ARENA di VERONA
88° Festival 2010
18 giugno – 29 agosto
Franco Zeffirelli e l’Arena
18 giugno – 1, 16, 24, 30 luglio – 13, 20 agosto
Turandot
di Giacomo Puccini
Nuovo Allestimento
19, 25 giugno – 3, 8, 13, 18, 22, 25, 27, 31 luglio
8, 10, 15, 17, 22, 26, 29 agosto
Aida
di Giuseppe Verdi
26 giugno – 2, 9, 14, 17, 21, 28 luglio – 6 agosto
Madama Butterfly
di Giacomo Puccini
10, 15, 20, 23, 29 luglio – 12, 18, 21, 24, 27 agosto
Carmen
di Georges Bizet
7, 11, 14, 19, 25, 28 agosto
Il Trovatore
di Giuseppe Verdi
Regie e scene di Franco Zeffirelli
Informazioni e prenotazioni – Infomationen und Kartenvorverkauf – Information and Bookings
+39 045 8005151 - www.arena.it
In caso di necessità la Fondazione Arena di Verona si riserva il diritto di modificare il presente programma
Prezzi/Preise/Prices 2010
Recite del venerdì e sabato Altre recite
Friday and Saturday performances Other performances
Aufführungen Freitag u. Samstag Sonstige Aufführungen
Poltronissima GOLD 198,00 € 183,00 €
1.Parkett GOLD – 1st sector stalls GOLD
Poltronissima 168,00 € 153,00 €
1.Parkett – 1st sector stalls
Poltrona 127,00 € 116,00 €
2.Parkett – 2nd sector stalls
Poltroncina numerata di gradinata 104,00 € 94,00 €
Nummerierter bestuhlter Stufenplatz
Numbered seats on the steps
Poltr.ina num.di grad. rid. ———– 79,00 €
Reduz. Numm.bestuhlter Stufenplatz
Numb.seats on the steps at a reduced rate
Poltroncina numerata di gradinata laterale 84,00 € 73,00 €
Seitlicher nummerierter bestuhlter Stufenplatz
Lateral numbered seats on the steps
Poltr.ina num.di grad. laterale rid. ———– 59,00 €
Reduz. Seitlicher numm.bestuhlter Stufenplatz
Lateral numb. seats on the steps at a reduced rate
Gradinata
Nicht Numm.Rangplatz/Unreserved stone steps
Settori D e E 27,50 € 25,50 €
Settori D e E rid. ———– 21,00 €
Settori C e F 23,00 € 21,00 €
Settori C e F rid. ———– 18,00 €
Informazioni e Prenotazioni – Infomationen und Kartenvorverkauf -
Information and Bookings
+39 045 8005151
Stagione Artistica 2009-2010 al Teatro Filarmonico
dal 15 settembre parte il rinnovo degli abbonamenti
La stagione artistica 2009-2010, che la Fondazione Arena di Verona propone al Teatro Filarmonico, è alle porte e i vecchi abbonati potranno rinnovare il proprio abbonamento presso la biglietteria (di via Dietro Anfiteatro 6/b) dal prossimo martedì 15 settembre 2009 .
Come di consueto sono disponibili varie formule: per la Stagione Sinfonica due turni di abbonamento con 12 appuntamenti ciascuno, per la Stagione Lirica e di Balletto i quattro classici turni A – B – C – D che comprendono le quattro opere e i tre balletti in programma, oltre ai due turni, E solo per le quattro opere, e F solo per i tre balletti.
I nuovi abbonati per la stagione Lirica e di Balletto dovranno invece attendere martedì 13 ottobre 2009, mentre per la Stagione Sinfonica mercoledì 30 settembre 2009.
La Stagione Artistica 2009-2010 promossa dalla Fondazione Arena di Verona al Teatro Filarmonico inizierà il 23 ottobre 2009 con il concerto del tenore Andrea Bocelli che apre la serie di 14 concerti (di cui 2 fuori abbonamento) che faranno riecheggiare le note di Berlioz, Puccini, Wagner, Schumann, Mendelssohn, Beethoven, Rota e Gershwin fino al 21 maggio.
La stagione lirica e di balletto, che comprende sette appuntamenti, si aprirà invece il 7 novembre con il balletto Seconda Pelle su musica di Michel Audisso, a cui seguirà la prima esecuzione in tempi moderni di un’opera di Antonio Salieri Il Mondo alla rovescia. Il cartellone comprende inoltre l’operetta Cin-ci-là di Lombardo e Ranzato, La Bohème di Puccini con i vincitori del VIII Concorso di Internazionale di Canto dell’Istituto Internazionale per l’Opera e la Poesia, con il balletto su L’Opera da tre soldi di Kurt Weil e Bertold Brecht, l’opera Roméo et Juliette di Charles Gounod, e infine il terzo balletto Il Corsaro.
Le vendite dei biglietti per i singoli spettacoli avranno invece inizio lunedì 19 ottobre 2009 per la Stagione Sinfonica e martedì 27 Ottobre 2009 per la Stagione Lirica e di Balletto.
Per tutte le tipologie di posto e di abbonamento sono state istituite speciali tariffe ridotte over 65 e under 26.
Per informazioni e dettagli sull’intera programmazione del Teatro Filarmonico si può chiamare il numero 045 8005151 o visitare il sito www.arena.it
Il Settembre dell’Accademia 2009
Teatro Filarmonico di Verona
7 settembre – 10 ottobre 2009
Al via il 7 settembre prossimo la diciottesima edizione del “Settembre dell’Accademia”, la rassegna che porta a Verona ogni anno le migliori orchestre internazionali. Saranno nove gli appuntamenti presso il Teatro Filarmonico nell’arco di un mese nel quale il pubblico avrà modo di esplorare il repertorio sinfonico classico e romantico, vero cuore musicale della rassegna. Come ogni anno i riferimenti geografici che si rappresentano nel festival mostrano una varietà di paesi, dunque di stili esecutivi, che confluiscono a Verona: quest’anno rappresenteranno la loro tradizione nel palcoscenico del Filarmonico San Pietroburgo (Orchestra Filarmonica), Vienna (Gustav Mahler Jugendorchester), Tel Aviv (Israel Philharmonic), Toulouse (Orchestre du Capitole), Brema (Deutsche Kammerphilharmonie), Roma (Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia) e Amsterdam (Royal Concertgebouw Orchestra).
Ed è il direttore sicuramente più amato in questi anni al “Settembre”, Yuri Temirkanov alla sua sesta apparizione (le precedenti nel 1996, 1998, 2000, 2005, 2007) che darà il via al festival, il 7 settembre, con la sua Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo. Questa volta Temirkanov mette da parte l’amato Cajkovskij per un programma monografico dedicato a Prokofiev, di cui è impareggiabile interprete. Il programma accompagna tre diversi aspetti dello stile del compositore: l’elemento ironico e antirealistico degli esordi nella Suite dell’Amore delle tre melarance, l’omaggio al classicismo haydniano nella Sinfonia Classica, la solida enfasi sinfonica dell’ultimo periodo nella Sinfonia n. 5.
La Gustav Mahler Jugendorchester è una delle più belle realtà orchestrali giovanili del mondo. E’ nata dalla volontà di Claudio Abbado e l’11 settembre prossimo sarà nelle mani di un direttore in ascesa, Jonathan Nott con un programma che illustra due aspetti diversi del tardoromanticismo: dalle libere associazioni formali del poema sinfonico Also sprach Zarathustra di Strauss alla rinnovata fiducia nella Sinfonia come genere di un autore fortemente ancorato alla tradizione ma allo stesso tempo originalissimo, Anton Bruckner, di cui si esegue la Quarta, soprannominata “Romantica”.
Riccardo Muti lasciò un ricordo indelebile due anni fa quando diresse al “Settembre dell’Accademia” la Chicago Symphony Orchestra. Quella tournée fu foriera di un incarico di direttore stabile del Maestro italiano con l’orchestra americana, ma le collaborazioni di Muti con le migliori orchestre del mondo continuano e ci permettono di ascoltarlo, il 15 settembre, con la Israel Philharmonic Orchestra, in un programma classicissimo che prevede la Sinfonia n. 4 “Italiana” di Mendelssohn e la n. 3 “Eroica” di Beethoven.
Al debutto al Festival veronese è l’Orchestre du Capitole de Toulouse diretta da Tugan Sokhiev, suo direttore principale, il 20 settembre. Con Sokhiev, giovane ma ben noto in Italia per aver diretto recentemente alla Scala e a S. Cecilia, l’orchestra ha trovato un rilancio internazionale e collaborazioni di lusso, come quella con il pianista Nelson Freire, il cui recente Concerto n. 2 di Brahms (che eseguiranno a Verona ) in disco è stato giudicato dagli esperti uno dei migliori della storia della discografia. La Sinfonia Fantastica di Berlioz darà poi modo all’orchestra di mostrare il suo grado di virtuosismo musicale e di dare risalto alle sgargianti qualità timbriche dell’opera.
Dopo le alte temperature romantiche dei primi concerti, una boccata di limpido classicismo sarà apprezzata, grazie ad un ensemble specialista in Mozart, la Deutsche Kammerphilharmonie di Brema, orchestra giovane e dinamica che il 23 settembre si esibirà diretta da Louis Langrée con un programma monografico sul salisburghese, che va dalla musica funebre massonica al Concerto K. 453 (solista Peter Jablonsky) alla Sinfonia “Praga”.
Per il 26 settembre l’Accademia Filarmonica dà spazio ad un concerto singolare: cinque giovani pianisti, Giuseppe Andaloro, Federico Gianello, Anna Kravtchenko, Alberto Nosé ed Enrico Pace, si esibiranno in successione sul palcoscenico del Filarmonico. Ciò che li accomuna è l’essere docenti della Accademia Steinway, una scuola di alto perfezionamento pianistico, sostenuta dalla Steinway Society, che avrà sede a Verona.
Si torna al concerto per grande orchestra sinfonica il 30 settembre, con uno dei più grandi direttori d’orchestra viventi, Lorin Maazel, che in primavera ha riallacciato la collaborazione con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e con la quale si esibisce al “Settembre” per una unica data italiana. Maazel ha voluto invitare per questa serata il violinista lituano Julian Rachlin, con il quale collabora da quando questi fu lanciato come enfant prodige, a 11 anni. Insieme suoneranno il Concerto di Cajkovskij, nella seconda parte i turgori romantici della Seconda Sinfonia di Sibelius. Una curiosità: il brano d’apertura è l’ouverture de I Capuleti e i Montecchi, l’opera con cui Maazel debuttò in Italia nel 1957.
Un recente sondaggio, promosso dalla rivista inglese Gramophone, ha consacrato l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam quale migliore orchestra del mondo. Il suono profondo e brillante, la perfezione come modello esecutivo sono caratteristiche che rendono i concerti di questa orchestra dei veri avvenimenti come quello che attende Verona il 5 ottobre. Per eseguire la Prima Sinfonia di Mahler sarà diretta dall’oxfordiano Daniel Harding, che si ripresenta per la terza volta al “Settembre” con un autore che compare sempre più spesso nei suoi programmi.
Il “Settembre dell’Accademia” e “VeronaContemporanea”, la rassegna di musica del nostro tempo, uniscono le loro forze per l’ultimo concerto del “Settembre”, il 10 ottobre, grazie all’importanza del progetto che ruota attorno al giovanile Concerto per pianoforte di Bruno Maderna, che verrà suonato in prima esecuzione, incastonato tra due capolavori del Novecento, il maturo Quadrivium di Maderna e le Sinfonie di fiati di Stravinskij. Il concerto segna il passaggio del percussionista e direttore veronese Carlo Miotto dalle file dell’Orchestra della Fondazione Arena al podio. Aldo Orvieto pianista.
L’Accademia Filarmonica e la Fondazione Arena hanno per l’occasione organizzato una giornata di studi dedicata a Bruno Maderna presso la Sala Maffeiana, curata da Rossana Dalmonte e Mario Baroni.
Yuri Temirkanov
Dal 1988, Yuri Temirkanov è Direttore artistico e Direttore principale dell’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo. Tra gli altri suoi incarichi, quello di Direttore musicale dell’Orchestra sinfonica di Baltimora, di Principale Direttore ospite dell’Orchestra sinfonica della Radio nazionale danese e di Direttore laureato della Royal Philarmonic Orchestra di Londra. Nato nella città caucasica di Nal’chik, Temirkanov ha cominciato gli studi musicali a nove anni. Tredicenne, ha poi frequentato la Scuola di Leningrado per allievi particolarmente dotati dove ha proseguito a studiare viola e violino. Dopo la laurea, ha frequentato il Conservatorio di Leningrado, completando gli studi di viola; successivamente ha ripreso gli studi di direzione, laureandosi nel 1965. Dopo aver vinto il prestigioso Concorso nazionale pansovietico di direzione nel 1966, Temirkanov viene invitato da Kiril Kondrashin in una tournée in Europa e negli USA con il leggendario violinista David Oistrakh e l’Orchestra Filarmonica di Mosca. Ha poi debuttato con l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo (già Filarmonica di Leningrado), agli inizi del 1967; in seguito, viene invitato a far parte della stessa orchestra come vice del direttore Yevgeny Mravinsky.
Nel 1968 è nominato Primo Direttore dell’Orchestra Sinfonica di Leningrado: ricopre l’incarico sino a quando, nel 1976, diviene direttore musicale dell’Opera e del Balletto di Kirov (ora Teatro Mariinsky), dove rimane sino al 1988.
È il primo artista russo a cui è stato permesso di dirigere negli Stati Uniti dopo la ripresa delle relazioni culturali con l’Unione Sovietica alla fine della guerra in Afghanistan nel 1988. Si è esibito con le migliori orchestre europee tra cui la Filarmonica di Berlino, la Filarmonica di Vienna, la Staatskapelle di Dresda, la London Philarmonic, la London Symphony, la Royal Concertgebouw, l’Orchestra di Santa Cecilia e quella della Scala. Dopo il debutto londinese con la Royal Philarmonic Orchestra, nel 1977 diventa Primo direttore ospite, mantenendo la carica sino al 1998, quando diviene Direttore Laureato. Dal 1992 al 1997 è stato anche il Primo Direttore ospite dell’Orchestra Filarmonica di Dresda e, nel 1998, gli è stato conferito l’incarico di Primo Direttore ospite dell’Orchestra sinfonica della Radio nazionale danese. Si reca regolarmente negli USA per dirigere le più importanti orchestre di New York, Filadelfia, Boston, Chicago, Cleveland, San Francisco e Los Angeles. Tra le sue numerose incisioni, la collaborazione con la Filarmonica di San Pietroburgo, l’Orchestra Filarmonica di New York, l’Orchestra sinfonica della Radio nazionale danese e la London Royal Philarmonic Orchestra. Con queste formazioni ha registrato la serie completa dei balletti di Stravinskij e il ciclo delle sinfonie di Cajkovskij. Durante le vacanze di Natale, per dieci giorni, il maestro Temirkanov dirige il Festival Internazionale Invernale delle Arti a San Pietroburgo dove vengono invitati i più importanti solisti del mondo. Nel 2003, il presidente Vladimir Putin gli ha conferito la Medaglia Presidenziale. Nel 2002 ha ricevuto il Premio Abbiati come Miglior Direttore e, ancora nel 2003, è stato designato in Italia come Direttore dell’Anno.
Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo
L’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, diretta da Yuri Temirkanov, è la più antica orchestra russa. Nasce ufficialmente nel 1882: prima di quella data è già ormai parte integrante della storia della vita musicale nell’ex capitale dell’impero russo. Quando nel 1703 Pietro il Grande pose la prima pietra della città di San Pietroburgo, già aveva in mente che la sua nuova capitale sarebbe stata una città europea. Importanti compositori e musicisti, italiani prima e tedeschi poi, vissero e operarono nella città sulla Neva. Nel 1802 un gruppo di aristocratici russi amanti della musica fonda la prima associazione filarmonica cittadina. Il 19 ottobre 1917, durante la grande Rivoluzione d’Ottobre, un decreto trasforma la formazione in orchestra statale il cui primo concerto pubblico avviene l’8 novembre. Un anno dopo, l’orchestra viene incorporata nella Filarmonica di Pietrogrado che diventò la prima e più importante istituzione musicale dell’URSS. Nell’ottobre 1920 il Commissario del Popolo per l’Istruzione, Anatoly Lunacharsky, promulga il seguente decreto: «Dichiaro che la Filarmonica Statale di Pietrogrado è l’unica istituzione sinfonica della repubblica e come tale è un ente modello ed esemplare. Qualsiasi inosservanza che causi la cattiva organizzazione delle attività orchestrali o qualsiasi altro tentativo di annientarle verrà considerato, con questo decreto, tradimento. L’Orchestra Filarmonica di Stato di Pietrogrado dovrà rimanere un’Istituzione inviolabile d’importanza nazionale». Nel 1938, Mravinsky subentra come direttore musicale, conservando poi questo incarico per quasi cinquant’anni. La grande amicizia artistica tra Mravinsky e Sostakovic fece sì che proprio Mravinsky divenne il primo e più celebrato interprete delle opere del compositore russo. Spesso l’orchestra ha eseguito in prima assoluta le opere di Sostakovic le cui composizioni hanno ora un posto di riguardo nel repertorio dell’ orchestra.
Dopo la morte di Mravinsky, nel 1988 Yuri Temirkanov viene nominato Direttore musicale e Primo Direttore dell’orchestra. La celebre compagine ha suonato in oltre venticinque nazioni, in Europa, in Asia e in America. È stata diretta da Stokowski, Munch, Cluyens, Markevitch, Kosef Krips, Kodaly e Britten. Nel 1991, in seguito al nuovo nome della città, da Filarmonica di Leningrado, l’orchestra diviene Filarmonica di San Pietroburgo. Nell’ultimo decennio la formazione ha partecipato a importanti tournée in Germania, Svizzera, Austria, Spagna, Italia, Inghilterra, Usa, Sud America, Estremo Oriente e Giappone. Si è esibita nei principali festival estivi tra cui quelli di Lucerna, Salisburgo, Edimburgo e nei Concerti all’aperto della BBS.
La stagione 2007/08 è stata particolarmente ricca per la Filarmonica. L’orchestra ha celebrato il 125° anniversario con due serie di concerti in abbonamento e con la partecipazione al festival invernale Arts Squame, con Evgeny Kissin. Nella Philharmonic Hall con Krzysztof Penderecki ha eseguito il suo Requiem Polacco, in concerto con Rodion Shchedrin. L’orchestra ha anche visitato gli USA con un tour, che comprendeva tre concerti alla Carnegie Hall.
Jonathan Nott
Riccardo Muti
Nato in Inghilterra, Jonathan Nott ha studiato musica all’Università di Cambridge, flauto e canto a Manchester e direzione d’orchestra a Londra. Designato Kapellmeister all’Opera di Francoforte nel 1989 e primo kapellmeister all’Opera di Wiesbaden nel 1991, ha diretto tutto il repertorio operistico e il suo primo ciclo del Ring di Wagner. Contemporaneamente ha iniziato la collaborazione con l’Ensemble Modern. Tra il 1997 e il 2002 è stato direttore principale della Lucerne Symphony Orchestra e dal 2000 al 2003 dell’Ensemble Intercontemporain a Parigi, dove torna tuttora spesso come direttore ospite.
Quale direttore principale della Bamberg Symphony Orchestra dal 2000 si è esibito ai festival delle Notti Bianche, Edimburgo e Salisburgo, a New York, Giappone, Cina, Sudamerica, BBC Proms.
Come direttore ospite Nott ha lavorato con l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam, la Ndr di Amburgo, Gewandhaus di Lipsia, NHK Symphony, Philharmonia e Philharmonic di Londra, New York, Los Angeles, Monaco e Berlino. Con quest’ultima ha inciso tutti i lavori sinfonici di Ligeti.
La stagione 2006/7 ha visto il completamento della registrazione delle Sinfonie di Schubert e nuove pubblicazioni di musiche di Mahler e Stravinsky; nella stagione successiva Nott ha direttocon i Wiener Philharmoniker, Gewandhaus di Lisia, Camerata Salzburg e Lucerne Symphony. Nella stagione 2008/9 dirige l’Orchestra dell’Opera di Parigi, la NHK Symphony e la Gustav Mahler Jugendorchester in un tour europeo. Progetti futuri prevedono collaborazioni con la Cleveland Orchestra, la Tonhalle di Zurigo e l’Ensemble Intercontemporain.
Gustav Mahler Jugendorchester
Fondata a Vienna nel 1986 su iniziativa dell’attuale Direttore stabile, il maestro Claudio Abbado, è oggi considerata fra le migliori orchestre giovanili a livello internazionale, ed è stata la prima ad aprire le proprie audizioni anche ad artisti di paesi dell’ex blocco orientale; inoltre, dal 1992 ne fanno parte anche musicisti europei di età superiore ai 26 anni. Attualmente è patrocinata dal Consiglio Europeo.
Alle audizioni che hanno luogo ogni anno in più di 25 città europee, una giuria formata da Claudio Abbado seleziona candidati su una media di 1500 richieste. Importanti musicisti d’orchestra, per esempio dale orchestre di Vienna e Berlino sono membri di questa giuria e intervengono nello sviluppo della preparazione nelle sezioni individuali durante le prove d’orchestra.
Nel repertorio della GMJO, che spazia dalla musica classica a quella contemporanea, si dà particolare spazio alle grandi composizioni sinfoniche del periodo romantico e tardo- romantico. Per il suo elevato livello artistico, l’hanno guidata molti fra i massimi direttori, come in particolare, oltre a Claudio Abbado, Pierre Boulez, Myung-Whun Chung, Bernard Haitink, Mariss Jansons, Ingo Metzmacher, Kent Nagano, Seiji Ozawa e Franz Welser-Möst; fra i solisti ricordiamo Martha Argerich, Yuri Bašmet, Renaud e Gautier Capuçon, Matthias Goerne, Thomas Hampson, Evgenij Kissin, Radu Lupu, Anne-Sophie Mormorano, Anne Sofie von Otter, Maxim Vengerov e Frank-Peter Zimmermann.
La GMJO si è esibita in tutte le più importanti sale da concerto europee e in numerosi festival, come fra gli altri quelli di Lucerna, Salisburgo ed Edimburgo, e i BBC Proms.
Molti musicisti che ne hanno fatto parte suonano ora con le più importanti orchestre europee, in diversi ricoprendo le posizioni principali.
Riccardo Muti
A Napoli, città in cui è nato, studia pianoforte con Vincenzo Vitale, diplomandosi con lode nel Conservatorio di San Pietro a Majella. Prosegue gli studi al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, sotto la guida di Bruno Bettinelli e Antonino Votto, dove consegue il diploma in Composizione e Direzione d’orchestra.
Nel 1967 la prestigiosa giuria del Concorso “Cantelli” di Milano gli assegna all’unanimità il primo posto, portandolo all’attenzione di critica e pubblico. L’anno seguente viene nominato Direttore Principale del Maggio Musicale Fiorentino, incarico che manterrà fino al 1980. Già nel 1971, però, Muti viene invitato da Herbert von Karajan sul podio del Festival di Salisburgo, inaugurando una felice consuetudine che lo porterà, nel 2001, a festeggiare i trent’anni di sodalizio con la manifestazione austriaca. Gli anni Settanta lo vedono alla testa della Philharmonia Orchestra di Londra (1972-1982), dove succede a Otto Klemperer; quindi, tra il 1980 e il 1992, eredita da Eugène Ormandy l’incarico di Direttore Musicale della Philadelphia Orchestra.
Dal 1986 al 2005 è direttore musicale del Teatro alla Scala: prendono così forma progetti di respiro internazionale, come la proposta della trilogia Mozart-Da Ponte e la tetralogia wagneriana. Accanto ai titoli del grande repertorio trovano spazio e visibilità anche altri autori meno frequentati: pagine preziose del Settecento napoletano e opere di Gluck, Cherubini, Spontini, fino a Poulenc, con quelle Dialogues des Carmélites che gli hanno valso il Premio “Abbiati” della critica. Il lungo periodo trascorso come direttore musicale dei complessi scaligeri culmina il 7 dicembre 2004 nella trionfale riapertura della Scala restaurata dove dirige l’Europa riconosciuta di Antonio Salieri.
Nel corso della sua straordinaria carriera Riccardo Muti dirige molte tra le più prestigiose orchestre del mondo: dai Berliner Philharmoniker alla Bayerischen Rundfunk, dalla New York Philharmonic all’Orchestre National de France alla Philharmonia di Londra e, naturalmente, i Wiener Philharmoniker, ai quali lo lega un rapporto assiduo e particolarmente significativo, e con i quali si esibisce al Festival di Salisburgo dal 1971. Invitato sul podio in occasione del concerto celebrativo dei 150 anni della grande orchestra viennese, Muti ha ricevuto l’Anello d’Oro, onorificenza concessa dai Wiener in segno di speciale ammirazione e affetto. Nell’aprile del 2003 viene eccezionalmente promossa in Francia, una “Journée Riccardo Muti”, attraverso l’emittente nazionale France Musique che per 14 ore ininterrotte trasmette musiche da lui dirette con tutte le orchestre che lo hanno avuto e lo hanno sul podio, mentre il 14 dicembre dello stesso anno dirige l’atteso concerto di riapertura del Teatro “La Fenice” di Venezia.
Nel 2004 fonda l’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” formata da giovani musicisti selezionati da una commissione internazionale, fra oltre 600 strumentisti provenienti da tutte le regioni italiane. La vasta produzione discografica, già rilevante negli anni Settanta e oggi impreziosita dai molti premi ricevuti dalla critica specializzata, spazia dal repertorio sinfonico e operistico classico al Novecento. Il suo impegno civile di artista è testimoniato dai concerti proposti nell’ambito del progetto “Le vie dell’Amicizia” di Ravenna Festival in alcuni luoghi “simbolo” della storia, sia antica che contemporanea: Sarajevo (1997), Beirut (1998), Gerusalemme (1999), Mosca (2000), Erevan e Istanbul (2001), New York (2002), Il Cairo (2003), Damasco (2004), El Djem (2005) con il Coro e l’Orchestra Filarmonica della Scala, l’Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino e i “Musicians of Europe United”, formazione costituita dalle prime parti delle più importanti orchestre europee. Tra gli innumerevoli riconoscimenti conseguiti da Riccardo Muti nel corso della sua carriera si segnalano: Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana e la Grande Medaglia d’oro della Città di Milano; la Verdienstkreuz della Repubblica Federale Tedesca; la Legion d’Onore in Francia e il titolo di Cavaliere dell’Impero Britannico conferitogli dalla Regina Elisabetta II. Il Mozarteum di Salisburgo gli ha assegnato la Medaglia d’argento per l’impegno sul versante mozartiano; la Wiener Hofmusikkapelle e la Wiener Staatsoper lo hanno eletto Membro Onorario; il presidente russo Vladimir Putin gli ha attribuito l’Ordine dell’Amicizia, mentre lo stato d’Israele lo ha onorato con il premio “Wolf” per le arti. Moltissime università italiane e straniere gli hanno conferito la Laurea Honoris Causa.
Chiamato a dirigere il concerto che ha inaugurato le celebrazioni per i 250 anni dalla nascita di Mozart al Grosses Festspielhaus di Salisburgo, Riccardo Muti ha rinsaldato i legami e le affinità ideali con i complessi dei Wiener Philharmoniker. In tale occasione è stato annunciato il suo impegno per il Festival di Pentecoste fondato da Karajan dove, a partire dal 2007 e insieme alla “Cherubini”, l’orchestra giovanile da lui fondata, affronterà un progetto triennale mirato alla riscoperta e alla valorizzazione del patrimonio musicale, operistico e sacro, del Settecento napoletano.
Israel Philharmonic Orchestra
É stata fondata nel 1936 dal formidabile violinista ebreo-polacco Bronislaw Huberman. Questi aveva trascorso quasi tre anni a persuadere i solisti delle più grandi orchestre tedesche e dell’Europa orientale, che avevano perso il loro lavoro dopo l’ascesa del nazismo, ad emigrare in Palestina. L’orchestra, che allora si chiamava “Palestine Orchestra”, diede il suo concerto inaugurale il 26 dicembre 1936 diretta da Arturo Toscanini e fu denominata “l’orchestra dei solisti”. Nel gennaio 1937 l’orchestra partì per la sua prima tournée al Cairo ed Alessandria. Dopo l’indipendenza di Israele nel 1948, ha assunto il nome “ Israel Philharmonic Orchestra” (IPO). La fama della IPO si è diffusa rapidamente in tutto il mondo ed essa è simbolicamente diventata “L’Orchestra degli Ebrei”. Quando le forze di difesa israeliane liberarono Ber-Sheva nel 1947, la IPO si esibì, con l’allora giovane Leonard Bernstein. La IPO ha anche suonato la sinfonia Resurrezione di Mahler al De Good Fence, al confine del Libano e sul Mount Scopes, di nuovo con Bernstein, segnando la liberazione di Gerusalemme. É stata la IPO ad andare nella Germania dell’Ovest nel 1970, aprendo una nuova era di scambi culturali e rapporti diplomatici. Nella decade successiva, diretta da Mehta, ha visitato Auschwitz. Nel 1994 sono stati in Cina ed India per instaurare un nuovo dialogo tra Israele e l’Estremo Oriente. In Israele la IPO presenta più di 150 concerti l’anno per le popolazioni di Tel-Aviv, Gerusalemme, Haifa ed altre città. Nel 1992 ha celebrato il suo 10.000° concerto. I più grandi direttori e solisti del nostro secolo sono stati affiliati alla IPO, tra questi: Toscanini, Mitropoulos, Rubinstein, Arrau, Serkin, Casals, Szeryng, Solti, Maazel, Masur, Abbado, Ashkenazy, Lupu, Perahia, Menuhin, Stern, Rostropovich, Yo-yo Ma, Midori, Barenboim, Zucherman, Bronfman, Mintz, Perlman, Domingo, Pavarotti, Tucker, Caballe, Price, Milnes, Norman, Fischer-Dieskau, Hendricks, Ludwig.
Nel 1963 Bernstein ha diretto la prima mondiale a Tel-Aviv della sua Kaddish Symphony. Le sue visite annuali hanno dato ai musicisti della IPO il privilegio unico per piú di 40 anni di realizzare musica con il grande direttore.
Nel 1968 Mehta é stato nominato Consigliere Musicale dell’orchestra e, nel 1977, ne é diventato il direttore musicale. Dal 1981 la sua è diventata una nomina a vita. Kurt Masur è stato nominato, nel 1992, direttore ospite onorario della IPO. Nel 2001 Yoel Levi è stato nominato direttore principale invitato della IPO. La IPO registra regolarmente per grandi case discografiche: Sony Classic, Teldec, EMI e Deutsche Grammophon.
Tugan Sokhiev
Nato a Vladikavkaz, in Ossezia, nel 1977, ha studiato al Conservatorio di San Pietroburgo. Allievo di Ilya Musin, poi di Yuri Temirkanov, nel 2001 si è diplomato in direzione d’orchestra. Vincitore nel 2000 del Concorso «Prokof’ev», ha assunto, fino alla stagione 2002-03, le cariche di Direttore principale dell’Orchestra Sinfonica Statale Russa e di Direttore artistico dell’Orchestra Filarmonica dell’Ossezia Settentrionale.
Nel dicembre 2001 ha debuttato all’Opera Kirov di San Pietroburgo e nel luglio 2003 al Metropolitan di New York. Nella stagione 2004-05 ha diretto la Philharmonia di Londra, l’Orchestra della Radio Svedese, e ha debuttato con la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra. Nell’agosto del 2005 ha sostituito Lorin Maazel alla testa della Sydney Symphony Orchestra. Nel 2005-06 ha debuttato alla Houston Grand Opera (Boris Godunov di Musorgskij), con l’Orchestre Philharmonique de Radio-France, ha diretto l’Orchestre National de France, la Oslo Philharmonic, la Royal Concertgebouw di Amsterdam, l’Orchestra Sinfonica di Radio Francoforte e la Filarmonica di Monaco di Baviera.
Ha realizzato la sua prima registrazione con l’Orchestre National de Toulouse (Quadri di un’esposizione di Musorgskij-Ravel e Quarta sinfonia di Cajkovskij).
Nella stagione 2007/8 in corso ha debuttato con la Fondazione Arturo Toscanini, l’Orquesta Nacional de España e l’Orchestra del Teatro alla Scala. Ritornerà, inoltre, alla Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, all’Orchestre National de France e alla Philharmonia di Londra, con regolari apparizioni al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo e alla testa dell’Orchestre National du Capitole de Toulouse, della quale è Direttore ospite principale e Consigliere artistico, e con la quale ha diretto concerti a Vienna, Lubiana, Zagabria, Parigi, dove è stato proclamato «Révélation musicale de l’année» dalla critica francese per le sue esibizioni al Théâtre des Champs-Élysées.
Ha diretto per la prima volta un’opera al Théâtre du Capitole: La Dama di Picche di Ciaikovski
Nelson Freire
Nato in Brasile, Nelson Freire inizia a studiare il pianoforte all’età di tre anni con Nise Obino e Lucia Branco, che aveva lavorato con uno degli allievi di Liszt. Freire si esibisce per la prima volta a cinque anni con la Sonata di Mozart in La K.331. Nel 1957, dopo aver vinto una borsa di studio al concorso internazionale per pianoforte di Rio de Janeiro grazie alla sua esecuzione del Concerto “Imperatore” di Beethoven, si trasferisce a Vienna per studiare con Bruno Seidlhofer, già insegnante di Friedrich Gulda. Sette anni dopo vince la medaglia Dinu Lipatti a Londra, e il primo premio al concorso internazionale Vianna da Motta di Lisbona. La sua carriera internazionale comincia nel 1959: Europa, Stati Uniti, America centrale e meridionale, Giappone e Israele. Collabora con brillanti direttori d’orchestra come Pierre Boulez, Riccardo Chailly, Charles Dutoit, Valery Gergiev, Eugene Jochum, Fabio Luisi, Lorin Maazel, Kurt Masur, Rudolf Kempe (con tour negli Stati Uniti e Germania con la Royal Philharmonic Orchestra), Vaclav Neumann, Seiji Ozawa, André Previn, Gennady Rozhdestvensky, David Zinman, Hugh Wolff, Ingo Metzmacher, Yuri Temirkanov, Myung-Whun Chung, I. Volkov, A. Vedernikov, A. Wit, J. Belohlavek, Tugan Sokhiev, Jean-Claude Casadesus, Leopold Hager, Louis Langree, Thomas Dausgaard.È invitato da orchestre prestigiose come la Berlin Philharmonic, la Leipzig Gewandhaus, la Munich Philharmonic, la Bayerische Rundfunk, Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, la Rotterdam Philharmonic, la Radio Symphony Danese, la St. Petersburg Philharmonic, la Tonhalle Orchestra di Zurich, la Vienna Symphony, la Royal Philharmonic, la London Symphony, la BBC Scottish Symphony, la BBC Symphony, la Israel Philharmonic, la Czech Philharmonic, la Seoul Philharmonic, l’Orchestre National de France, l’Orchestre de Paris, la Radio France Philharmonic, l’Orchestre de la Suisse Romande, cosi come le Orchestre americane di Baltimore, Boston, Chicago, Cleveland, Los Angeles, Montreal, New York, Philadelphia… Nel 2003 fa un tour per il Giappone insieme a Martha Argerich, nel 2004 è in Brasile e Argentina e nel 2005 negli Stati Uniti (New York, San Francisco, Philadelphia, Québec). La stagione 2008/2009 è iniziata con un tour europeo con l’Orchestra di Tolosa (Tugan Sokhiev), poi concerti con l’Orchestre National de France (K. Masur), l’Orchestre de la Suisse Italienne (G. Albrecht), la Concertgebouw Orchestra, la Galicia Symphony Orchestra (VP Marquez), la BBC Symphony Orchestra (L. Bringuier), un tour spagnolo con l’Orchestra Sinfonica Danese (Th. Dausgaard), un tour del Nord America con la Boston Symphony Orchestra, concerti con la Deutsches Symphony Orchester (I. Metzmacher), la TonKünstler Orchester (R. Hickox), la London Symphony Orchestra (Sir Colin Davies), e recital in Francia, Paesi Bassi, Svizzera, Belgio, Spagna, Germania. Freire incide esclusivamente con la DECCA, e le sue più recenti registrazioni che includono Chopin, Schumann e il primo e secondo Concerto di Brahms con la Gewandhaus zu Leipzig sotto la direzione di Riccardo Chailly hanno ricevuto i premi più prestigiosi: Diapason d’Or dell’anno, Grand Prix de l’Académie Charles Cros, Choc du Monde de la Musique, 10 by Repertoire, Classica. Ultime registrazioni: Sonate di Beethoven (Diapason d’Or del mese) e i Preludi e Children’s Corner di Debussy. The documentario “Nelson Freire” si può trovare in Video Film (Brasile). Marzo 2007: è nominato Commandeur des Arts et des Lettres dal Governo francese.Nelson Freire è nominato “Solista dell’anno 2002” nei Victoires de la Musique francesi, e riceve nel gennaio 2005 uno speciale “Premio Onorario” per la sua carriera. La sua incisione di Chopin viene nominata per un Grammy Award nel 2006. I suoi concerti di Brahms con Riccardo Chailly sono nominati per i Grammy Awards del 2007, e vincono il “Record of the Years” e “Winner of the Concerto Category” agli Classic FM Gramophone Awards del 2007.
Orchestre National du Capitole de Toulouse
L’Orchestre du Capitole de Toulouse è stata creata all’inizio del 19esimo secolo per la stagione d’opera del Théâtre du Capitole ed è diventata Orchestra Sinfonica dopo il 1945, diretta da André Cluytens e Georges Prêtre. L’arrivo di Michel Plasson nel 1968 è stato decisivo per lo sviluppo dell’orchestra: sotto la sua direzione la sua vocazione sinfonica si è sviluppata molto, con molte tournée internazionali e una ampia discografia con Emi France. Nel quadro di un rinnovamento musicale lanciato da Marcel Landowski, il numero di musicisti dell’orchestra è salito a 104 e nel 1980 il Ministero della Cultura ha nominato l’Orchestre du Capitole orchestra nazionale. Michel Plasson dall’Agosto 2003 è direttore onorario. L’Orchestre National du Capitole svolge la stagione sinfonica alla Halle aux Grains di Toulouse e la stagione operistica al Théâtre du Capitole, oltre a numerosi concerti in decentramento regionale. E’ regolarmente invitata ai festival: nel 2007/2008 è presente al Piano aux Jacobins, Toulouse les Orgues, Présences di Radio France e a Chorégies d’Orange. Dall’arrivo di Tugan Sokhiev l’orchestra ha suonato in Spagna e Europa dell’est, Germania, Lussemburgo e Svizzera. E’ ospite alla Salle Pleyel nel dicembre 2007 con il Requiem di Verdi e in aprile 2008 con il violinista Renaud Capuçon. Ha registrato molti dischi con prestigiosi artisti quali N. Gedda, A. Kraus, G. Bacquier, R. Crespin, T. Berganza, J. Carreras, J. Van Dam, J. Norman, H. Behrens, B. Hendricks, J. Anderson, T. Hampson… Tra le ultime registrazioni di Michel Plasson, la Carmen con Angela Gheorghiu e Roberto Alagna, che ha ricevuto il premio Victoire de la Musique Classique 2004; un DVD di Werther di Massenet, registrato al Théâtre du Châtelet con Thomas Hampson e Susan Graham (2006). Tugan Sokhiev e la Orchestre National du Capitole hanno recentemente firmato un contratto con Naïve Classique. Il primo disco contiene i Quadri di un’esposizione di Mussorgski e la Quarta Sinfonia di Ciaikovski (2006). Il secondo disco è con Pierino e il lupo di Prokofiev con la voce recitante di Valérie Lemercier (2007).
Louis Langrée
Il musicista francese Louis Langrée è Direttore Musicale del Festival Mostly Mozart di New York da dicembre 2002 e le sue prime 6 edizioni del festival sono state accolte da grande entusiasmo della critica.
Nella stagione 2008/09 dirigerà la Camerata Salzburg in Salzburg a Vienna, la London Philharmonic Orchestra alla Royal Festival Hall e la Dallas Symphony Orchestra. Debutterà inoltre con la Gothenburg Symphony Orchestra e Netherlands Philharmonic Orchestra (Amsterdam Concertgebouw). Ritornerà poi alla Metropolitan Opera di New York con il Don Giovanni e al Festival di Aix-en-Provence per un concerto con Magdalena Kozena. Nelle prossime stagioni debutterà alla Scala di Milano, alla Staatsoper di Vienna e all’Opera Comique si Parigi.
Louis Langrée has collaborato con molte impoertanti orchestre in Europa e all’estero, comprese la Pittsburgh Symphony, Detroit Symphony, Orchestre de Paris, Orchestre de la Suisse Romande, Rome Santa Cecilia Orchestra, Netherlands Radio Philharmonic, Tokyo Philharmonic, Scottish Chamber, Academy of St Martin in the Fields e Mozarteum Orchestra al Mozartwoche di Salisburgo. Inoltre dirige regolarmente orchestre con strumenti d’epoca quali Orchestra of the Age of Enlightenment, Concerto Köln, Orchestre des Champs-Elysées e Le Concert d’Astrée. Si è esibito in prestigiosi Festival compresi Spoleto, les Chorégies d’Orange, Wiener Festwochen e BBC Proms. E’ stato Direttore Musicale dell’Orchestre de Picardie (1993-98) e dell’Orchestre Philharmonique de Liège (2001-06).
Louis Langrée è stato Direttore Musicale dell’Opéra National de Lyon (1998-2000) e della Glyndebourne Touring Opera (1998-2003) e ha lavorato stabilmente con la Glyndebourne Festival Opera. Ha anche diretto le orchestre Royal Opera House Covent Garden, Lyric Opera of Chicago, Dresden Staatsoper, Grand Théâtre di Ginevra, Opéra-Bastille e Théâtre des Champs-Elysées di Paris, Netherlands Opera di Amsterdam. Per l’esibizione del Fidelio alla Glyndebourne Opera nel 2001 ha ricevuto insieme a Sir Simon Rattle, il Premio per la Migliore Realizzazione d’Opera della Royal Philharmonic Society.
Louis Langrée ha inciso per Virgin Classics, Universal e Naïve. La sua vasta discografia ha vinto diversi prestigiosi premi quali Victoire de la Musique, Diapason d’Or e Gramophone. Il suo ultimo CD è la Messa in Do minore di Mozart con Le Concert d’Astrée per Virgin Classics.
Peter Jablonski
Peter Jablonski ha conquistato sia il pubblico che la critica grazie al suo talento e alle doti virtuosistiche. Nato a Lyckeby (Svezia) è salito alla ribalta già a 10 anni suonando il concerto n. 1 per pianoforte di Beethoven a Varsavia e a Cracovia. Subito dopo si è esibito con le Orchestre della Radio Svedese e Danese. A 18 anni l’invito da parte di Vladimir Ashkenazy per incidere il concerto per pianoforte di Gershwin per Decca gli ha valso la fama internazionale.
Jablonski si è esibito nei cinque continenti, sia in recital sia con importanti orchestre tra cui: Deutsches Symphonie-Orchester Berlin (con la quale ha anche inciso diversi CD), BBC Symphony, Philharmonia e Cleveland Orchestra, Kirov Orchestra/Gergiev, NHK Symphony/Ashkenazy, Czech Philharmonic (compreso un concerto al Festival di Lucerna con Ashkenazy), Orchestre National de France/Chung, London, Stockholm e Oslo Philharmonics.
Recentemente Jablonski si è esibito con la Leipzig Gewandhaus, Filarmonica della Scala di Milano, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Cincinnati Symphony, City of Birmingham Orchestra e BBC National Orchestra of Wales. In questa stagione collaborerà con la Gothenburg Symphony, Deutsche Kammerphilhamronie e andrà in tournee con l’Orchestre National des Pays de la Loire. Frequente visitatore dell’Estremo Oriente, Jablonski si esibirà anche con la Malaysian Philharmonic, Osaka Philharmonic, Tokyo e KBS Symphonies. Ha inoltre un ricco calendario di recitals che include apparizioni al Festival delle Fiandre, al Festival “Rarità della Musica per Pianoforte” a Husum (Germania) e concerti a Hong Kong e Istanbul.
Peter Jablonski è direttore artistico del festival di musica da camera di Karlskrona (Svezia) e dell’etichetta Altara Records, per la quale ha recentemente inciso le sonate per violoncello di Prokofiev e Shostakovic con Ralph Kirshbaum. Questi due musicisti insieme si sono esibiti in concerto alla Frick Collection di New York, al Ravinia Festival e a La Jolla nel 2008. L’ultimo CD di Jablonski per Altara è un recital di mazurche di Chopin, Szymanowski e Maciejewski.Nel 2007 è uscita la registrazione delle sonate di Prokofiev per l’etichetta Octavia. La collaborazione con Decca è particolarmente prolifica: il suo CD della Rapsodia di Rachmaninov su tema di Paganini e del concerto n. 1 per pianoforte di Shostakovich diretto da Ashkenazy ha vinto il premio Edison. L’incisione di opere di Chaminade per Deutsche Grammophon, in collaborazione con Anne Sofie von Otter e Bengt Forsberg, ha invece ricevuto il Gramophone Award nel 2002.
Nel 2005 Jablonski ha ricevuto la medaglia “Litteris et Artibus” dal re svedese per i suoi importanti traguardi come pianista. Nel 1998 aveva già ricevuto l’”Orpheus Award” all’Autumn Festival di Varsavia per la sua prima esecuzione del concerto per pianoforte di Kilar, scritto per e dedicato a lui. Nel 1996 Jablonski ha vinto l’Arets Svensk I Värlen, un prestigioso premio conferito ogni anno a chi ha contribuito alla promozione della Svezia nel mondo.
Die Deutsche Kammerphilharmonie Bremen
La Deutsche Kammerphilharmonie Bremen è una delle maggiori formazioni orchestrali cameristiche del mondo. Il celebre direttore estone, Paavo Järvi, ne è Direttore Artistico dal 2004. Il successo di questa collaborazione artistica parla da sé. “L’evento dell’estate” lo definì il New York Times nell’agosto 2005. Per Die Welt, la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen è “una delle orchestre più dirette e sensibili del momento”. Per il viennese Standard, infine, il concerto della Deutsche Kammerphilharmonie Bremen con Paavo Järvi nell’agosto 2004 ha rappresentato una delle “rare sorprese del Festival di Salisburgo dell’estate scorsa”, in cui l’orchestra ha saputo imporsi in modo deciso sul panorama degli ensemble internazionali. Nell’agosto 2007 il New York Sun l’ha definita “L’autorevole orchestra Beethoven dei nostri giorni”. Il fulcro fondamentale della collaborazione tra Paavo Järvi e l’orchestra – nonché base per tali entusiastiche recensioni – risiede nelle sinfonie di Ludwig van Beethoven. Ciò che potrebbe apparire come una semplice routine volta alla conservazione di “monumenti musicali”, durante i concerti si dimostra al contrario una rivisitazione briosa e altamente competente di questi brani arcinoti. Il Progetto Beethoven, nell’ambito del quale tutte le sinfonie di Ludwig van Beethoven vengono eseguite e incise con l’ausilio della moderna tecnologia 5.1 DSD, prosegue con la sinfonia n.9 che è stata presentata nel 2008 al concerto d’apertura dell’International Beethovenfest Bonn. Il primo CD del ciclo, che contiene le sinfonie n. 3 e 8, ha vinto l’annuale premio della critica tedesca.
La Deutsche Kammerphilharmonie Bremen si esibisce regolarmente con Paavo Järvi ed altri celebri direttori ospiti e solisti di calibro internazionale in occasione di importanti festival ed eventi concertistici in tutto il mondo. Dal 2005, l’ensemble è Orchestra in residenza presso l’Internationales Beethovenfest di Bonn. La formazione sa sempre incantare il pubblico con il suo stile unico ed innovativo, arricchito da un infallibile fiuto per programmi fantasiosi e ben congegnati. L’approccio intenso e sentito, tipico della musica da camera, che caratterizza ciascun membro consente all’ensemble di proporre concerti di altissima qualità, anche in assenza di un direttore.
Questa dote ha permesso all’orchestra di intessere legami profondi e duraturi con solisti di fama internazionale, quali Sabine Meyer, Viktoria Mullova, Heinz Holliger, Olli Mustonen, Hélène Grimaud, Heinrich Schiff e Christian Tetzlaff.
Il repertorio dell’orchestra spazia dal Barocco alla musica contemporanea. La collaborazione con specialisti di generi musicali specifici è da sempre tratto distintivo dell’ensemble, fin dagli albori della sua carriera. Conseguentemente, esso può vantare esperienze al fianco di Ton Koopman, Trevor Pinnock, Marc Minkowski, Heinz Holliger e Pierre Boulez. Inoltre, l’orchestra continua a dedicare una particolare attenzione ai progetti “crossover”.
Fondata nel 1980, la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen era inizialmente composta da un gruppo di studenti di musica particolarmente dotati che si diede un regolamento democratico al suo interno, in modo da motivare al massimo ciascun membro, accordandogli responsabilità sia personali che musicali. Debutti assai impegnativi, quali l’esibizione all’ONU nel 1983 e l’invito di Gidon Kremer a Lockenhaus nel 1984/85, hanno posto le basi per la rapida crescita del successo dell’orchestra a livello internazionale. Nel 1987 l’ensemble venne istituzionalizzato come orchestra da camera professionale a Francoforte.
Dal 1992, la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen ha eletto a propria sede la Libera Città Anseatica di Brema, dove è divenuta elemento indispensabile del panorama musicale cittadino. Ogni stagione, l’orchestra presenta due cicli concertistici in abbonamento, concerti speciali, due cicli di musica da camera ed il festival all’aperto “Sommer in Lesmona”. L’ensemble è inoltre ospite privilegiato del Bremen Music Festival dal 1998, partecipando altresì ad importanti produzioni teatrali musicali al fianco di Klaus Maria Brandauer e altri artisti.
Tra gli ex-direttori ospiti o direttori artistici si ricordano Mario Venzago, Heinrich Schiff, Ji?í Belohlávek e Thomas Hengelbrock. Daniel Harding ha rivestito il ruolo di direttore musicale dal 1999 al 2003.
I Wind Soloists della Deutsche Kammerphilharmonie Bremen costituiscono un ensemble permanente fin dal 1990. Costantemente impegnati in tournée sul territorio tedesco e all’estero, hanno inoltre inciso una vasta serie di blasonati CD.
I numerosi CD per prestigiose etichette quali Deutsche Grammophon, Teldec, BMG, Virgin Classics, Decca, Berlin Classics e PentaTone testimoniano l’eclettico repertorio della Deutsche Kammerphilharmonie Bremen.
Oltre all’attività concertistica, i musicisti si sono dedicati negli ultimi 25 anni anche ad importanti progetti didattici, tra i quali introduzioni ai concerti e workshop, nonché innovative collaborazioni con scuole e istituti di formazione per adulti.
La Deutsche Kammerphilharmonie Bremen è organizzata una compagnia imprenditoriale di cui i musicisti sono soci, responsabili pertanto non solo dal punto di vista artisticamente, ma anche da quello del bilancio. Ciò assume particolare importanza, se si considera che l’orchestra è sovvenzionata solo al 40% e si adopera personalmente per coprire il rimanente 60%.
La Deutsche Kammerphilharmonie Bremen ha analizzato la propria attività artistica ed imprenditoriale sotto la guida del Prof. Christian Scholz dell’Università di Saarbrücken, uno dei maggiori esperti di ottimizzazione di prestazioni di gruppo. Sulla scorta dei risultati di questo studio, è stato sviluppato uno strumento gestionale, il “Modello 5 secondi”, impiegato dall’orchestra-impresa per ottimizzare le proprie (elevate) prestazioni su base continuativa. Con il supporto del Prof. Scholz, l’orchestra sta ora proponendo il “Modello 5 secondi” a società interessate del settore commerciale ed industriale, come strumento di formazione gestionale per dirigenti.
Il sostegno fedele di partner e sponsor, tra cui quello dei principali sponsor dell’orchestra, Kraft Foods, Bremen Sparkasse e Kaefer Isoliertechnik, gioca un ruolo fondamentale per il successo dell’orchestra. L’attività della Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, tuttavia, non sarebbe possibile senza la generosa assistenza della Città di Brema. Inoltre, numerosi altri simpatizzanti e benefattori contribuiscono a sostenere i progetti dell’orchestra per garantire che essa possa dedicarsi al perseguimento dei propri obiettivi artistici anche in futuro.
Anna Kravtchenko
Vinto nel 1991 il primo premio alla competizione internazionale “Concertino di Praga”, Anna Kravtchenko trionfa l’anno successivo a Bolzano nel prestigioso concorso pianistico internazionale “Ferruccio Busoni”, ricevendo il massimo riconoscimento dopo ben cinque anni che il premio non veniva assegnato.
Harold C. Schonberg, critico americano, giurato dell’edizione 1992 del concorso, scrisse “Il suo suono radioso e le sue poetiche interpretazioni potevano a volte portare gli ascoltatori alle lacrime» (New York Times Magazine, “Old Hand”,1993).
La vittoria le assicura un tour europeo di sessanta concerti. Ad accoglierla sono alcune fra le maggiori istituzioni musicali europee: il Festival di Brescia e Bergamo, la Sala Verdi di Milano, il Teatro alla Scala, la Herkulessaal di Monaco di Baviera, il Ruhr Klavier-Festival, la Salle Gaveau di Parigi, la Tonhalle di Zurigo, la Sala Grande del Musikverein di Vienna ecc.
Dopo aver debuttato nel 1994 nella Sala della Filarmonica di Berlino con la Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninov, nel marzo 1995 Anna Kravtchenko intraprende un tour di otto concerti fra Germania e Austria con la Israel Chamber Orchestra,
suonando il Primo Concerto di Shostakovich.
Il lavoro di perfezionamento, durato un quinquennio e culminato nel 2000 con l’assegnazione del “Master” e l’ingresso nel corpo docente dell’Accademia imolese, non rallenta l’attività concertistica di Anna Kravtchenko, che suonerà in questi anni in Europa (Wigmore Hall di Londra, Victoria Hall di Ginevra, Tonhalle di Zurigo, Festival “Piano Aux Jacobins” di Tolosa, Festival di Bergen, etc.), in Sud Africa (Cape Town, Johannesburg, Pretoria, Durban), in Giappone (Osaka, Hiroshima, Okinawa, Kobe) e in Canada (Recital Society di Vancouver). Di rilievo le sue esecuzioni con l’Orchestra da Camera di Losanna, la Nederland Philharmonic, la Residentie Orchestra, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, la BBC Symphony Orchestra, la Essen
Philharmonic.
Nel 1996 Anna Kravtchenko ottiene uno straordinario successo di pubblico e di critica suonando al Concertgebouw di Amsterdam nella “Meesterpianisten serie”, a cui verrà invitata nuovamente nel 1999, nel 2002 e nel 2006.
Negli ultimi anni il pianismo di Anna Kravtchenko trova sempre più vasti consensi in tutto il mondo. Basterà citare a titolo d’esempio la tournée in Giappone e i concerti con la BBC
Philharmonic Orchestra a Manchester nel 2000; il Secondo Concerto di Chopin con la Royal Liverpool Philharmonic Orchestra nel 2001; il Primo Concerto di Tchaikovsky con la Baltimora Symphony Orchestra, e il Terzo Concerto di Beethoven con la BBC Philharmonic Orchestra nel 2003; il Primo Concerto di Shostakovich con l’Orchestra da Camera della Radio Bavarese e con la English Chamber Orchestra, e il Primo Concerto di Chopin con la London Royal Philharmonic nel 2004; seguono concerti con la Baltimora Symphony Orchestra, con la BBC Philharmonic Orchestra sotto la direzione di Ralph Gothoni, con la Royal Philharmonic Orchestra sotto la direzione Jean Pascal Tortelier, la
London Philharmonic Orchestra, la Swedish Radio Symphony Orchestra e con la Noord Nederland Orchester in una trionfale tournée in Olanda conclusasi al Concertgebouw di Amsterdam per la serie “Romantic Concert” con il Primo Concerto di Tchaikovsky.
Nel 2006 esce in cd per la DECCA un recital interamente dedicato a Chopin,e nello stesso anno Anna Kravtchenco vince negli USA l’International Web Concert Hall Competition.
Nata nel 1976, Anna Kravtchenko inizia a studiare pianoforte alla età di cinque anni. Dal 1991 al 2000 ha studiato con Maestro Leonid Margarius,prima al Conservatorio di Kharkov (Ucraina) ,poi all’Accademia pianistica Internazionale di Imola, dove nel 1995 è stata ammessa “Ad Honorem”.
Enrico Pace
Enrico Pace è nato a Rimini. Ha studiato pianoforte con Franco Scala, prima al Conservatorio Rossini di Pesaro e, successivamente, all’Accademia Pianistica di Imola. Ha inoltre studiato direzione d’orchestra e composizione.
La sua carriera ha avuto una svolta decisiva nel 1989 con la vittoria del Primo Premio al Concorso Internazionale Franz Liszt di Utrecht. Da allora Enrico Pace si è esibito regolarmente in recital in tutta Europa, includendo apparizioni al Concertgebouw di Amsterdam, a Milano (Sala Verdi del Conservatorio e Teatro alla Scala), Roma, Brescia/Bergamo, Firenze, Berlino, Monaco di Baviera, Dortmund, Dublino e in varie città del Sud America. Partecipa regolarmente ai festival di La Roque d’Anthéron, Rheingau e Husum.
Solista molto apprezzato, ha suonato con orchestre prestigiose, tra cui l’Orchestra Filarmonica di Rotterdam, l’Orchestra Filarmonica della Radio Olandese, le Orchestre Sinfoniche di Sydney e Melbourne (come parte di una tournée in Australia e Nuova Zelanda), la Berliner Sinfonie-Orchester, MDR-Sinfonieorchester Leipzig, l’Orchestra Filarmonica di Varsavia (sostituendo Marta Argerich in una serie di concerti di grande successo in Svizzera e Italia), l’Orchestra Filarmonica Ceca di Stato di Brno, l’Orchestra Sinfonica di Malmö, la RTE National Symphony Orchestra, l’Orchestra Sinfonica G. Verdi di Milano, Amsterdam Sinfonietta, la Gelders Orchestra e le Orchestre di Johannesburg e Cape Town.
Ha collaborato, fra gli altri, con i seguenti direttori: Roberto Benzi, Andrei Boreyko, Mark Elder, Janos Fürst, Juniki Hirokami, Eliahu Inbal, Jan Latham-Koenig, Kazimirz Kord, Jiri Kout, Alexander Liebreich, Gianandrea Noseda, Vassily Sinaisky, Stanislaw Skrowaczewski, Bruno Weil e Antoni Wit.
I recenti successi comprendono il suo felice debutto con i Münchner Philharmoniker diretti da Yakov Kreizberg, Bamberger Symphoniker e Walter Weller e la BBC Philharmonic Orchestra diretta da Gianandrea Noseda. Agli impegni solistici Enrico Pace affianca un’intensa attività cameristica: ha collaborato con il Quartetto Shostakovich, Quartetto Keller, Quartetto RTE Vanbrugh, Quartetto Prometeo e la cornista Marie Luise Neunecker. Ha preso parte a vari festival di Musica da Camera quali Delft, Risør in Norvegia, Rheingau in Germania, Kuhmo in Finlandia, West Cork in Irlanda, Stresa e Lucerna.
Dalla stagione 1997-98 Enrico Pace ha instaurato un’assidua collaborazione con il violinista Frank Peter Zimmermann, con il quale ha dato recital in Europa, Estremo Oriente e Sud America.
Federico Gianello
Nato a Verona nel 1971, Federico Gianello ha condotto gli studi musicali al Conservatorio Statale di Musica “Felice E. Dall’Abaco” di Verona, all’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola e alla Hochschule “Franz Liszt” di Weimar (D). Si é diplomato con il massimo dei voti,la lode e la menzione “ad honorem”, per poi conseguire il “Konzertexamen” (il più alto titolo di studio tedesco). E’ stato allievo di Laura Palmieri, Alexander Lonquich, Lazar Berman, Virginio Pavarana e Gerlinde Otto e ha frequentato le Master Classes di Bruno Canino, Aldo Ciccolini, Leslie Howard, Elisabeth Leonskaja, Louis Lortie, Lev Naumov, Maurizio Pollini, Franco Scala e Lilia Zilberstein e per il fortepiano di Sergio Vartolo e Andreas Staier. Ha ottenuto il primo riconoscimento all’età di quattordici anni vincendo il Concorso Pianistico Nazionale “Allievi Pianisti” di La Spezia e in seguito é risultato primo premio e vincitore assoluto della manifestazione al Concorso “Muzio Clementi” di Firenze, al Premio Concertistico RAI-Radiotelevisione Italiana “Armonie attorno al lago” di Arco di Trento e alla “Coppa Pianisti d’Italia” di Osimo. Dal 1998 al 2005 ha ottenuto rilevanti premi nelle competizioni internazionali, come il primo premio al “Johannes Brahms” Musikwettbeverb di Poertschach (A), il primo premio al Premi Principat de Andorra, il secondo premio alla “Stanislav Stancic” European Piano Competition di Zagabria, il terzo premio al “Seiler” Klaverwettbeverb di Kitzingen, il terzo premio al Concorso Internazionale di Musica “G.B.Viotti” di Vercelli (edizione dedicata a Mozart), il primo premio al Concorso Pianistico Internazionale “Città di Marsala“, il secondo premio al Concorso Pianistico Internazionale “Frederic Chopin” di Roma, il Primer Gran Premio al Concurso International de Piano “Compositores de Espana” di Madrid, il primo premio al Concorso Pianistico Nazionale “Premio Rendano” di Roma, il secondo premio al Concorso Pianistico Europeo “Luciano Gante” di Pordenone e assegnazione del Premio Beethoven, il primo premio al Concorso Pianistico Internazionale “Città di Pinerolo” in occasione del quale gli è stato conferito anche il Premio “Bresso” e il secondo premio alla “Edward Grieg” International Piano Competition di Oslo. Ha debuttato in alcune tra le più prestigiose sale mondiali: Lindeman Hall di Oslo, Lizinsky Hall di Zagabria, Weimar Halle, Wolkshause di Jena, Sala Puccini di Milano, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Argentina di Roma, Teatro Filarmonico di Verona, Scuola Grande San Giovanni Evangelista di Venezia, Auditori National di Andorra, Auditorio do MASP di San Paolo, Teatro Rivoli di Oporto e in Spagna all’ Auditori Pablo Casals, Auditori Joachin Rodrigo, Auditori de Sivilla e Auditori La Villa de Madrid. Si è esibito al Dubrovnik Festival, Zagreb Summer Festival, Brahms Karten Festival, Beethoven Festival di Teplice e Prague Summer Festival, Keybord Karma Festival di Vancouver, Festivals di Medina del Campo e di Miranda de Ebro, Festivals di Riva del Garda, di Asolo Musica, di Sermoneta e di Cervo. Ha collaborato con l’Orchestra dell’Arena di Verona, Orchestra da Camera di Padova e del Veneto, Orchestra Sinfonica di Timisoara, Orchestra Sinfonica di Bacau, Orchestra Filarmonica della HRT radiotelevisione di Zagabria, Sinfonica di Dubrovnik, West Ceck Symphony Orchestra, JSO Weimar, Orchestra Sinfonica de RTVE di Madrid, Balkan Symphonjeta Chamber Orchestra, Accademia I Filarmonici, Greiz Simphoniker, GOG Giovane Orchestra Genovese, sotto la direzione di Peter Maag, Victor Despal, Piero Bellugi, Jean F. Antonioli, Rico Saccani , Ovidiu Balan, Alan Bielinsky, Berislav Sipus, Pietro Borgonovo, Stefano Furini, Nicolàs Pasquet. Nel corso del 2007 ha tenuto concerti al Liszt Museum di Weimar, Mendelssohn Museum di Lipsia e Steingraber Halle di Byeroithe suonando gli storici pianoforti appartenuti a Franz Liszt e Richard Wagner. Ha effettuato registrazioni radiofoniche e televisive per RAI Radiotelevisione Italiana, BR Bayerische Rundfunk, ORF Oesterreichischen Rundfunkes, RTVE Radio Clasica Espana, HRT Radiotelevisione Croata e Radio France. Dal 2004 è regolarmente invitato a far parte della Giuria del Concorso Pianistico Internazionale “Fausto Zadra” di Abano Terme. Federico Gianello è docente di pianoforte presso la Hochschule “Franz Liszt” di Weimar, inoltre è Presidente della neo nata “Steinway Society Area Interregionale del Garda” e Direttore Artistico, nonché docente della annessa Academy.
Giuseppe Andaloro
Giuseppe Andaloro, nato a Palermo nel 1982, è considerato uno dei massimi esponenti del concertismo pianistico internazionale della sua generazione. Vincitore del Concorso Ferruccio Busoni di Bolzano, del World Piano Competition di Londra e di numerosi altri prestigiosi premi pianistici internazionali, si è formato con Sergio Fiorentino e giovanissimo si è diplomato sotto la guida di Vincenzo Balzani al Conservatorio Statale di Musica Giuseppe Verdi di Milano con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale. Si è esibito a rinomati festival, fra cui il Salzburg, il Ruhr-Klavier, il Due Mondi di Spoleto, il Mecklenburg-Vorpommern, lo Young Prague, Pleven, il Ravello, il Rittergut Bennigsen di Hannover, il MusicaMuseo di Ancona, lo Duszniki-Zdrój Chopin, lo Jiménez di Morelia e il Sendai Classical, oltre che presso prestigiose sale da concerto e auditorium, come la Großes Saal e la Wiener Saal del Mozarteum di Salisburgo, la Royal Festival Hall, la Mansion House e la Queen Elizabeth Hall di Londra, lo Sheldonian Theatre di Oxford, la Salle Gaveau, il Palais des Arts e la Salle Cortot di Parigi, la Sumida Triphony Hall, la Pablo Casals Hall e il Metropolitan Art Museum di Tokyo, il Parco della Musica, il Palazzo del Quirinale e l’Auditorium Santa Cecilia di Roma, la Sala Verdi di Milano, il Fernández Blanco Museum di Buenos Aires, la Klavierhaus di New York, l’Anfiteatro Simón Bolívar di Città del Messico, il Gasteig di Monaco, Walter Hall di Toronto, City Hall di Hong Kong, l’Auditório Sodre di Montevideo, Harenberg City-Center di Dortmund, la Dvorák Hall di Praga, il Teatro Oriente di Santiago del Cile, Kjtara Hall di Sapporo, il Politeama e il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro San Martín di Tucumán, la Phoenix Hall di Osaka, l’Auditório do Rivoli di Porto, il Mohamed Théâtre di Rabat, la Philharmonia di Cracovia, la Grand Hall di Sendai, la Bass Performance Hall di Fort Worth, l’Auditorium Recanati di Tel Aviv e la Old Mutual Hall di Pretoria. Il suo repertorio spazia da Bach ed Händel fino a Messiaen, Ligeti e Kapustin. Ha eseguito tournées con acclamate orchestre internazionali e ha collaborato in duo e ensemble con diversi artisti famosi. Ha al suo credito un certo numero di registrazioni e sue performances vengono tramesse da importanti stazioni radio di vari paesi. E’ componente di giurie di concorsi pianistici internazionali e tiene delle master-classes in Italia e all’estero. E’ attivo anche come compositore e direttore d’orchestra. Nel 2005 è stato premiato per Merito Artistico dal Ministero Italiano dei Beni.
Alberto Nosé
Nato a Villafranca di Verona nel 1979, è risultato vincitore del Primo Premio e medaglia d’oro, e del Premio Pubblico offerto dalla Sony, al 15° Concorso Pianistico Internazionale “Paloma O’Shea” di Santander (Spagna) nel 2005.
Ha iniziato lo studio del pianoforte al Conservatorio F.E. Dall’Abaco di Verona sotto la guida della Prof.ssa Laura Calmieri e si è diplomato all’età di diciasette anni con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore.
Dal 1997 ha continuato gli studi con i Maestri Franco Scala, Boris Petrushansky, Antonio Ballista e Leonid Margarius all’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola presso la quale ha ottenuto il Master in pianoforte nel 2005. Ha frequentato inoltre le masterclass di Maurizio Pollini, Murray Per ahia, Ansrej Jasinski, Michael Dalberto, Louis Lortie, Michael Beroff, Alexander Lonquich, Arie Vardi, Fou Ts’ong, Karl-Heinz Kämmerling, Alfons Kontarsky e Paul Radura-Skoda.
Alberto Nosé ha ottenuto il suo primo riconoscimento all’età di undici anni, vincendo il Primo Premio al concorso internazionale “Jugend für Mozart” di Salisburgo, grazie al quale ha effettuato la sua prima tournee in Italia, Austria e Francia.
Successivamente ha vinto numerosi premi nei concorsi internazionali più importanti, fra i quali : Chopin di Varsavia (5° premio nel 2000 e terzo vincitore fra gli italiani dopo Maurizio Pollini e Corrado Rollero), Busoni di Bolzano (2° premio “con particolare distinzione “ nel 1999), Maj Lind di Helsinki (1° premio nel 2002), Long-Thibaud di Parigi (2° premio nel 2004), Vendôme di Parigi (1° premio nel 2000), World Paino Competition di Londra (2° premio nel 2002), “Luciano Gante” di Pordenone (1° premio nel 2002) , Premio Venezia (1° premio all’unanimità nel 1998).
Grazie a tali affermazioni, ha iniziato una strepitosa carriera che lo ha portato a d esibirsi in Europa e in tutto il mondo, per importanti festival ed in prestigiose sale da concerto, fra le quali: Canergie Hall New York, Queen Elisabeth, Royal Festival e Wigmore Hall di Londra, Konzerthaus di Berlino, Théatre du Chatelet e Salle Pleyel di Parigi, Mozarteum di Salisburgo, BeethovenFest di Bonn, Liederhalle di Stoccarda, Chopin Festival di Ginevra, Summer Festival di Lucerna, Teatro Monimental di Madrid, Megaton di Atena, Finlandia Hall di Helsinki, Philharmonja di Varsavia, Benaroya Hall di Seattle, Suntory hall di Tokyo, Auditorio do MASP di San Paolo, Sala Meireles di Rio de Janeiro, Cervantino International Festival di Città del Messico, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro dal Vermee e Auditorium di Milano, Teatro Rossini di Pesaro, Teatro Olimpico di Vicenza, Auditorium Parco della Musica di Roma, Keyboard Trust.
Come camerista collabora con il violoncellista Rocco Filippini, il quartetto Ysaye, il quartetto di Venezia, la violinista Fanny Clamagirand e il violoncellista Giorni Kharadze e come solista ha suonato con le maggiori orchestre, fra le quali: London Philharmonic, English Chamber Orchestra, Orchestre National de Lille, Orchestre Philharmonique de Radio France, Warsaw Philharmonic, Finnish Radio Symphony, Sinfonica RTVE di Madrid, Janacek Philharmonic, Orquesta Sinfonica de Tenerife, Orquesta Sinfonica de Galicia Mexico State Symphony, Württembergisches Staatsorchester Stuttgart , Orchestra dell’Arena di Verona, Orchestra di Padova e del Veneto, Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, Orchestra di Roma e del Lazio.
Ha collaborato con noti direttori come Roy Goodman, Manfred Honeck, Jesus Lopez-Cobos, Enrique Batiz, Pedro Ignacio Calderon, Anton Nanut, Hannu Lintu, James Judd, Marcus Bosch, Rumon Gamba, Gorge Hanson, Ion Marin, José Ferriera Lobo, Alain Lomabrd, Enrique Mazzola.
Tiene regolarmente masterclass presso Conservatori, Collage, Istituti e Festival Musicali Internazionali, come il Conservatorio di Ginevra, il Mannes College of Music di New York e in Giappone.
La sua discografia comprende registrazioni per le assicurazioni Generali, per la Tau Records, per la rivista musicale francese “Piano”, per la Radio Classica, Radio Danzica e per la Radio Suisse Romande.
Nel 2006 l’etichetta Nascor-Ysaye Records pubblica un cd con musiche di Schumann e Prokofiev, che riceve il premio La Clef ResMusica.com e Coup de coeur Fnac.
Nel 2008, viene pubblicato un DVD dedicato a Mozart e Beethoven per la Domovideo, realizzato in occasione del 250° Anniversario Mozartiano del 2006, e trasmesso anche dal canale digitale satellitare SKY Classica.
Nello stesso anno l’etichetta Naxos pubblica un cd con le Sei Sonate Op. 17 di Johann Christian Bach, eseguite sul pianoforte moderno, che riceve il premio “CHOC du Monde de la Musique “ e trasmesso in tutto il mondo, da Radio France, BBC 3, Radio 4 Netherland Radio New Zealand, ABC Classic FM USA e Australia.
Nel 2009, la Rotare Foundation del Rotare International gli attribuisce il titolo di Paul Harris Yellow (PHF) alla carriera, “in segno di apprezzamento e riconoscenza per il suo valore tangibile e significativo apporto nel promuovere una miglior comprensione reciproca e amichevoli relazioni fra i popoli di tutto il mondo”
Alberto Nosé è una Steinway Artist ed è docente presso la Steinway Academy della Steinway Society di Verona.
Lorin Maazel
Ha diretto più di 150 orchestre in oltre 5.000 tra opere e concerti; nel 2002 è stato nominato, fino alla fine di questa stagione, Direttore Musicale della New York Philharmonic. Tra il 1993 e il 2002 è stato Direttore musicale dell’Orchestra della Radio Bavarese; è stato alla testa della Pittsburgh Symphony Orchestra (1988-96), General Manager e Primo direttore della Staatsoper di Vienna (1982-84), Direttore musicale della Cleveland Orchestra (1972-82) e Direttore artistico della Deutsche Oper di Berlino (1965-71). Dalla stagione 2006/2007 è Direttore
Musicale del Teatro dell’Opera di Valencia, il Palau de les Arts Reina Sofía.
Americano di seconda generazione, il Maestro Maazel è nato a Parigi ma ha studiato negli Stati Uniti. Ha iniziato lo studio del violino all’età di cinque anni e ha fatto la sua prima apparizione pubblica ad otto dirigendo un’orchestra universitaria. Nel 1941, a undici anni, è stato invitato da Arturo Toscanini a dirigere la NBC Symphony e negli stessi anni ha diretto la Los Angeles Philharmonic accanto a Leopold Stokowski. Tra i 9 e i 15 anni è stato sul podio delle principali orchestre americane. A 17 è entrato all’Università di Pittsburgh (lingue, matematica e filosofia) dove ha fatto pratica di direzione d’orchestra nella stagione 1949-50. Nel 1951 ha vinto la prestigiosa borsa di studio Fulbright per studiare in Italia, debuttando a Catania nel 1953.
Lorin Maazel è anche un apprezzato autore: nel marzo 2005, in occasione del suo 75° compleanno, la New York Philharmonic ha eseguito diverse sue composizioni. Nel maggio 2005 è andata in scena al Covent Garden di Londra la prima rappresentazione della sua opera 1984, eseguita anche lo scorso anno al Teatro alla Scala e incisa dalla Decca.
Nel corso di questa stagione ha diretto al Palau de les Arts di Valencia il Parsifal – con la regia di Werner Herzog – e Luisa Miller. Lo scorso ottobre ha diretto il concerto inaugurale della Qatar Philharmonic Orchestra trasmesso in diretta televisiva nazionale. Tra i suoi prossimi appuntamenti segnaliamo, a capo della New York Philharmonic, l’Elektra in forma di concerto, il War Requiem di Britten, l’Ottava Sinfonia di Mahler e la tournée che effettuerà con i Wiener Philharmoniker.
Ospite per la prima volta dei concerti di Santa Cecilia nel 1955, Lorin Maazel vi ha tenuto da allora più di quaranta concerti, accompagnando l’Orchestra anche in tournée in Brasile, Argentina e Germania. La sua ultima presenza nei cartelloni della Fondazione risale al 2006 in un programma con musiche di Brahms, Kodály e Berlioz eseguito con la New York Philharmonic Orchestra.
Nel 1984 Maazel è stato eletto Accademico Onorario di Santa Cecilia. È inoltre membro onorario della Israel Philharmonic Orchestra, della Filarmonica di Vienna ed ha ottenuto la medaglia Hans von Bülow dalla Filarmonica di Berlino.
Julian Rachlin
Julian Rachlin è uno dei più carismatici violinisti della sua generazione. Ha suonato con le più grandi orchestre e direttori ed è apprezzato per le sue interpretazioni illuminanti grazie alle quali viene invitato e reinvitato dai più importanti teatri del mondo. Per il riconoscimento del suo talento ha ricevuto uno dei più prestigioni premi internazionali di musica classica, il Premio Internazionale “Accademia Musicale Chigiana”.
Fin dall’inizio della sua carriera nel 1989, è apparso con le maggiori orchestre del mondo, tra cui Vienna Philharmonic, London Symphony, New York Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Los Angeles Philharmonic, Pittsburgh Symphony, Staatskapelle Dresden, Gewandhaus Leipzig, Munich Philharmonic, Orchestra Filarmonica della Scala, Orchestre de Paris, Philharmonia Orchestra London, San Francisco Symphony, St. Petersburg Philharmonic e NHK Symphony, collaborando con grandi direttori quali Vladimir Ashkenazy, Herbert Blomstedt, Myung-Whun Chung, Bernard Haitink, Mariss Jansons, James Levine, Lorin Maazel, Daniele Gatti, Sir Neville Marriner, Zubin Mehta, Yehudi Menuhin, Sir Roger Norrington, Krysztof Penderecki, André Previn, Mstislav Rostropovich, Michael Tilson Thomas, Esa-Pekka Salonen, Riccardo Muti e Wolfgang Sawallisch. Tra gli impegni più importanti della stagione 2008-09 ci sono: Dresden Staatskapelle con Yannick Nezet-Seguin, Vienna Philharmonic, Israel Philharmonic con Gustavo Dudamel, tour in Spagna con la Vienna Symphony, poi Seattle Symphony, Hong Kong Philharmonic e Concertgebouw Orchestra con Marris Jansons, concerti con la Orquesta Sinfonica Brasileira a Rio de Janeiro e Sao Paulo. Con il suo partner abituale, Itamar Golan, Julian darà recital in tutto il mondo, tra cui il ciclo di Sonate di Beethoven al Musikverein di Vienna.
Nel 2000 ha iniziato ad esibrsi alla viola e oggi regolarmente inserisce il repertorio per viola nei suoi programmi. Partecipa ai festival di Salisburgo, Verbier, Schleswig Holstein, BBC Proms e Lucerna. Negli ultimi otto anni, Julian organizza un festival a Dubrovnik “Rachlin and Friends” che sta assumento un rilievo sempre più internazionaale e tra i suoi “amici” ci sono Leif Ove Andsnes, Janine Jansen, Maxim Vengerov, Mischa Maisky, Martin Fröst, Sir Roger Moore, John Malkovich, Krysztof Penderecki, Daniele Gatti e la Royal Philharmonic Orchestra. Per maggiori informazioni www.rachlinandfriends.com. I dischi di Rachlin per la Warner Classics sono: il Concerto di Brahms e il Concerto n. 3 di Mozart con la Bayerischer Rundfunk e Mariss Jansons e un disco in recital (Shostakovich e Beethoven) al violino e viola con Itamar Golan – “totalmente stregato dalla pura brillantezza del suo violino in questi due dischi” BBC Music Magazine Settembre 2005. Le sue precedenti registrazioni su Sony Classical sono: Concerto Sérénade di Sibelius con la Pittsburgh Symphony Orchestra diretta da Maazel, Concerto n. 3 di Saint-Saëns e Concerto n. 2 di Wieniawski con Israel Philharmonic Orchestra diretta da Mehta, Concerto n. 1 di Prokofiev e Concerto di Tchaikovsky con Moscow Radio Symphony Orchestra con Vladimir Fedoseyev. Nella primavera 2007 Deutsche Grammophon ha pubblicato la versione per trio d’archi delle Variazioni Goldberg di Bach con Mischa Maisky e Nobuko Imai. Julian ha iniziato una nuova collaborazione con ONYX Classics. La primaa uscita nel novembre 2007 è un CD di musica da camera di Shostakovich con Mischa Maisky, Janine Jansen, Yuri Bashmet e Itamar Golan registrato dal vivo al Musikverein di Vienna. Nel 2008 escono le Quattro Stagioni di Vivaldi e le Quattro Stagioni di Buenos Aires di Piazzolla con la Bayerischer Rundfunk Kammerorchester. Nato in Lituania, emigrato nel 1978 in Austria, con i suoi genitori, anch’essi musicisti, Julian Rachlin ha studiato al Conservatorio di Vienna con il M° Boris Kuschnir e nel 1988 è salito alla ribalta internazionale vincendo il Premio “Young Musician of the Year” al Concorso tenuto al Concertebouw di Amsterdam. Maazel lo invita quindi al Festival di Berlino con l’Orchestra Nazionale di Francia e per una tournée in Europa e in Giappone con l’Orchestra Sinfonica di Pittsburgh. Si distingue come il solista più giovane che abbia mai suonato con la Filarmonica di Vienna, debuttando con Riccardo Muti. Dal settembre 1999 insegna la Conservatorio di Vienna. Julian Rachlin suona il Guarnieri del Gesù “ex Carrodus” del 1741, prestatogli dalla Banca Nazionale Austriaca.
Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
E’ stata la prima in Italia a dedicarsi esclusivamente al repertorio sinfonico, promuovendo prime esecuzioni di importanti capolavori del Novecento. ?Dai primi del ‘900 a oggi l’Orchestra ha tenuto circa 14.000 concerti collaborando con i maggiori musicisti del secolo: è stata diretta, tra gli altri, da Mahler, Debussy, Strauss, Stravinsky, Hindemith, Toscanini, Furtwängler, De Sabata e Karajan. I suoi direttori stabili sono stati Bernardino Molinari, Franco Ferrara, Fernando Previtali, Igor Markevitch, Thomas Schippers, Giuseppe Sinopoli, Daniele Gatti, Myung-Whun Chung. Dal 1983 al 1990 Leonard Bernstein ne è stato il Presidente Onorario. Dal 2005, Antonio Pappano è il nuovo Direttore Musicale.?Fra i più prestigiosi impegni dell’Orchestra è da segnalare la presenza alle manifestazioni per i 100 anni dei Proms [prima orchestra italiana ospite del prestigioso festival londinese]. Con Myung-Whun Chung (direttore principale dal 1997 al 2005) l’Orchestra ha tenuto concerti in Spagna, Portogallo, Belgio e ha svolto numerose tournée in Estremo Oriente. Oltre agli appuntamenti annuali con i più importanti festival musicali italiani, nel 2001 è stata la prima orchestra italiana ospite della Philharmonie di Berlino, la storica sede dei Berliner Philharmoniker.?Nel 2003 l’Orchestra ha partecipato alle celebrazioni per la riapertura del Teatro La Fenice di Venezia, nel 2004 ha trionfato alla Triennale di Colonia, e nel 2005 è tornata al Festival delle Notti Bianche di San Pietroburgo.?Durante la stagione 2005-2006 ha suonato a Madrid con Rostropovich, a Budapest, al Palau de la Musica di Barcellona e alla Semperoper di Dresda (Stabat Mater di Rossini diretto da Pappano). La stagione 2006-07 si è aperta con il grande successo raccolto dall’Orchestra e da Pappano al Teatro La Fenice di Venezia e alla Scala, dopo cinquant’anni di assenza dal grande teatro milanese. Nel marzo 2007 l’Orchestra ha svolto, sempre con Pappano, una tournée in Germania, Svizzera e Austria, con tappe prestigiose come il debutto al Musikverein di Vienna, dove il pubblico ha tributato alla compagine ceciliana calorosi applausi e critiche entusiastiche. L’estate 2007 ha visto l’Orchestra in importanti impegni internazionali come i Proms di Londra e una tournée in Giappone, nonchè due esibizioni a Mosca e Barcellona.?L’attività discografica è stata in questi ultimi anni molto intensa: tra le ultime incisioni, premiate con prestigiosi riconoscimenti (Diapason d’Or, Nomination per il Grammy Award), segnaliamo una serie di CD, diretti da Chung, dedicati alla musica sacra in occasione dell’anno giubilare. ?Nel 2007 sono stati pubblicati due CD dedicati a ?ajkovskij (Ouvertures & Fantasies e le ultime tre Sinfonie del grande autore russo), uno con la violoncellista Han-Na Chang dal titolo Romance e la Trilogia Romana di Ottorino Respighi, prime incisioni realizzate dall’Orchestra con Antonio Pappano per l’etichetta EMI. Nel febbraio 2008, in occasione del suo primo centenario, l’orchestra ha effettuato una tournée in Italia (Perugia, Parma, Ferrara, Torino) eseguendo lo stesso programma del 1908.
Daniel Harding
Nato a Oxford, Daniel Harding intraprende la propria carriera in qualità di assistente di Sir Simon Rattle presso la City of Birmingham Symphony Orchestra alla cui guida ha debuttato nel 1994. Successivamente ricopre il ruolo di Assistente di Claudio Abbado presso I Berliner Philharmoniker debuttando con la medesima compagine presso il Festival di Berlino nel 1997. Attualmente, Daniel Harding ricopre la posizione di Direttore Ospite Principale della London Symphony Orchestra, Direttore Musicale della Radio Swedish Symphony Orchestra e Direttore Principale del Mahler Chamber Orchestra. In precedenza è stato Direttore Principale della Trondheim Symphony Orchestra in Norvegia (1997-2000), Direttore Principale della Norrkoping Symphony Orchestra in Svezia (1997-2003) e Direttore Musicale della Deutsche Kammerphilharmonie Bremen (1997-2003). E’ ospite abituale presso formazioni di livello internazionale: Dresden Staatskapelle, Wiener Philharmoniker, (questi ultimi diretti presso il Festival di Salisburgo), Berliner Philharmoniker, Royal Concertgebouw Orchestra Amsterdam, Leipzig Gewandhausorchester, Orchestra Filarmonica della Scala. Ulteriori collaborazioni sempre in veste di ospite includono: Bayerische Rundfunk Sinfonieorchester, Munchner Philharmoniker, Orchestre National de Lyon, Oslo Philharmonic Orchestra, London Philharmonic Orchestra, Royal Stockholm Philharmonic Orchestra, Orchestra dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia, Orchestra of the Age of the Enlightenment, Rotterdam Philharmonic, Frankfurt Radio Symphony Orchestra, Orchestre du Champs-Elysèes, Philadelphia Orchestra, Los Angeles Philharmonic orchestra, Chicago Symphony Orchestra, Atlanta Symphony Orchestra, Baltimora Orchestra, Houston Symphony Orchestra, Toronto Symphony Orchestra. Nel corso della stagione 2005 / 2006 ha inaugurato la stagione del Teatro alla Scala di Milano Scala di Milano ove ha diretto l’ “Idomeneo”. Vi ha immediatamente fatto ritorno nel 2007 per “Salome” ed ancora nel 2008 per la doppia programmazione di “Il Castello di Bluebeard” e de “Il Prigioniero”. La sua esperienza lirica include Trey l’altro “Il Giro di Vite” e “Wozzeck” presso la Royal Opera House Covent Garden di Londra, “Don Giovanni” e “Le Nozze di Figaro” presso il Festival di Salisburgo alla guida dei Berliner Philharmoniker. In seguito, intraprende un rapporto di collaborazione a lungo termine con il Festival di Aix-en-Provence ove si esprime alla direzione di una nuova versione del “Così Fan Tutte” per la regia di Patrice Chereau, del “Don Giovanni” per la regia di Peter Brook, de “Il Giro di Vite” per la regia di Luc Bondy, de “La Traviata” per la regia di Peter Mussbach, di “Eugene Onegin” per la regia di Irina Brook e ,recentemente, de “Le Nozze di Figaro” per la regia di Vincent Boussard. Altri impegni hanno incluso “Die Zauber Flote” a Vienna, “Die Entfuhrung aus dem Serail” alla Bayerische Staatsoper di Monaco, e “Jenufa” presso la National Welsh Opera. Daniel Harding incide in esclusiva per Deutsche Grammophon ed il suo primo disco per la celebre etichetta, una registrazione della Sinfonia n°10 di Mahler con I Wiener Philharmoniker, è stata considerata dalla critica internazionale come una delle migliori opere mai realizzate. Precedentemente, in qualità di artista della Virgin/EMI, ha inciso la Sinfonia n°4 di Mahler con la Mahler Chamber Orchestra; le Sinfonie n°3 e 4 di Brahms con la Deutsche Kammerphilharmonie di Brema; “Billy Budd” con la London Symphony Orchestra; “Don Giovanni” e “Il Giro di Vite” (premiato con lo “Choc de l’Annèe 2002″ e con il “Gran Premio dell’Accademia Charles Cros” oltrechè con il Premio Grammophone) sempre al fianco della Mahler Orchestra da Camera; rammentiamo infine incisioni di Lutoslawski con la Norwegian Chamber Orchestra ed opere di Britten con Ian Bostridge ed i Sinfonia Britten (premiati con “Choc de l’Annèe 1998″).
Royal Concertgebouw Orchestra Amsterdam
Immediatamente in seguito alla propria imposizione in ambito musicale classico avvenuta nel 1888, la Royal Concertgebouw Orchestra Amsterdam evolse rapidamente affermandosi come una delle migliori Orchestre Europee di fama mondiale “Indubitabilmente magnifica, ricca di energia e di entusiasmo “ come lo stesso Richard Strauss ebbe a dichiarare pubblicamente nel 1987.
L’Orchestra assurse al titolo di “Reale” nel 1988. A partire da quel momento, essa ha prodotto oltre 1110 LP, CD e DVD divenendo una delle compagini sinfoniche più prestigiose al mondo.
L’aver tuttavia circoscritto le collaborazioni direttoriali a pochi selezionatissimi ed illustri nomi, ha costituito una scelta decisamente vincente in merito al consolidamento dell’attività dell’Orchestra stessa ed al respiro internazionale di cui si essa è fatta latrice apparendo come uno dei massimi punti di riferimento culturale sul piano internazionale.
La Royal Concertgebouw Orchestra Amsterdam definitivamente ambita da parte delle Istituzioni Musicali del globo di più alto lignaggio, vanta un’identità musicale inarrivabile, plasmata grazie all’intenso lavoro lungamente condotto nel corso degli anni al fianco di generazioni di eminenti musicisti e grazie ai rapporti di collaborazione professionali a lungo termine condotti e strettamente circoscritti a quella ristretta rosa di Sei Direttori Stabili che hanno letteralmente scritto la storia della formazione. Infine, anche e soprattutto grazie alle proprietà acustiche più uniche che rare di cui si fa ampio vanto la Main Hall della Sala del Concertgebouw.
Annoveriamo tra le peculiarità virtuosistiche – strumentali che sono concorse a consacrare la fama della Royal Concertgebouw ai più alti livelli, “gli archi vellutati”, “gli ottoni dorati” e l’eccezionale ed ineguagliabile timbro dei legni.
In base alla considerazione di siffatti raffinatissimi elementi, non è forse eccessivo affermare che I Professori d’Orchestra della Royal Concertgebouw Orchestra Amsterdam siano I custodi di una cultura del suonare pregna di cotanta perfezione tale da conferire alla compagine un suono unico ricco di una flessibilità sconvolgente.
L’Orchestra è infatti costituita da 120 “virtuosi” in grado di esprimersi musicalmente e contemporaneamente a livelli eccelsi.
Durante I 50′anni che hanno visto più che la guida, il “regno” del Maestro Willem Mengelberg, un ampio numero di compositori, quali Richard Strauss, Gustav Mahler, Claude Debussy ed Igor Starvinsky ebbero modo di dirigere la Royal Concertgebouw. Inoltre, vere e proprie celebrità del genio di Bela Bartok, Sergey Rachmaninov e Sergey Prokofiev eseguirono le proprie opere in veste di solisti ospiti.
Questo importantissimo legame di continuità con I compositori contemporanei , che rappresenta a tutt’oggi la politica artistica seguita dall’Orchestra, seguitò attraverso collaborazioni con nomi di fama mondiale, quali Bruno Maderna, Peter Schat, Luciano Berio, Hans Werner Henze, Luigi Nono e John Adams.
Nel corso degli anni la Royal Concertgebouw Orchestra Amsterdam ha acquisito una reputazione di livello internazionale anche e principalmente grazie all’esecuzione di opere del periodo tardo – romantico.
La tradizione Mahleriana che si respira tra le pagine della storia dell’Orchestra trovò il suo massimo punto di espressione quando Mahler in persona diresse la Royal Concertgebouw in occasione del Festival Mahleriano del 1920 realizzato anche dopo la sua scomparsa nel 1995.
At al proposito, Bernhard Haitink suscitò una vera e propria emozione all’indomani dell’immissione sul mercato della registrazione dell’integrale dell Sinfonie di Gustav Mahler, riproposte dal vivo anche durante I concerti delle “Christmas Matinees”.
Non va tra l’altro trascurato che anche Bruckner rappresenta un aspetto d’importanza a dir poco vitale nell’ambito del repertorio dell’Orchestra. Dopo la prima Guerra Mondiale, fu infatti in particolare grazie a Edward van Benium che l’attenzione fu nuovamente volta alle opere di repertorio francese e Bruckneriano.
Grazie alle direzioni “dal vivo” ed alle produzioni discografiche, Riccardo Chailly diede uno dei maggiori e più tangibili contributi alla diffusione della musica e dell’opera contemporanea.
Le sue esecuzioni Mahleriane riscossero infatti a dir poco trionfali consensi da parte di pubblico e critica.
Tuttavia, con l’arrivo del Maestro Mariss Jansons nel 2204, la Royal Concertgebouw entrò decisamente in una nuova fase, con un continuo interesse nei confronti di compositori del’importanza di Mahler, Bruckner e Richard Strauss ed un rinnovato interesse nei confronti dei più noti compositori del 20° sec. Quali SHOSTAKOVICH e MESSIAEN.
Ad ogni modo, due furono le principali iniziative di carattere musicale che determinarono le scelte musicali di Mariss Jansons, ovvero la proposizione di un repertorio capace di spaziare da HAYDN a MOZART con soventi incursioni sulla più affascinante musica contemporanea Olandese e frequenti opere commissionate ad Hans Werner Henze.
La Royal Concertgebouw ha collaborato con I più importanti Direttori d’Orchestra al mondo, gli stessi che hanno contribuito alla costruzione di quel suono di rara bellezza di cui l’Orchestra è latrice. tra essi ricordiamo: Arthur Nikisch, Karl Muck, Bruno Walter, Otto Klemperer, Raphael Kubelik, Pierre Monteux, Eugen Jochum, Karl Bohm, Herbert von Karajan, Sir George Solti, Gerge Szell, Carlo Kleiber, Leonard Bernstein, Sir Colin Davis, Kurt Sanderling, Kirill Kondraschin, Carlo Maria Giulini, Kurt Masur, Lorin Mazel, Zubin Metha e Nikolaus Harnoncourt in veste di Direttore Ospite Onorario.
La sala della Royal Concertgebouw è nota nel mondo per la sua straordinaria acustica. Essa fu disegnata dall’Architetto A.L. Van Gendt ed inaugurata ufficialmente l’11 Aprile 1888.
E’ stata restaurata nel 1980 con l’aggiunta di un ulteriore ala all’edificio già esistente.
Per oltre un secolo, essa ha rappresentato il centro della vita musicale in Olanda. Solo nel 2006 è stata calcolata la presenza di 820.102 visitatori che hanno decretato ancora una volta quanto la sala della Royal Concertgebouw sia una delle più famose al mondo.
Carlo Miotto
musicista di vasti interessi, veronese di origine friulana, dopo gli studi liceali ha conseguito i titoli di studio in Percussioni, Pianoforte e Composizione. Ha studiato direzione d’orchestra all’Accademia “Sibelius” di Helsinki.
Lavora da sempre per coniugare la militanza nelle file dell’orchestra della Fondazione Arena di Verona, ove ricopre tuttora il ruolo di percussionista, alla pratica di altre espressioni del fare musica, partecipando a diversi progetti nelle vesti di esecutore di musica da camera, di didatta, di organizzatore di eventi, di consulente, di direttore d’orchestra.
Ha creato recentemente una performance multimediale dal titolo “Requiem per Tommasoli” nel primo anniversario della morte di Nicola Tommasoli, assassinato nel 2008 presso Porta Leoni, a Verona, performance risultato di una riflessione al centro della quale pone l’esplorazione di quella vasta zona di suoni, tenui, sottili, difficilmente percepibili, che stanno intorno al limite vago del silenzio.
Ha curato molte prime esecuzioni veronesi di musiche di Schoenberg, Schnittke, Boulez, all’interno del festival “Variazioni di Pressione”, ove per sua iniziativa sono state proposte nuove composizioni di autori locali; ha eseguito in concerto, come pianista il ciclo “Winterreise” di Schubert, con Carmen Ohlmes; ha diretto, in collaborazione con la Virgina University, l’esecuzione di Don Giovanni e di Barbiere di Siviglia. Ha partecipato, sempre come direttore d’orchestra, alla realizzazione di “The Little Sweep” di Britten, in uno dei programmi didattici di Giocomusica, ed alla messa in scena di “Bastiano e Bastiana” di Mozart, con strumenti originali e secondo filologia.
Ha partecipato con diversi ensembles a numerose registrazioni e trasmissioni radiofoniche.
Collaborazioni importanti continuano ad essere quelle in corso con il Festival “Eterotopie” – Altri Luoghi, che ha luogo a Mantova, presso Palazzo Tè, quella con l’Orchestra Giovanile Veronese e lo stage estivo: “Villa Buri Musica”, quella con il compositore e sound artist Staffan Mossenmark ed il progetto “Verona Risuona”, quella con l’ ”Ex Novo Ensemble” di Venezia, ed infine quella con il gruppo S.N.O.W. Sound, Noise and Other Waves, in cui si esplora e pratica in special modo la relazione tra acustica ed elettronica .
Il concerto del 10 ottobre è dedicato alla memoria di Bianca Coen Rollier, insegnante di pianoforte, musicista, (Venezia 1920 – Milano 1998), nel cui lascito stava la partitura di Bruno Maderna oggetto della esecuzione della serata.
Aldo Orvieto
Aldo Orvieto, ha svolto gli studi al Conservatorio di Venezia. Deve molto della sua formazione musicale ad Aldo Ciccolini. Lorenzo Arruga ha scritto di lui. “Raro caso di pianista che suonando guarda dentro la musica”.
Ha registrato produzioni e concerti per le principali radio europee tra cui: BBC, RAI, Radio France; le principali Radio tedesche (WDR, SDR, SR), la Radio Belga (RTBF), la Radio della Svizzera italiana (RTSI) e tedesca (DRS), la Radio Svedese.
Ha inciso più di quaranta dischi dedicati ad autori dell’età classica e del Novecento per le case italiane Dynamic, Stradivarius, Ricordi, Nuova Fonit Cetra; per ASV e Black Box Music (London), Cpo (Georgsmarienhütte), Mode Records (New York), Hommage (Hamburg), Naxos (Hong Kong), riscuotendo sempre unanime consenso della critica.
Ha suonato come solista con molte orchestre tra cui le Orchestre Sinfoniche della RAI, l’OSNR di Torino, del Teatro La Fenice di Venezia, l’Ensemble 2e2m di Parigi, Accroche Note di Strasburgo, e in formazioni da camera con prestigiosi complessi.
Ha svolto intensa attività concertistica e discografica con i violinisti Luigi Alberto Bianchi, Felix Ayo, Dora Bratchkova e Rodolfo Bonucci, con il violoncellista Arturo Bonucci, con i pianisti John Tilbury e Marco Rapetti, con le cantanti Gemma Bertagnolli, Luisa Castellani, Sara Mingardo, Susanna Rigacci, Sonia Visentin. Nel 1979 è stato tra i fondatori dell’ Ex Novo Ensemble. Ha partecipato a molte prime esecuzioni assolute (in particolare di opere di Maderna, Togni, Clementi, Sciarrino, Ambrosini) e ricevuto lusinghieri consensi da alcuni dei più grandi compositori del nostro tempo (Nono, Petrassi, Kagel, Bussotti).
Ha avuto una presenza costante nei più importanti Festival dedicati alla musica moderna e contemporanea, tra cui: Biennale di Venezia, Milano Musica, Münchener Philarmoniker, Berliner Festspiele, Akademie der Künste (Berlin), Mozarteum Salzburg, Gulbenkian (Lisboa), Concerts Ville de Genève, Festival d’Avignon, Ars Musica Bruxelles, Festival di Strasbourg, Warsaw Autumn, Gaudeamus Foundation (Amsterdam), Tish Center for the Arts (New York), Huddersfield Contemporary Music Festival.
Così ha scritto di lui
Matthew Connolly sul Times (02/12/2003): “Nella Sequenza per pianoforte (di Luciano Berio), non dimenticherò il modo in cui il pianista Aldo Orvieto volgeva gli occhi per scrutare fin dentro l’inchiostro nero di una partitura nella quale, con un procedimento caro alle Avanguardie, vi sono deliberatamente scritte troppe note. L’abilità di Orvieto nel suo strumento era imponente”;
Joseph Magil su American Recor Guide (Gen-Feb 2004): “ … in tal modo le sonorità forti si fanno elettrizzanti, di qualità esplosiva, e Orvieto fa un magnifico lavoro di scelta delle voci negli accordi per far emergere le armonie dissonanti” (Stravinsky, Suite Italienne, CPO999941);
Tony Haywood su Classic CD Reviews (2006): “Ho apprezzato in particolar modo Aldo Orvieto che ha rilevato le ascendenze espressionistiche post-schoenberghiane mettendo in risalto la compresenza di molte tonalità”.
Orchestra della Fondazione Arena di verona
La Fondazione Arena di Verona è una delle quattordici Fondazioni lirico-sinfoniche italiane e dispone di un’Orchestra, un Coro e un Corpo di Ballo stabili.
Il 10 agosto 1913, l’Arena di Verona diventa sede di uno stabile Festival lirico. Da allora inizia anche la brillante storia dell’Orchestra e dei suoi direttori. Sul podio più suggestivo del mondo si sono avvicendati i musicisti più diversi per formazione, cultura e stile. Tra di essi anche tre direttori-compositori: Pietro Mascagni che nel 1921 dirige Il Piccolo Marat, Riccardo Zandonai che nel 1939 dirige Giulietta e Romeo, Mikis Theodorakis che nel 1988 dirige Zorba il greco. È comunque Tullio Serafin con una storica Aida ad inaugurare il Festival lirico in Arena nel 1913. Tra gli altri direttori che hanno guidato l’Orchestra dell’Arena segnaliamo Sergio Failoni, Antonino Votto, Gino Marinuzzi, Vittorio Gui, Franco Capuana, Francesco Molinari Pradelli, Rudolf Kempe, Argeo Quadri, Gianandrea Gavazzeni, Lovro von Matacic, Elihau Inbal, Nello Santi, Peter Maag, Giuseppe Patanè, Michel Plasson, Anton Guadagno, Yuri Ahronovitch, Donato Renzetti, Gustav Kuhn, Daniel Oren, Riccardo Muti, Lorin Maazel, Zubin Mehta, Georges Prêtre. Dirigere dal podio dell’Arena è sempre stato e rimane un onore unico e un impegno notevole. Un’emozione anche, alla quale non è facile abituarsi.
Dal 1975, con l’apertura del Teatro Filarmonico di Verona, l’Orchestra areniana aggiunge un ulteriore, importante impegno alla sua professionalità. Ora dà ottima prova di sé anche in un teatro al chiuso, con tre stagioni in abbonamento (lirica, sinfonica e di balletto) ed una programmazione a tutto campo con un repertorio che spazia dal barocco al romantico e al contemporaneo. Intensa è anche l’attività dei complessi artistici in ambito regionale.
Ultime ma non meno importanti vengono le tournées all’estero, spesso insieme al Coro dell’Arena: Aida è stata rappresentata a Vienna (1982, 1984), a Luxor in Egitto (1987) e a Dortmund (1997); Nabucco a Francoforte (1994), a Vienna e Zurigo (1995, anno in cui è stata proposta anche La Bohème), a Berlino (1996); Turandot a Vienna (1986) e Tokyo (1991); Tosca a Pechino nel 2000.
Placido Domingo a Verona
Il grande tenore Placido Domingo,
dopo essere stato ospite a Budapest del Gran Premio di Formula 1,
è volato a Verona dove si è incontrato con il Sovrintendente della Fondazione Arena
Francesco Girondini e con alcuni membri del Consiglio di Amministrazione per definire i suoi impegni per il prossimo anno.
Nell’occasione, Domingo e i vertici della Fondazione hanno tenuto una Conferenza stampa nella quale sono stati forniti ulteriori dettagli sull’impegno, per il 2009, del grande artista spagnolo : dopo aver inaugurato il Festival Lirico dirigendo la Carmen di Bizet il 19 giugno e poi per altre tre recite, Domingo sarà protagonista assoluto, il 24 luglio, del “Gala” organizzato per ricordare i 40 anni dal suo debutto in Arena, il 2 agosto 1969 nel Don Carlo di Verdi; quella sera il tenore canterà gli ultimi atti di tre opere: Carmen, Otello e, forse, Aida. Un appuntamento che già si annuncia imperdibile.

























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