento in scena venerdì 25 febbraio 2011. Direttore Juraj Val?hua (sostituito per tre repliche da Matteo Beltrami), regia di Francesco Micheli, scene di Edoardo Sanchi, costumi di Silvia Aymonino. Interpreti principali Lilla Lee (Mimì), Ekaterina Sadovnikova e Beatriz Díaz (Musetta), Sébastien Guèze (Rodolfo), Seung-Gi Jung e Damiano Salerno (Marcello), Luca Dall’Amico e Gianluca Buratto (Colline). Undici repliche il 26 e 27 febbraio e l’1, 2, 3, 6, 8, 9, 11, 12 e 13 marzo. Venerdì 25 marzo 2011 verrà ripreso l’allestimento del settembre 2010 di Rigoletto di Giuseppe Verdi a firma di Daniele Abbado (regia), Alison Chitty (scene e costumi) e Simona Bucci (coreografia). Direttore Diego Matheuz con Eric Cutler (il duca di Mantova), Roberto Frontali e Dimitri Platanias (Rigoletto), Ekaterina Sadovnikova (Gilda), Gianluca Buratto (Sparafucile) e Daniela Innamorati (Maddalena) nei ruoli principali. Tre repliche fuori abbonamento il 26, 27 e 29 marzo. L’allestimento sarà poi portato in tournée al Teatro Valli di Reggio Emilia. Quarto appuntamento della stagione sarà Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, in scena venerdì 20 maggio 2011. Direttore Antonino Fogliani, regia di John Doyle, scene e costumi di Liz Ascroft, nuovo allestimento in coproduzione con la Houston Grand Opera e con Opera Australia &#8211; Sydney Opera House. Interpreti principali Claudio Sgura (Enrico), Jessica Pratt (Lucia), Roberto De Biasio (Edgardo), Mirco Palazzi (Raimondo). Dieci repliche il 21, 22, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 31 maggio e l’1 giugno. Venerdì 24 giugno 2011 giungerà a compimento il ciclo completo del Ring di Richard Wagner diretto da Jeffrey Tate con la regia di Robert Carsen: Das Rheingold, prologo del ciclo, si aggiungerà a Die Walküre, presentata alla Fenice nel 2006, Siegfried, presentato nel 2007, e Götterdämmerung, presentata nel 2009 e vincitrice del Premio Abbiati. Scene e costumi di Patrick Kinmonth. Interpreti principali Greer Grimsley (Wotan), Richard Paul Fink (Alberich), Kurt Azesberger (Mime), Gidon Saks (Fasolt), Attila Jun (Fafner), Natascha Petrinsky (Fricka) e Nicola Beller Carbone (Freia). Quattro repliche il 26, 28 e 30 giugno e il 2 luglio. Ancora Jeffrey Tate dirigerà il 9 luglio 2011 le musiche di scena di Felix Mendelssohn Bartholdy per Sogno di una notte di mezza estate, commedia in cinque atti di William Shakespeare recitata dagli attori della Fondazione Teatro Due di Parma, con il soprano Elena Monti e il mezzosoprano Marina Comparato. Allestimento del Teatro Regio di Parma e della Fondazione Teatro Due, direzione teatrale di Walter Le Moli, spazio scenico di Tiziano Santi, costumi di Gianluca Falaschi. Tre repliche il 10, 12 e 13 luglio. Particolarmente intensa sarà la programmazione del mese di settembre, aperta dall’ormai consueto appuntamento di fine estate con La traviata di Giuseppe Verdi nell’allestimento firmato da Robert Carsen (regia), Patrick Kinmonth (scene e costumi) e Philippe Giraudeau (coreografia). Direttore Renato Palumbo, interpreti principali Patrizia Ciofi (Violetta), Roberto De Biasio e Antonio Poli (Alfredo), Seung-Gi Jung e Claudio Sgura (Germont). La prima di sabato 27 agosto 2011 sarà seguita da 9 repliche fuori abbonamento, il 28 e 30 agosto e il 4, 6, 7, 8, 9, 10 e 11 settembre. Negli stessi giorni, a partire da venerdì 2 settembre 2011, andrà in scena al Teatro Malibran Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, riproposto nel fortunato allestimento del 2003 di Bepi Morassi (regia) e Lauro Crisman (scene e costumi). Direttore Andrea Battistoni, interpreti principali Enrico Iviglia e Dmitry Trunov (Almaviva), Elia Fabbian e Omar Montanari (Bartolo), Manuela Custer e Marina Comparato (Rosina), Christian Senn e Dario Solari (Figaro), Lorenzo Regazzo e Luca Dall’Amico (Basilio). Dieci repliche fuori abbonamento il 3, 14, 15, 16, 17 e 18 settembre e il 6, 7, 8 e 9 ottobre. Un’altra ripresa completerà il calendario di settembre, quella dell’allestimento di Damiano Michieletto (regia), Paolo Fantin (scene) e Carla Teti (costumi) del Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart prodotto alla Fenice nel maggio 2010, che andrà in scena martedì 20 settembre 2011 con undici repliche fuori abbonamento il 21, 22, 23, 24, 25, 27, 28, 29 e 30 settembre e l’1 e 2 ottobre. Direttore Antonello Manacorda, interpreti principali Markus Werba e Simone Alberghini (Don Giovanni), Anita Watson ed Elena Monti (Donna Anna), Antonio Poli (Don Ottavio), Carmela Remigio e Maria Pia Piscitelli (Donna Elvira), Vito Priante (Leporello). Lo stesso staff creativo, Damiano Michieletto, Paolo Fantin, Carla Teti e Antonello Manacorda, sarà impegnato da venerdì 14 ottobre 2011 in un altro nuovo allestimento mozartiano, Le nozze di Figaro, realizzato sullo stesso impianto scenico del Don Giovanni. Simile anche il cast, con Markus Werba e Simone Alberghini (il conte), Carmela Remigio (la contessa), Beatriz Díaz (Susanna), Alex Esposito e Vito Priante (Figaro), Josè Maria Lo Monaco (Cherubino). Otto repliche il 15, 16, 18, 19, 20, 21, 22 e 23 ottobre. Mercoledì 26 ottobre 2011 riprenderà la tradizione dell’opera barocca al Teatro Malibran, con Acis and Galatea di Georg Friedrich Händel in un nuovo allestimento in coproduzione con il Festival d’Aix-en-Provence. Regia, scene, costumi e coreografia di Saburo Teshigawara, interpreti i solisti dell’Académie européenne de musique del Festival d’Aix-en-Provence. Quattro repliche il 27, 28, 29 e 30 ottobre. Dodicesimo e ultimo appuntamento della stagione sarà Il trovatore di Giuseppe Verdi, in scena venerdì 2 dicembre 2011 in un nuovo allestimento della Fondazione Teatro La Fenice in coproduzione con la Fondazione Teatro Regio di Parma (dove la produzione debutterà nell’ottobre 2010). Direttore Riccardo Frizza, regia di Lorenzo Mariani, scene e costumi di William Orlandi. Interpreti principali Franco Vassallo (il conte di Luna), María José Siri e Kristin Lewis (Leonora), Veronica Simeoni (Azucena), Francesco Meli e Stuart Neill (Manrico), Giorgio Giuseppini e Ugo Guagliardo (Ferrando). Sette repliche il 3, 4, 6, 7, 9, 10 e 11 dicembre.  La Stagione 2011 prevede inoltre tre appuntamenti con la danza. Durante il Carnevale il 6 e l’8 marzo 2011, domenica e martedì grasso, il Teatro Malibran ospiterà un Gala di danza della compagnia di Boris Eifman di San Pietroburgo. Il 28, 29 e 30 aprile andrà in scena al Teatro La Fenice Cenerentola, balletto in tre atti su musica di Sergej Prokof’ev, proposto dalla compagnia dei Ballets de Monte-Carlo in una coreografia del suo direttore artistico Jean-Christophe Maillot (scene di Ernest Pignon-Ernest, costumi di Jérôme Kaplan). Il 18, 20, 21 e 22 dicembre, sempre al Teatro La Fenice, sarà la volta della Bella addormentata, balletto in tre atti su musica di Pëtr Il’i? ?ajkovskij eseguita dal vivo dall’Orchestra del Teatro La Fenice, interpretato dalla compagnia del Balletto Reale delle Fiandre in una coreografia del 1987 di Marcia Haydée (scene e costumi di Pablo Nuñez).  La Stagione sinfonica 2010-2011 comprenderà 14 concerti in abbonamento organizzati intorno a un tema centrale, «Nel segno di Mahler». Dopo la Stagione 2009-2010 ispirata soprattutto al Mahler direttore d’orchestra e organizzatore musicale, la Stagione 2010-2011 celebrerà il 150° anniversario della nascita del compositore boemo (1860) e il centenario della sua morte (1911) indagando l’eredità del suo magistero sinfonico nei compositori del primo Novecento e approfondendo la conoscenza del contesto culturale e musicale in cui operò. Oltre a presentare la sua Prima (e in un altro concerto Blumine, il tempo tagliato della Prima riscoperto negli anni Sessanta), la Sesta e la Settima Sinfonia e uno dei grandi cicli liederistici per voce e orchestra, affidati alle bacchette di Eliahu Inbal, Diego Matheuz e John Axelrod, la stagione proporrà infatti lavori di autori austriaci o boemi come Bruckner, Smetana e Janá?ek, di allievi diretti o indiretti come Schoenberg, Berg, Webern (fino a Maderna e Nono), e di compositori che nel primo Novecento si dedicarono alla scrittura sinfonica in un panorama dominato dalla sua figura di compositore e direttore, come Sibelius, Elgar, Ives, Copland, Bartók. Accanto all’omaggio a Gustav Mahler, la programmazione 2010-2011 proseguirà l’itinerario iniziato negli scorsi anni attraverso i grandi capolavori sinfonico-corali della spiritualità europea, con la proposta il giovedì e il venerdì santo (21 e 22 aprile 2011) del grande Requiem tedesco di Johannes Brahms, seguito in giugno dalla Petite messe solennelle di Gioachino Rossini. A questo filone si ricollega anche il concerto straordinario del Coro del Teatro La Fenice che avrà luogo in autunno nella Basilica dei Frari, con la Missa pro defunctis di Johannes Ockeghem, il primo Requiem polifonico mai composto, risalente alla seconda metà del XV secolo. Si ripeterà inoltre l’ormai consueto appuntamento con i brani inediti del repertorio marciano proposti in prima esecuzione in tempi moderni nell’ambito del Concerto di Natale in Basilica di San Marco. Nell’ambito della Stagione sinfonica sarà compreso anche un concerto del Quartetto d’archi del Teatro La Fenice, formazione composta dalle prime parti dell’Orchestra, che proporrà sabato 29 gennaio 2011, fra la prima e la seconda rappresentazione di Intolleranza, il quartetto Fragmente-Stille. An Diotima di Luigi Nono, preceduto dal Langsamer Satz di Webern. Analogamente il 23 maggio 2011 il Quartetto della Fenice proporrà un secondo concerto fuori abbonamento fra le recite di Lucia di Lammermoor, in cui presenterà tre dei diciotto quartetti di Gaetano Donizetti. Da sottolineare inoltre la presenza in stagione di alcuni giovani solisti emergenti, quali Alina Ibragimova al violino impegnata in un Concerto di Mozart e Antonio Di Dedda al pianoforte nel Concerto di Schumann, e di Daniel Formentelli, prima parte dell’Orchestra del Teatro La Fenice, nel Concerto per viola di Bartók. Sul podio dell’Orchestra del Teatro La Fenice si alterneranno direttori di grande valore, alcuni dei quali appartenenti all’ultima generazione apparsa sulla ribalta internazionale: oltre a Eliahu Inbal, Michel Tabachnik, John Eliot Gardiner, Muhai Tang (al debutto veneziano), Yutaka Sado, Manlio Benzi, John Axelrod, si esibiranno infatti alla Fenice i giovani Stefano Montanari, Juraj Val?uha, Omer Wellber e Diego Matheuz.  Fra i progetti speciali figurano le iniziative «La Fenice per la città» e «La Fenice per la provincia» in collaborazione con le Municipalità del Comune di Venezia e con l’Amministrazione provinciale per la promozione di opere e concerti rivolti ai residenti nel territorio veneziano; il FeniceDay, serata di fund raising a favore della Fenice, con un recital pianistico di Daniel Barenboim in occasione dei suoi 60 anni di carriera (14 novembre 2010); la XXVII edizione del Premio Venezia, concorso pianistico nazionale organizzato in collaborazione con la Fondazione Amici della Fenice (8-13 novembre 2010); il Concerto di Natale diretto da Stefano Montanari in Basilica di San Marco in collaborazione con la Procuratoria di San Marco (16 e 17 dicembre 2010); il Concerto di Capodanno diretto da Daniel Harding in collaborazione con Rai Uno, Rai Trade e Arte (30 e 31 dicembre 2010 e 1 gennaio 2011), in diretta televisiva; due concerti del Quartetto d’archi (23 maggio 2011, musiche di Donizetti) e del Coro del Teatro La Fenice (in settembre, con il Requiem di Ockeghem); un concerto straordinario per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia il 17 marzo 2011 e il consueto concerto per la Festa della Repubblica il 2 giugno 2011; un Omaggio a Nino Rota nel centenario della nascita con l’Orchestra del Teatro La Fenice diretta da Antonino Fogliani (4 e 5 giugno 2011); l’undicesima edizione dell’iniziativa «Fenice e Conservatorio» che prevede l’esibizione solistica dei migliori allievi del Conservatorio Benedetto Marcello accompagnati dall’Orchestra del Teatro La Fenice (5 e 6 novembre 2011); le manifestazioni per il Carnevale.  Il programma 2010-2011 sarà completato da alcune importanti collaborazioni: con la Società Veneziana di Concerti per la Stagione di musica da camera; con La Biennale di Venezia per il 54. Festival internazionale di musica contemporanea (23 settembre &#8211; 2 ottobre 2010); con la Fondazione Amici della Fenice per i consueti incontri di preparazione alle opere e ai balletti in cartellone; con Radio3 Rai per la trasmissione in diretta o in differita di opere e concerti della stagione (in diretta Intolleranza 60 e La bohème, in differita Sogno di una notte di mezza estate, Acis and Galatea e i concerti diretti da Omer Wellber, John Eliot Gardiner, Juraj Val?uha, Diego Matheuz, Yutaka Sado, Michel Tabachnik e John Axelrod); con gli Amici della musica di Mestre; con l’Associazione Richard Wagner di Venezia; con l’Associazione Artur Rubinstein; con l’Accademia Musicale di San Giorgio; con l’Archivio Musicale Guido Alberto Fano.  L’attività della Fenice prevede inoltre la gestione dell’Archivio storico, uno dei più importanti archivi teatrali del mondo, aperto alla consultazione diretta e on-line sul sito internet ad esso dedicato.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bongusto.org/travel/torna-la-traviata-a-la-fenice-in-vista-della-stagione-2011/11566/administrator/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sferisterio 2011</title>
		<link>http://www.bongusto.org/travel/sferisterio-2011/11584/administrator/</link>
		<comments>http://www.bongusto.org/travel/sferisterio-2011/11584/administrator/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 12:28:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bongusto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Book]]></category>
		<category><![CDATA[Music]]></category>
		<category><![CDATA[Opera]]></category>
		<category><![CDATA[Theatre]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>
		<category><![CDATA[_italian]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bongusto.org/?p=11584</guid>
		<description><![CDATA[Il tema del cartellone 2011 dello Sferisterio Opera Festival e&#8217; &#8216;Liberta&#8217; e Destino&#8217;. Il Presidente e Sindaco di Macerata Romano Carancini, il Sub Commissario alla Provincia di Macerata Tiziana Tombesi e il Direttore Artistico Pier Luigi Pizzi hanno annunciato oggi i titoli della prossima stagione lirica di Macerata: allo Sferisterio due opere di Verdi, &#8216;Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignright" src="http://www.faceroam.com/main.php?g2_view=core.DownloadItem&amp;g2_itemId=6961" alt="" width="360" height="480" />Il tema del cartellone 2011 dello Sferisterio Opera Festival e&#8217; &#8216;Liberta&#8217; e Destino&#8217;. Il Presidente e Sindaco di Macerata Romano Carancini, il Sub Commissario alla Provincia di Macerata Tiziana Tombesi e il Direttore Artistico Pier Luigi Pizzi hanno annunciato oggi i titoli della prossima stagione lirica di Macerata: allo Sferisterio due opere di Verdi, &#8216;Un ballo in maschera&#8217; e &#8216;Rigoletto&#8217;, al Teatro Lauro Rossi il terzo titolo in via di definizione con una coproduzione con Ancona.</p>
<p style="text-align: center;">Le opere e gli eventi inseriti nel cartellone dello Sferisterio Opera Festival, promosso ed organizzato dall&#8217;Associazione Arena Sferisterio, costituita dal Comune e dalla Provincia di Macerata, sono stati annunciati sabato 4 settembre a Macerata presso la Sala Consiliare del Comune<span id="more-11584"></span>, dal Presidente dell&#8217;Associazione Arena Sferisterio e Sindaco di Macerata Romano Carancini, dal Sub Commissario per la Provincia di Macerata Tiziana Tombesi, e dal Direttore Artistico Pier Luigi Pizzi, nell&#8217;ambito di una conferenza stampa a margine dell&#8217;approvazione del progetto artistico da parte del Consiglio di Amministrazione dell&#8217;Associazione Arena Sferisterio.</p>
<p>Il festival avra&#8217; luogo da fine luglio 2011, e a seguire in agosto per due intense settimane d&#8217;arte e musica.</p>
<p>Con la direzione artistica di Pier Luigi Pizzi, il Maestro che dal 2005 ha trasformato la storica rassegna estiva in un festival tematico, la manifestazione lirica s’intitolerà quest’anno “Liberta&#8217; e Destino&#8221;, un tema di vasti sviluppi con alcuni appuntamenti dedicati alle Celebrazioni per i 150 anni dell&#8217;Unita&#8217; d&#8217;Italia. Due saranno le opere programmate all&#8217;Arena Sferisterio, entrambe di Giuseppe Verdi: &#8216;Un ballo in maschera&#8217; (1859), melodramma in tre atti su libretto di Antonio Somma, ispirato al romanzo di Eugène Scribe &#8216;Gustave III ou Le bal masqué&#8217;, e &#8216;Rigoletto&#8217; (1851), melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal dramma &#8216;Le Roi s’amuse’ di Victor Hugo.</p>
<p>La terza opera sara&#8217; programmata al Teatro Lauro Rossi, in coproduzione con il Teatro delle Muse di Ancona: il titolo sara&#8217; reso noto a breve, dopo il cda del teatro anconetano previsto per la prossima settimana.</p>
<p>Come illustrato da Romano Carancini, Presidente dell&#8217;Associazione Arena Sferisterio e Sindaco di Macerata, non sara&#8217; programmata nella stagione 2011 la quarta opera. &#8216;Ci siamo confrontati con un budget molto ridotto per effetto dei tagli alla cultura &#8211; ha commentato &#8211; e cio&#8217; ha imposto una scelta: rinunciare alla stagione lirica, oppure all&#8217;opposto continuare con forza il progetto intrapreso anni fa e non far perdere al territorio una straordinaria eccellenza culturale. La volonta&#8217; dei Soci, Comune e Provincia di Macerata, e&#8217; quella di non arrendersi: andiamo avanti con coraggio, e crediamo che a Macerata il prossimo anno si fara&#8217; un&#8217;ottima stagione&#8217;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bongusto.org/travel/sferisterio-2011/11584/administrator/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vendemmia V.I.P. in laguna</title>
		<link>http://www.bongusto.org/wine/11567/11567/administrator/</link>
		<comments>http://www.bongusto.org/wine/11567/11567/administrator/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 22:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bongusto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educational]]></category>
		<category><![CDATA[Gourmet]]></category>
		<category><![CDATA[Respect]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>
		<category><![CDATA[Wine]]></category>
		<category><![CDATA[_italian]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bongusto.org/?p=11567</guid>
		<description><![CDATA[Venezia ritrova e recupera le sue antiche radici enologiche. Venerdì 3 settembre, nella tenuta Venissa dell’isola lagunare di Mazzorbo, verranno vendemmiati per la prima volta dopo secoli i grappoli dell’Uva d’Oro, o Dorona, antico vitigno a bacca bianca della laguna, riscoperto e salvato dall’oblio, e forse dalla scomparsa, grazie all’impegno di Veneto Agricoltura, del Centro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www4.pictures.fp.zimbio.com/Film+Nuit+De+Chien+Premieres+Venice+Film+Festival+8skMxaLJrWCl.jpg" alt="" width="396" height="594" /></p>
<p><span id="more-11567"></span>Venezia ritrova e recupera le sue antiche radici enologiche. Venerdì 3 settembre, nella tenuta Venissa dell’isola lagunare di Mazzorbo, verranno vendemmiati per la prima volta dopo secoli i grappoli dell’Uva d’Oro, o Dorona, antico vitigno a bacca bianca della laguna, riscoperto e salvato dall’oblio, e forse dalla scomparsa, grazie all’impegno di Veneto Agricoltura, del Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano e di imprenditori privati che hanno voluto scommettere sul Vino di Venezia.  Vendemmiatori di assoluta eccezione saranno il presidente del Veneto Luca Zaia e il sindaco Giorgio Orsoni, con il presidente della Biennale Paolo Baratta (che è anche vicepresidente del Fondo Italiano per l’Ambiente e lui stesso viticoltore), la Madrina del Festival del Cinema Isabella Ragonese, gli imprenditori veneti del vino Gianluca Bisol, Raffaele Boscaini e Giorgio Cecchetto e i ragazzi con sindrome di down dell’Associazione Italiana Persone Down – Sezione della Marca Trevigiana.  A Venissa è stato infatti ricreato un vigneto di quest’uva, nell’ambito di un più vasto progetto di recupero e valorizzazione della tenuta, di proprietà del Comune di Venezia, proposto da imprenditori del settore dell’enologia e della nautica (Gianluca Bisol e Alberto Sonino), giudicato il migliore tra i dodici presentati in risposta ad una specifica richiesta e che coinvolge associazioni ed enti culturali e scientifici internazionali. Nella tenuta sono stati tra l’altro ricreati spazi ad orto, gestiti e coltivati dai pensionati di Mazzorbo e di Burano, un ristorante a km 0 gestito dalla chef internazionale Paola Budel e un ostello. La vendemmia non ha solo una valenza storico – culturale, ma vuole ribadire la ricchezza e la straordinarietà dell’enologia del Veneto, territorio unico al mondo per le radici identitarie e antiche della sua viticoltura, l’alta qualità e la varietà dei suoi vini, che coniugano al meglio tradizione e innovazione. Dei circa 8 milioni di ettolitri di vino prodotti attualmente in Veneto, 3,2 milioni sono oggi a Denominazione e, di questi, quasi l’85 per cento sono ottenuti da uve autoctone e originarie.  L’UVA D’ORO DI VENEZIA TORNA A RISPLENDERE VENERDÌ VENDEMMIA A MAZZORBO CON ZAIA E BARATTA  Torna a risplendere l’Uva d’Oro, o Dorona, antica uva delle isole della laguna di Venezia, riscoperta e salvata dall’oblio e forse dalla scomparsa grazie all’impegno di Veneto Agricoltura, del Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano e di imprenditori privati. Nel contesto del progetto di recupero della tenuta oggi chiamata Venissa, di proprietà del Comune di Venezia, che sorge nell’isola lagunare di Mazzorbo, è stato ricreato un vigneto di quest’uva, la cui vendemmia prenderà il via venerdì 3 settembre prossimo. A tagliare i primi grappoli, alle 11,30, saranno il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia e il presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta, affiancati dai ragazzi down dell’Associazione Persone Down della Marca Trevigiana, già esperti vignaioli, enologi e creatori di etichette. La presenza di Baratta, vicepresidente del FAI, è tutt’altro che casuale: un omaggio della cultura ad un suo segmento, quello dell’enologia, della quale lo stesso presidente della Biennale è protagonista con la sua tenuta Monteti, sulle alture alle spalle del colle omonimo, nella Maremma Toscana, in Comune di Capalbio. Il recupero di Venissa e dell’Uva d’Oro, a sua volta, è avvenuto sulla base del progetto di recupero e valorizzazione presentato da imprenditori del settore dell’enologia e della nautica (Gianluca Bisol e Alberto Sonino), giudicato il migliore tra i dodici presentati al Comune in risposta ad una specifica richiesta, e coinvolge associazioni ed enti culturali e scientifici internazionali. L’iniziativa, oltre alla valenza storico – culturale, vuole sottolineare la ricchezza e la straordinarietà dell’enologia del Veneto in generale, territorio unico al mondo per le radici identitarie, variegate e antiche della sua viticoltura. Dei circa 8 milioni di ettolitri di vino prodotti attualmente in Veneto, 3,2 milioni sono oggi a Denominazione e, di questi, quasi l’85 per cento sono ricavati da uve autoctone e originarie (tra le più importanti: le rosse Corvina, Rondinella, Molinara, Raboso, e le bianche Glera e Garganega) dalle quali si ottiene una varietà di vini eccellenti e unici, in grado di coprire ogni esigenza e di abbinarsi ad ogni cibo. Proprio per sottolineare l’importanza delle uve autoctone nella produzione e nell’economia enologica del Veneto, all’evento parteciperanno produttori di fama mondiale come Gianluca Bisol, Raffaele Boscaini e Giorgio Cecchetto, impegnati nel recupero e nella valorizzazione degli antichi vitigni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bongusto.org/wine/11567/11567/administrator/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le 9 di Beethoven</title>
		<link>http://www.bongusto.org/travel/le-9-di-beethoven/11605/administrator/</link>
		<comments>http://www.bongusto.org/travel/le-9-di-beethoven/11605/administrator/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 23:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bongusto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educational]]></category>
		<category><![CDATA[Music]]></category>
		<category><![CDATA[Theatre]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>
		<category><![CDATA[_italian]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bongusto.org/?p=11605</guid>
		<description><![CDATA[Settembre all’Accademia di Santa Cecilia BEETHOVEN A ROMA! Kurt Masur dirige le 9 Sinfonie Otto concerti dal 2 al 24 settembre 2010 Sala Santa Cecilia – Auditorium Parco della Musica Ha ottantadue anni, ma sembra toccato da eterna giovinezza. «Il segreto? – dice con patriarcale autorevolezza – la Musica». E’ Kurt Masur, uno tra gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://cache.boston.com/resize/bonzai-fba/Globe_Photo/2008/04/28/1209436782_0788/539w.jpg" alt="" width="539" height="354" /></p>
<p><span id="more-11605"></span>Settembre all’Accademia di Santa Cecilia</p>
<p>BEETHOVEN A ROMA!<br />
Kurt Masur dirige le 9 Sinfonie</p>
<p>Otto concerti dal 2 al 24 settembre 2010<br />
Sala Santa Cecilia – Auditorium Parco della Musica</p>
<p>Ha ottantadue anni, ma sembra toccato da eterna giovinezza. «Il segreto? – dice con patriarcale autorevolezza – la Musica». E’ Kurt Masur, uno tra gli ultimi grandissimi esponenti di quella tradizione direttoriale tedesca che prende le mosse da bacchette leggendarie come Furtwängler, Klemperer, Karajan. E Masur tornerà a Santa Cecilia a settembre, dal 2 al 24, alla testa<br />
dell’Orchestra e del Coro per offrire al pubblico, in quattro concerti con replica, l’integrale delle Sinfonie di Beethoven.</p>
<p>E’ la prima volta che Masur affronta in Italia l’esecuzione del monumentale corpus sinfonico beethoveniano e memorabili sono rimaste le sue direzioni, sempre a Santa Cecilia, della Prima, Quarta, Quinta e Nona Sinfonia quando prese parte nel 2007, insieme a Prêtre e Janowski, al Festival dedicato dall’Accademia al genio di Bonn.</p>
<p>«Affrontare l’integrale delle Sinfonie – spiega il direttore – è come raccontare la storia dell’umanità, con le sue gioie e i suoi dolori. Ogni volta che dirigo la Prima, ad esempio, mi rendo conto che nessuno in quegli anni avrebbe potuto scrivere qualcosa di così audace e folle, quasi visionario; così come la Seconda è la più mozartiana che richiama continuamente Il Flauto Magico. L’Eroica, invece, è una fotografia lucidissima sugli eventi dell’epoca che prelude, quasi ineluttabilmente, alla tragicità della Quarta. Con la Quinta Beethoven apre un suo diario personale, con la sua lotta contro la sordità incombente che lo allontanava dalla convivialità ma lo portava piuttosto a stare con la natura, stato d’animo che dipinge meravigliosamente nella Sesta. Così fino alla Nona dove nonostante l’Inno alla gioia si riscontra una profonda insoddisfazione dell’autore che sembra chiedere a Dio perché non si accorga dell’infelicità che affligge da sempre l’umanità».</p>
<p>Il Festival beethoveniano si aprirà, quindi, il 2 e 3 settembre con le prime tre Sinfonie; proseguirà, il 9 e 10, con l’esecuzione della Quarta e Quinta Sinfonia e poi, il 16 e 17, con la Sesta e la Settima per concludersi il 23 e 24 settembre con l’Ottava e la Nona Sinfonia.</p>
<p>Assai vantaggiosi i costi dei biglietti (da 10 a 30 euro) e degli abbonamenti ai 4 concerti che vanno da un minimo di 35 a un massimo di 100 euro. Ai giovani al di sotto dei 30 anni sarà applicato sull’abbonamento uno sconto del 50%.</p>
<p>I biglietti si possono acquistare presso il Botteghino dell’Auditorium Parco della Musica che chiuderà il 31 luglio per riaprire dopo la pausa estiva il 30 agosto. I call center per acquistare i biglietti, invece rimarranno chiusi solo da 13 al 15 agosto.</p>
<p>Per informazioni: 068082058 &#8211; santacecilia.it</p>
<p>BEETHOVEN A ROMA !<br />
Ore 21.00 &#8211; Sala Santa Cecilia – Auditorium Parco della Musica</p>
<p>Orchestra e Coro dell&#8217;Accademia Nazionale di Santa Cecilia<br />
Kurt Masur direttore</p>
<p>Giovedì 2 , venerdì 3 settembre<br />
Sinfonia n. 1 in do maggiore op. 21, Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 36,<br />
Sinfonia n. 3 &#8220;Eroica&#8221; in mi bemolle maggiore op. 55</p>
<p>Giovedì 9, venerdì 10<br />
Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore op. 60, Sinfonia n. 5 in do minore op. 67</p>
<p>Giovedì 16, venerdì 17<br />
Sinfonia n. 6 &#8220;Pastorale&#8221; in fa maggiore op. 68, Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92</p>
<p>Giovedì 23, venerdì 24<br />
Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93, Sinfonia n. 9 &#8220;Corale&#8221; in re minore op. 125</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bongusto.org/travel/le-9-di-beethoven/11605/administrator/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sagra e Mi.To. per Chailly</title>
		<link>http://www.bongusto.org/travel/sagra-e-mi-to-per-chailly/11546/administrator/</link>
		<comments>http://www.bongusto.org/travel/sagra-e-mi-to-per-chailly/11546/administrator/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 23:20:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bongusto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Music]]></category>
		<category><![CDATA[Theatre]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>
		<category><![CDATA[_italian]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bongusto.org/?p=11546</guid>
		<description><![CDATA[Venerdì 3 settembre 2010 ore 21 – Teatro alla Scala, Milano Concerto di inaugurazione del Festival MITO SettembreMusica a Milano Orchestra del Gewandhaus di Lipsia Riccardo Chailly, direttore Kit Armstrong, pianoforte Programma Robert Schumann Ouverture in do minore per “Genoveva” op. 81 Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 Felix Mendelssohn – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.playbillarts.com/images/photos/chailly460.jpg" alt="" width="460" height="345" /></p>
<p><span id="more-11546"></span>Venerdì 3 settembre 2010 ore 21 – Teatro alla Scala, Milano</p>
<p>Concerto di inaugurazione del Festival<br />
MITO SettembreMusica a Milano</p>
<p>Orchestra del Gewandhaus di Lipsia</p>
<p>Riccardo Chailly, direttore<br />
Kit Armstrong, pianoforte</p>
<p>Programma</p>
<p>Robert Schumann<br />
Ouverture in do minore per “Genoveva” op. 81<br />
Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54</p>
<p>Felix Mendelssohn – Bartholdy<br />
Ouverture “Meeresstille und glückliche Fahrt” op. 27</p>
<p>(prima versione 1828)</p>
<p>Robert Schumann<br />
Sinfonia n.1 in si bemolle maggiore op.38 “Sinfonia Primavera”</p>
<p>Ingressi: posti numerati € 20, € 30, € 40,</p>
<p>sconto MITO € 16, € 24, € 36</p>
<p>Navetta Torino/Milano € 10</p>
<p>Main sponsor Enel<br />
In collaborazione con Teatro alla Scala</p>
<p>Venerdì 3 settembre alle ore 21 al Teatro alla Scala si apre il sipario della quarta edizione del Festival MITO SettembreMusica. Il concerto inaugurale è affidato all’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia diretta da Riccardo Chailly, che è alla testa della prestigiosa compagine tedesca dal 2005 nella duplice veste di direttore musicale e direttore musicale generale dell&#8217;Opera di Lipsia. Per il Festival MITO l’orchestra e il direttore italiano saranno impegnati in un ciclo di quattro grandi concerti, con un doppio appuntamento al Teatro alla Scala, venerdì 3 e sabato 4 settembre e due concerti a Torino il 5 e il 6 settembre all’Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto.</p>
<p>I programmi dei quattro concerti presentano le opere sinfoniche di Robert Schumann insieme con ouverture di Felix Mendelssohn, e si inseriscono nella più ampia rassegnache, dopo il progetto ?aikovskij-Stravinsky del 2007 e il ciclo E ora Prokof’ev della scorsa edizione, il Festival MITO dedica quest’anno alla celebrazioni del 200° anniversario della nascita di Robert Schumann e del suo contemporaneo Fryderyk Chopin.</p>
<p>Il concerto di inaugurazione alla Scala si apre con l’Ouverture in do minore dell’opera teatrale “Genoveva” op. 81 di Schumann, tratta dalla tragedia Leben und Tod der heiligen Genoveva di Ludwig Tieck, la cui musica raggiunge vertici di tormentata drammaticità, seguita dal Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op.54 affidato al diciottenne pianista americano Kit Armstrong, allievo di Brendel, considerato unanimemente un prodigio non solo per le sue doti di esecutore e compositore, ma anche per la matematica, le scienze e le lingue.</p>
<p>Nella seconda parte si potrà ascoltare l’ Ouverture “Meeresstille und glückliche Fahrt” op.27 di Felix Mendelssohn, di Schumann coetaneo e amico fraterno, che a Lipsia ricopriva la carica prestigiosa della direzione dei concerti del Gewandhaus, e la “Sinfonia Primavera” di Schumann, nella revisione di Gustav Mahler che ne ha riequilibrato i pesi dei timbri orchestrali. Si tratta della prima opera sinfonica scritta da Schumann, che<br />
segna il passaggio dalla fase dell’intensa produzione pianistica alla stagione dei lavori per orchestra. L’energia e l’entusiasmo per questo nuovo inizio si rivela pienamente nella realizzazione dell’opera e nell’orchestrazione trasparente e addirittura smagliante.<br />
La nascita della Primavera coincideva anche con l’unione definitiva con la moglie Clara: il carattere festoso di questa prima opera sinfonica ne rappresenta l’emblematica testimonianza. La Sinfonia n.1 in si bemolle maggiore op.38 venne eseguita per la prima volta a Lipsia proprio sotto la direzione di Felix Mendelssohn.</p>
<p>Prima del concerto, alle ore 18 alla Galleria d’Arte Moderna nella Sala da Ballo della Villa Reale, Elena Ghiaurov e Massimiliano Finazzer Flory presentano Le mani di Chopin, letture dall’epistolario di Fryderyk Chopin e George Sand, sullo sfondo del quadro Attrazione di Tranquillo Cremona.</p>
<p>Il Festival MITO SettembreMusica inaugura l’edizione torinese sabato 4 settembre alle 21 all’Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto di Torino con il concerto dell’Orchestra de Paris diretta da Lorin Maazel.</p>
<p>Per informazioni:</p>
<p>Biglietteria MITO<br />
Urban Center &#8211; Galleria Vittorio Emanuele 11/12<br />
telefono 02.88464725 / 02.88464748<br />
c.mitoinformazioni@comune.milano.it<br />
mitosettembremusica.it</p>
<p>Il programma musicale:</p>
<p>Robert Schumann</p>
<p>Ouverture in do minore per “Genoveva” op.81<br />
L’opera teatrale Genoveva op. 81 fu composta nel biennio 1847-1848. Robert Reinick, poeta e pittore di talento amico di Schumann, adattò a libretto la tragedia Leben und Tod der heiligen Genoveva (1799) di Ludwig Tieck. La prima esecuzione di Genoveva ebbe luogo allo Stadt-Theater di Lipsia martedì 25 giugno 1850, sotto la direzione dell’autore, e fu un tiepido<br />
successo di stima. Richard Wagner formulò pesanti e anche insultanti riserve nei confronti della drammaturgia musicale di quest’opera. Oggi Genoveva è riconosciuta come uno dei più limpidi ed essenziali capolavori del teatro musicale tedesco.</p>
<p>Il Concerto per pianoforte in La minore, op.54, fu completato da Robert Schumann nel 1845 .<br />
Nel 1841, Schumann aveva scritto la Phantasie per pianoforte e orchestra. Sua moglie pianista Clara lo spinse ad ampliare questo pezzo in un intero concerto per pianoforte. In 1845 he added the Nel 1845 Schumann aggiunse Intermezzo e Finale.<br />
The work premiered in L&#8217;opera debuttò a Lipsia il 1 ° gennaio 1846 con la moglie Clara nella parte da solista.The work may have been used as a model b</p>
<p>Il Concerto è stato utilizzato come modello da Edvard Grieg nel proprio Concerto per pianoforte , anch’esso in in La minore.<br />
Grieg&#8217;s concerto, like Schumann&#8217;s, employs a single powerful orchestral chord at its introduction before the piano&#8217;s entrance.</p>
<p>Felix Mendelssohn – Bartholdy</p>
<p>Ouverture “Meeresstille und glückliche Fahrt” op.27</p>
<p>(prima versione 1828)<br />
Meeresstille und glückliche Fahrt (Mare calmo e viaggio sereno) Op. 27, è un’ouverture da concerto basata su due celebri poesie di Johann Wolfgang von Goethe, gli stessi versi che ispirarono nel 1815 la cantata omonima di Beethoven.<br />
L’ouverture fu eseguita per la prima volta nel 1828. Edward Elgar cita un tema dell&#8217;ouverture nella variazione n.13 del suo Enigma Variations, a suggerire uno dei suoi “amici” su una nave diretta verso la Nuova Zelanda.</p>
<p>Robert Schumann</p>
<p>Sinfonia n.1 in si bemolle maggiore op.38 “Sinfonia Primavera”</p>
<p>Come la Grande di Schubert, alla quale evidentemente s’ispira, anche la Primavera inizia con un breve assolo dei corni, cui s’aggiungono le trombe: una sorta di singolare appello al quale risponde pomposamente l’intera orchestra, che poi a sua volta introduce, dopo l’andante un poco maestoso dell’inizio, l’Allegro molto vivace, il cui primo tema si rifà in tempo mosso al motto dell’incipit. La seconda idea possiede un carattere più raccolto, mentre tutto lo sviluppo si snoda con energico  slancio ritmico. Il larghetto successivo è brano d’incantevole bellezza melodica, la cui evidente natura liederistica si dispiega con soave cantabilità dagli archi. Segue lo Scherzo che si rifà all’ultimo inciso melodico esposto dai tromboni alla fine del secondo movimento. Si tratta di una pagina scorrevole, lontana dal drammatico vigore beethoveniano. La sinfonia si chiude, dopo quattro introduttive battute solenni, con un Allegro animato e grazioso.</p>
<p>Biografie</p>
<p>Orchestra del Gewandhaus di Lipsia<br />
È l’orchestra cittadina più antica del mondo. Nucleo fondamentale dell’orchestra era la società per concerti „Großes Concert“, fondata del 1743 da sedici mercanti. In occasione del trasferimento al mercato pubblico di abiti nel 1781, l’ensemble prese il nome di „Gewandhausorchester“. Nel 1884 comprò la nuova sala da concerti, edificata grazie alla vendita di Stiftungs-Anteilen e distrutta successivamente durante un attacco aereo del 1944. Nel 1981 fu inaugurata la nuova Gewandhaus in Augustusplatz. Poche altre formazioni musicali furono legate allo sviluppo della tradizione della musica sinfonica come la Gewandhausorchester. Si suonarono, ad esempio, ancora ai tempi in cui i compositori erano in vita, tutte le sinfonie di Beethoven, si deve</p>
<p>all’orchestra anche la prima esecuzione mondiale del ciclo Bruckner, così come il primo ciclo Shostakovic  negli anni Settanta.<br />
L’orchestra del Gewandhaus si caratterizza grazie a un vasto e straordinario repertorio e a un’eccezionalmente alta densità di esecuzioni, anche per quanto riguarda il campo degli incarichi (?): orchestra per concerti,<br />
orchestra per l’Opera di Lipsia e orchestra da camera; quest’ultima, insieme al celeberrimo coro dei Thomanern, dà vita alle cantate nella Thomaskirche. Grazie alle oltre 200 esecuzioni in questi tre luoghi musicali e alle tourneé, l’Orchestra del Gewandhaus rappresenta il centro musicale della città di Lispia e la sua più importante offerta musicale.<br />
Alcuni tra i più illustri direttori d’orchestra della Gewandhaus furono Felix Mendelssohn Bartholdy, Arthur Nikisch, Wilhelm Furtwängler, Bruno Walter. Kurt Masur (fino al 1996) e Herbert Blomstedt (1998-2005) sono i direttori onorari della Gewandhausorchester.</p>
<p>Riccardo Chailly</p>
<p>Chailly ricopre, dall’inizio della stagione musicale 2005/06, l’incarico di direttore della Gewandhausorchester.<br />
Nato a Milano, ha diretto le più prestigiose orchestre nei teatri d’opera più importanti del mondo. Intrattiene strette collaborazioni con festival rinomati, come ad esempio il Salzburger Festspiele, il Lucerne Festival,<br />
l’Edinburgh Festival e il London PROMS. Dal 1983 al 1986 è stato Principal Guest Conductor della London Philharmonic Orchestra e dal 1982 al 1989 Chefdirigent della Radio-Symphonie-Orchester di Berlino. Dal 1986 al 1993 è stato direttore musicale del Teatro Comunale di Bologna e dal 1988 al 2004 Chefdirigent della Royal Concertgebouw Orchestra. Contemporaneamente, ha diretto dal 1999 al 2005 l’Orchestra Sinfonica di Milano «Giuseppe Verdi». Nel 1994 gli è conferito il titolo di Grande Ufficiale, nel 1998 il titolo di Cavaliere di Gran Croce della repubblica italiana. Nel 1996 è stato designato membro d’onore della Royal Academy of Music di Londra. Riccardo Chailly ha un contratto esclusivo con la casa discografica DECCA. Per le incisioni di più di 150 CD, di cui dieci opere, ha ricevuto numerosi premi: tra i quali più volte l’Edison Prize e il Gramophone Award, e inoltre: Diapason d’or, Academy Charles Cross Award, Unga Konotomo Award<br />
Japan, Toblacher Komponierhäuschen-Preis e diverse nomination ai Grammy, nonché il premio annuale 2005 della Deutschen Schallplattenkritik. Nel 1998 è nominato artista dell’anno dalle riviste «Diapason» e «Gramophone». Alle ultime registrazioni con la Gewandhausorchester sono stati conferiti nel 2006 il premio ECHO-Klassik e nel 2007 il Classic FM Gramophone Award nelle categorie ‘Konzert’ e ‘Record of the year’. Il primo incontro artistico di Riccardo Chailly con l’orchestra del Gewandhaus è avvenuto nel 1986, in occasione del Salzburger Festspiele.</p>
<p>Kit Armstrong</p>
<p>Kit Armstrong, nato nel 1992, è pianista e compositore eccezionalmente dotato per la matematica, le scienze e le lingue. All’età di cinque anni avvia gli studi di pianoforte e composizione e a soli sette anni è il più giovane<br />
studente mai ammesso alla Chapman University of California. Soltanto due anni dopo inizia a studiare scienze e musica a tempo pieno presso la stessa università. Nel frattempo si divide tra Londra e Parigi e studia alla<br />
Royal Academy of Music e all’Imperial College di Londra. Da diversi anni riceve inoltre regolarmente lezioni da Alfred Brendel. Dal suo debutto in concerto all’età di otto anni, Kit Armstrong si è già esibito numerose volte da solista in recital e in concerti con orchestra. Ad esempio, ha eseguito nel 2005 il Concerto per pianoforte n. 1 di L. van Beethoven sotto la direzione di Sir Charles Mackerras e si è esibito allo Steinway and Sons Anniversary Concert della Carnegie Hall. Nella stagione 2009/2010 ha debuttato a Lipsia e Tokyo con la Gewandhausorchester, sotto la direzione di Riccardo Chailly, con il Concerto in re minore di Bach (per clavicembalo, archi e continuo). È tornato a esibirsi con la Gewandhausorchester nell’estate del 2010 in più<br />
occasioni, con il Concerto per pianoforte e orchestra in la minore di Schumann. Altri concerti lo portano, tra gli altri, al Klavierfestival di Ruhr, al Schwetzinger Festspiele, a Colonia alla WDR-Sinfonieorchester, alla Kammerorchester di Zurigo, alla Philharmonia di Londra, ma anche a Vienna, Baden-Baden, Dortmund e Monaco di Baviera. Il suo vasto repertorio abbraccia opere di Haydn, Schubert, Chopin, Schumann, Liszt,<br />
Brahms, Debussy e Ravel, nonché i 48 preludi e fughe del Clavicembalo ben temperato voll. I e II, e l’integrale delle Invenzioni a due e tre voci di J. S. Bach, le 18 Sonate per pianoforte di W. A. Mozart e le 15 Sonate per<br />
pianoforte di L. van Beethoven. Kit Armstrong si è già cimentato come compositore nei più diversi generi musicali. Tra le sue composizioni si trovano numerosi pezzi per pianoforte solo, due quartetti per archi, un<br />
quintetto per pianoforte, un quintetto per fiati e anche la sinfonia Celebration eseguita per la prima volta dalla Pacific Symphony Orchestra. Kit Armstrong è stato insignito per cinque anni successivi del Morton Gould Young Composer Award. Per il suo brano Struwwelpeter per viola e pianoforte ha vinto la prestigiosa borsa di studio «Charlotte V. Bergen» che viene conferita ai giovani compositori di spicco.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bongusto.org/travel/sagra-e-mi-to-per-chailly/11546/administrator/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
