Stagione d’opera e balletto, teatro musicale e sinfonica 2010
In data odierna la Fondazione Teatro Carlo Felice ha presentato la Stagione d’Opera e Balletto, Teatro Musicale e Sinfonica relativa all’anno solare 2010.
Una stagione lirica all’insegna del grande repertorio operistico italiano ed una stagione sinfonica in gran parte incentrata sul romanticismo tedesco, s’intersecano nel cuore dell’Ottocento per delineare un percorso che tocca autori, luoghi e storie che appartengono ormai all’immaginario collettivo di ognuno di noi.
Tra Il Barbiere di Siviglia di Rossini (Roma, 1816) – frutto maturo del teatro comico – a L’opera da tre soldi di Brecht (Berlino, 1928) – manifesto di un teatro musicale divenuto satira sociale – passano soltanto centodieci anni: un arco tutto sommato breve in cui nasce e si consuma la temperie romantica, le nazioni inseguono e conquistano la loro indipendenza, gli imperi europei si riassettano dopo le tempeste napoleoniche e infine crollano dopo il primo conflitto mondiale.
La musica vive i fermenti, anticipa le idee, rompe gli schemi.
Il Barbiere coglieva i vertici di una comicità che appartiene al secolo precedente, Lucia immergeva nelle nebbie di Walter Scott la follia dell’eroina romantica per eccellenza, Nabucco dava voce al popolo italiano che covava ribellioni pronte a sfociare nei moti del 1848: intanto Napoleone cadeva a Waterloo, la Restaurazione toglieva ogni illusione di libertà, l’impegno intellettuale si tacitava o si nascondeva in seno alle società segrete.
Mazzini propugnava una riforma del melodramma in senso morale e patriottico.
Wagner andava in esilio dopo aver preso parte ai moti del ‘48 a Lipsia: Tristan und Isolde nasceva nel dorato rifugio svizzero, illuminato dall’amore di Mathilde Wesendonck.
Verdi scopriva a Parigi il teatro di Alexandre Dumas, trasfigurando La dame aux camélias in Traviata.
Alla fine del secolo, quando il melodramma parlava il nuovo linguaggio verista, Puccini costruiva il suo teatro su una drammaturgia che anticipava la nuova arte: il cinema, decima musa ancora da scoprire. Tosca apriva l’alba del nuovo secolo a Roma, nella Capitale dello stato unitario.
Nel cartellone lirico direttori di grande prestigio, come Gelmetti ed Oren, si alternano con giovani bacchette emergenti dal mercato internazionale, come Hämäläinen, Mianiti e Pérez Sierra, o di consolidata esperienza come Carminati.
Tra gli interpreti appaiono alcuni dei protagonisti più amati della ribalta lirica – Dessì, Theodossiou Armiliato, Antoniozzi – accanto agli esponenti emergenti delle nuove generazioni – Storey, il Tristano scaligero, Rancatore, Stiyanov, Pizzolato – e giovanissimi talenti, già sperimentati sui palcoscenici internazionali. Per Kurt Weill figurano le voci di Ranieri e Gaia Aprea, ideali per i songs brechtiani. Gli allestimenti sono di particolare interesse: alcuni nuovissimi come il Nabucco – con la regia di Saverio Marconi – che andrà in scena in gennaio a Palermo e L’opera da tre soldi – firmata da De Fusco – che nascerà a Napoli; ovvero storici come la Tosca del 1900, con scene e costumi di Hohenstein, concepiti per la prima rappresentazione al teatro Costanzi, affidato alla regia di Giacchieri; altri ormai classici, come Il Barbiere di Siviglia coloratissimo di Emanuele Luzzati rinnovato dalla regia di Tato Russo, La Traviata con lo specchio reclinato di Svoboda e la regia di Brockhaus, Tristan und Isolde di Cobelli e Balò, creato al Carlo Felice nel 1998.
Due eventi di teatro musicale contemporaneo arricchiscono il cartellone. Il flauto magico, rivisitato dall’Orchestra di Piazza Vittorio mostra la vitalità del messaggio mozartiano calato nella contemporaneità. La nuova versione di Concha Bonita, proposta da Nicola Piovani – che salirà sul podio – è ulteriore motivo d’interesse per questa commedia fantastica che la regia di Alfredo Arias ha fatto amare ai pubblici europei.
La danza offre un balletto sulla vicenda di Anna Karenina, con Eifman Ballet Theatre e una serata dedicata ai Ballets Russes, con le Ballet de Lorraine: le musiche di Debussy e Stravinskij illuminano le coreografie di Nijinskij, Fokine e Bronislava Nijinska.
La Stagione sinfonica si svolge introrno ai due cicli dedicati a Mendelssohn e a Chopin: il primo, affidato a Gabor Ötvös, offre l’integrale delle Sinfonie; il secondo, con Lonquich direttore e pianista, inquadra i Concerti chopiniani tra Beethoven e la nuova stagione romantica. Un omaggio alla musica corale di Schumann, con – a specchio – le composizioni di Brahms nei concerti diretti da Kocsár e Mena, completa il percorso.
Il programma sinfonico si concede un’escursione nell’America di Gershwin e di Bernstein – con Marshall direttore e pianista – , un concerto dedicato alle riscritture novecentesche di musiche del passato (con le firme illustri di Stravinskij e Berio, e dei contemporanei Ferrero e Sollima) diretto da Bernacer, un programma che traccia un filo rosso tra il Ravel di Ma mère l’oye, Nino Rota e il Prokofiev di Romeo e Giulietta con Guidarini sul podio, un concerto Natalizio dedicato ai Mozart, padre e figlio, diretto da Benedetti Michelangeli.
L’Orchestra, il Coro, le Maestranze del Carlo Felice sono i protagonisti di ogni evento: coinvolti in una programmazione rivolta alla città, per una qualità all’altezza della Tradizione.

























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